22/05/16 Porcari

Dopo sette giorni Dio..dati...creò Porcari corre...e fu un successo. BRAVI

Baciati dal sole e coccolati dalla Porcari Corre by Loris Neri
Magica edizione a della Porcari Corre by Daniele Fedi

Baciati dal sole e coccolati dalla Porcari Corre

Sono fiero e molto contento di essere un podista.

Mi sto sempre di più accorgendo che basta poco per diventare felici e rimanerci a lungo.

Quando calzo le scarpette da corsa e mi decido a partire per il mio percorso, inizio sì una fatica, ma anche incomincio a sollevarmi a un metro da terra.

Già, perché quei passi faticosi, quel respiro affannato, e quel sudore che cola sulla fronte e lungo la schiena, fanno da contorno al mio viaggio, alle mie ore spensierate, al mio desiderio di sfuggire da qualcosa.

Se poi vado a partecipare alla Porcari Corre allora il sogno inizia così:

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Fin dai parcheggi messi a disposizione si capisce che a Porcari c'è qualcosa in più.

Non c'è nessun problema, e anche se arrivi alle 9, un posto libero si trova sempre.

Vado a iscrivermi, e prima di partire faccio una passeggiatina curiosando tra la gente.

C'è chi ha finito, c'è chi mi saluta, c'è tanto movimento, ci sono tanti volti che non sempre trovo alle corse.

Moltissime le magliette arancio indossate e regalate dall'organizzazione.

Bambini, gioventù, sorrisi.

Tre parole magiche perfette per un futuro sano. L'una che lega con l'altra e se ci pensi basta poco per ottenere la frase completa.

Perfetta per l'occasione, e stamani posso definirla ghiotta.

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Alle 8.39 lascio piazza degli Alpini per via Catalani e mi avvio verso via Pollinelle.

Tutte che sembrano il tunnel della felicità.

Mi distacco da quelle magliette colorate, solo per guardare l'effetto che fa.

Potrei fermarmi qua, sorridendo sotto il mio cappellino, e restare ore a fotografare l'immensa onda anomala.

Poi risalgo lungo lo sterrato e svolto in via della Pace.

Mi giro spesso con la testa, ma solo per guardare quanta gente ho dietro e al di sotto di me.

Mi sa che oggi andrò piano, voglio gustare tutto ciò che mi offrirà la Porcari Corre.

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Salendo supero presto la prima deviazione. Essa scende in via Villa Pucci per poi riagganciarsi a noi che proveniamo dal sentiero di San Martino in Colle.

Intanto trovo due ragazzine sedute in strada ad ammirare chi sta scollinando, e un po' più in là, altre sedute sulla "Panchina per quelli stanchi".

Bevo un sorso d'acqua, e riparto deciso ad affrontare ogni desiderio che mi si realizzerà davanti ai miei occhi.

Oggi è un'ottima giornata: sole brillante, e temperatura pregevole.

Tutto perfetto e il mio viaggio prosegue.

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I boschi di pini, gli ulivi e i vigneti. Il territorio che circonda Montecarlo è un museo dai mille profumi e dai tanti sapori.

Così quatto quatto, tra le salite e le discese, mi ritrovo a San Giuseppe, dove al ristoro mangio un pezzo di focaccia.

Mi piace correre leggero. In tutti i sensi. Poche cose da indossare, pochi oggetti da portarmi dietro, ma anche poche cose nello stomaco.

Però in queste situazioni, e con tutte queste leccornie, è davvero difficile resistere.

Perché non si viene alla Porcari Corre senza mangiarsi un pezzo di focaccia dopo appena 6k percorsi!

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Due passi leggeri, giusto così per riprendermi dal ristoro, e poi incomincia il vero divertimento podistico con l'avvicinarsi alla vetta di giornata.

A quel Gran Premio della Montagna che per noi toscani è spesso abbarbicata sul colle del Cerruglio.

Così in via dei Tredici inizia la vera scalata, dove il profumo intenso e deciso di un'immensa e spettacolare siepe di gelsomino, i miei sensi sembrano gridare al miracolo.

La salita termina proprio davanti alla Porta Nuova, e l'ingresso nel paese mi rigenera grazie al ritmo della Filarmonica Giacomo Puccini di Montecarlo.

Diciamo che vado di fretta, mi soffermo ad ascoltarli solo una trentina di secondi, ma potrei passare il resto della mattinata qua ed essere contento lo stesso, però la Porcari Corre mi offrirà ancora molte cose, così riparto.

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In piazza della Fortezza rimetto in movimento le ganasce per una bruschetta coi fagioli.

Mentre col sorriso ammiro gli storici tiratori di catapulta.

Volano pacchetti di fazzoletti e gavettoni d'acqua.

Riprendo a correre, e proseguo verso Montichiari.

Il tracciato è il solito, ma invernale o estivo, fa sempre ogni volta il suo bell'effetto.

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Un po' di sterrato, qualche stradina nascosta, discesine e salitelle, che in lampo mi portano al parcheggio del ristorante la Nina.

All'ombra dei pini, dei lecci e delle querce, trovo come sempre il fornitissimo ristoro di metà percorso.

