08/04/17 Corri con Paolo

Montecarlo è stata invasa da oltre tremila persone e accanto a noi c'erano Paolo e Pinocchio.

La manifestazione è stata bellissima, e un ottimo sole ci ha abbracciati e coccolati per tutto il pomeriggio.

C'erano allegria, cibi e divertimento.

Nessuno voleva andare via, ma continuare... continuare...

Paolo e Pinocchio sono orgogliosi di Voi by Loris Neri

Paolo e Pinocchio sono orgogliosi di Voi

Abito a pochi chilometri da Montecarlo, ma vengo qua solamente qualche volta l’anno.

Più che altro ci passo attraverso con le scarpe da corsa.

C'è un filo che mi lega a questo paese, e ogni volta che mi trovo qua, questo legame continua a non spezzarsi. Seguita a offrirmi scenari variopinti e quelli visti oggi erano davvero spettacolari.

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Non mi sono dimenticato delle prime volte che scalavo questa collina con la Marcia della Smarrita, la Porcari Corre, o per conto mio, e neppure quando l'anno scorso era piena di Pirati, o a giugno quando presi parte alla Staffetta Montecarlo - Pisa con la Corri con Paolo.

E non sono neanche sorpreso, quando riappoggio il piede in via Roma, e sono travolto dalle persone, dai bambini, dai palloncini, dalla musica della banda, dagli abbracci, dai baci, dai sorrisi, dalla simpatia, dalla voglia di vivere, dalla giocosità e da tutto quel sano desiderio di dimenticarsi i brutti telegiornali, le pessime notizie, le morti atroci di bimbi, d’innocenti e di animali sofferenti.

Mi piace pensare che ogni tanto compaia un burattino di legno per riempire tutti i cuori di bontà e di benessere.

Già, un burattino di legno. Oggi la corsa era con Paolo e con Pinocchio. Due ragazzi, forse bricconcelli, ma di sicuro tanti amati. Ora e per sempre.

Altrimenti non si spiegano neanche quelle tremila e oltre persone che oggi hanno trascorso il pomeriggio qua. A Montecarlo.

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È incredibile di come riescano a organizzare una manifestazione podistica e rendere partecipe un'intera cittadina. Ho seguito il gruppo su Facebook e leggevo che per ogni problema, per ogni richiesta fatta, tutto era risolto nel migliore dei modi. Senza rifiuti o negazioni. Tutti si sono dati da fare, e tanti si sono prodigati per aiutare questo o quello.

Il risultato finale di tutti quei sacrifici benevoli e altruismi generosi, li abbiamo ben visti. Ci rimarranno impressi nella memoria, come un libro che ci era piaciuto assai.

Ogni particolare era stato preparato per rendere felici tutti. E non credo che ci sia stato qualcuno che dopo aver terminato la sua passeggiata, o corsa, ne sia uscito scontento.

È questo, quello che ci occorre per andare avanti. Qualcosa e qualcuno che ci renda sereni.

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Mentre correvo (parola grossa oggi) ero stupefatto nel vedere tanti passeggini nelle mani di mamme scalpitanti, o cagnolini al guinzaglio col pettorale attaccato sulla schiena.

Ero estasiato, nel vedere tutte quelle gambe giovani muoversi come se ballassero il sabato sera o alla festa scolastica di fine anno.

Ero immischiato tra la folla che procedeva lenta, e i sassi che sdrucciolavano giù per la discesa.

Ho dovuto rallentare, ma non mi sono fermato. Anzi, mi sono gustato la scena alzandomi sul poggetto, per fotografare chi stava sotto di me.

Ero travolto dalla polvere dei camminatori e dei podisti, ma anche dagli odori che un luogo come Montecarlo mi sa donare.

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C'era un venticello lieve e fresco che sembrava un sospiro e mi portava il profumo del glicine e del gelsomino.

C'era il sole giallo e brillante, degno come nostra stella regina, e le nuvole erano bianche, come il latte che si porge ai neonati.

C'era il cibo dolce, zuccherato e morbido, come le cose buone che ci rendono caro e amato il mondo.

C'erano la focaccia e i crostini saporiti, come la piacevolezza dell'acqua del mare in estate.

C'era una lunga salita, fresca d'asfalto nuovo e le righe appena tinte, con quella casa in mattoni e la staccionata di legno che la rendevano gradevole come se fosse un quadro appeso al cielo.

C'era tutto e non è mancato niente.

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Quando sono arrivato alla fine del mio viaggio (1h19.53 per 9,850 km) ero pronto per ripartire.

Avrei voluto fare un altro giro. E poi un altro ancora. E proseguire fino all'infinito.

Come se tutto questo non terminasse mai. Come se infilassi un gettone nella macchinetta e continuasse a far uscire il premio.

Invece mi sono fermato al ristoro.

Ho parlato con amici e amiche, ma anche con sconosciuti.

Ho ammirato Mangiafuoco, l'Asinello, Pinocchio e la Fatina.

Mi sono reso partecipe a un siparietto, con altri tre podisti, che mi ha divertito molto.

Ho ritirato il mio sacchetto premio, come sempre ben fornito, e piano piano, mi sono rimesso in cammino tra la gente, i sorrisi, il divertimento e l'emozione.

Sentivo tutto pulsare ancora. Non volevo andare via. Mi sarei seduto su di una panchina e avrei aspettato che l'ultimo partecipante passasse.

Va be’, mi sono soffermato un altro po' e sono sceso nel sentiero per scattare qualche foto.

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Tutto era nato per ricordare Paolo Pieraccini.

Tutto è proseguito perché la corsa si chiama Aiuta a Vivere.

Tutto è stato fatto col cuore e con la consapevolezza di volere offrire del bene.

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Gli amici di Montecarlo ci sono riusciti nel migliore dei modi, ed io sono stato fiero di aver partecipato a questa manifestazione.

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Un unico appunto lo voglio fare:

Qualche sera fa stavo pensando al tracciato del percorso e mi era venuto in mente il Quercione. Già proprio l'albero di Pinocchio. Pensavo che questo sarebbe stato un buon motivo per passare di là...

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Loris Neri