Ma che Cialtroni! Oggi manco si sono mascherati! Altro che Fanti e Regine! Ripeto: Cialtroni!!

Non mi resta che prendere la mia dolce macedonia, e scambiare due chiacchiere con una Juventina e un milanista (sss... meglio dirlo sottovoce, vero Massimiliano?).

La Festa continua e sono pronto a ripartire più carico che mai.

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Discendo con serenità, scattando foto qua e là, perché bastano cinque secondi per fare una fotografia, e cinque secoli serviranno per non mandare via quel ricordo.

La giornata è così splendida che ogni passo fatto sembra di troppo.

Pare un'offesa a far scappare via il tempo prezioso e al piacere del momento in cui lo stai vivendo.

Vorrei che la Porcari Corre tornasse ai 25k, anzi, la porterei a 40k.

E' tutto troppo bello, e quando qualcosa raggiunge una perfezione quasi assoluta, mi piacerebbe che non terminasse mai!

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La strada se pur tranquilla si trasforma in sentiero, e poi in bosco, la gente che supero si sorseggia la corsa come una bevanda zuccherina.

Un caldo sole si tramuta in ombra fresca, e il tracciato riprende a salire.

Sassi e sassolini mi sdrucciolano sotto le mizuno mentre io mi sto avvicinando al quel Paradiso Verde.

Il nostro amatissimo albero è sempre là: fermo e attonito pronto a stenderci le lunghe e grosse braccia spalancate.

Senza un filo di trucco la sua maschera è pura allegria naturale.

Io ogni volta che lo guardo rimango esterrefatto.

Né Michelangelo Buonarroti, né Leonardo da Vinci, e nessun altro grande artista avrebbe fatto meglio di Madre Natura.

Riprendo il passo e mi avvio verso un altro bellissimo sentiero.

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Dopo altri 2.4k da corridore svagato mi ritrovo fermo a un altro ristoro.

Sono soddisfatto in tutto e per tutto, ma chiedendo un pezzetto di dolce, ne ricevo due fette.

Va bè, ormai siamo quasi alla fine, e come per gli ultimi chilometri di una maratona, la resistenza per i dolci alla Porcari Corre pare una cosa difficile da fare.

Dopo risalgo sopra un sentiero dinoccolato, dove camminatori con passeggini trail mi ostacolano un po' la corsa.

Oggi tutto fa parte del divertimento. E sono piacevolmente sorpreso che sia così.

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Adesso tutto sembra divorato da uno spicchio di cielo.

Le nuvole bianche, i campi verdi, i fiori dai tanti colori, i cipressi che segnano un sentiero, sembrano ingoiati da un'immensa bocca azzurra.

I podisti che ci corrono sopra sembrano tanti piccoli Pinocchio nelle fauci della balena.

Rimetto più che volentieri le mani sulla macchina fotografica e vado verso il bosco nascosto dietro la Torretta.

Intanto mi soffermo a prendere un caffè con panna, perché oggi non ci manca proprio niente.

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Riprendo a sognare salendo, come in una scala a chiocciola che sale verso l'orizzonte, arrivando sul prato della Torretta.

Vado subito a cercare Cathy.

Eccola! Bella, simpatica e col suo grande cuore d'oro pronto a regalare emozioni e gioia allo stato puro.

Con quell'accento francese e quel naso rosso giocoso.

Mi lega e m'imprigiona. "Ho portato la corda per te. Te lo avevo promesso!!".

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Sono felice nell'essere qua a osservare il mondo dei bambini, portato a Porcari da questi adulti geniali.

Cathy e Gabriella riempiranno il cuore di loro, e gli occhi delle persone si illumineranno, quando su facebook si cercheranno nelle loro foto petalose.

La bimba con le lentiggini, quella dalle treccine bionde, il bimbo col cuccio, il pancione di una mamma in dolce attesa, la smorfia di un clown sognante.

Ogni cuore, ogni volto rimane indelebile con questi scatti meravigliosi.

Boris, l'uomo deriso e offeso a Viareggio un mese fa, continua a esaudire i sogni dei piccoli, ma anche dei grandi, con le sue bolle di sapone.

Mentre nell'alto del cielo un parapendio svolazza scattando altre foto fantastiche e offrendo al mondo intero la possibilità di guardare questo colle e questi vigneti da una visuale diversa dalle nostre.

C'è pure il settimo (!) ristoro, e adesso è quasi un peccato andarsene da qua.

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Discendo verso il basso, poi passo in centro del paese, e quatto quatto finisco da dove è iniziato tutto.

2h36.22 per 20k precisi e la media giocosa di 7.49 m/km.

Il mio spettacolo.

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Un po' di ristoro, un po' di foto, un po' di bimbi felici con le coppe tra le mani, un po' di carta igienica da portarsi a casa.

La Porcari Corre è tutto e di più.

Sembrano le mani di nonna capace di regalare profumi e sapori come quando impasta e sforna le torte.

Il merito è il frutto di tanta passione, tanta voglia di vivere, di far felice qualcuno e magari ci riesce almeno per una domenica di maggio.

Grazie ancora Atletica Porcari.

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Loris Neri - Podistica Galleno