14/05/16 cascina

Per un giorno ci sfidiamo tutti sulla pista d'atletica dello stadio di Cascina come i grandi campioni.

Ma noi osiamo di più: ci divertiamo sempre!

Un bel girotondo podistico a Cascina by Loris Neri

Un bel girotondo podistico a Cascina

Sono pronto a spaccare tutto!

Mi sento davvero in ottima forma e preparato per qualsiasi evento sportivo. Tra qualche mese ci saranno le Olimpiadi a Rio de Janeiro, magari ci potrei fare un pensierino e tentare la mia bella figura.

Credere in qualcosa non è impossibile, se restano solo dei sogni, è più facile ancora, ma io non sono così forte e mi dovrò accontentare di correre sulla pista d'atletica a Cascina.

Non sarà la stessa cosa e di sicuro troverò meno brasiliane e meno traffico cittadino.

Quello che conta è sapersi divertire, e pure oggi ci sono riuscito: alla Grande!

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Dopo tanta via Francigena le mie gambe hanno bisogno di rifiatare sopra a un suolo più tranquillo.

Meno buche, meno sassi, meno arbusti, meno saliscendi cerbai, e meno erba alta.

Via la macchinetta fotografica dalle mani, via il garmin dal polso, che funziona un po' sì e tanto no, via le asics zuppe d'acqua di pozzanghera.

Oggi corsa veloce (!), sotto il sole (forse), ma con molta compagnia.

Pronti, attenti, via!

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Gira che mi rigira, le mie gambe viaggiano bene. I miei piedi battono sereni e il sole non è poi così assillante come gli anni scorsi. La cappa nuvolosa non è immensa, e l'umidità rimane nella norma. Non proprio la temperatura perfetta.

Prendo quello che arriva da lassù, ma ho provato situazioni peggiori, e cose imbarazzanti. Mi accontento.

Anche se è l'ora di pranzo, posso correre lo stesso, e gira che mi rigira è quello che sto facendo.

Molti corridori mi stanno superando, e neanche guardo il colore della loro maglietta.

Gambe e piedi a parte, siamo tutti uguali. Chi più chi meno, corriamo sopra lo stesso percorso.

Io mi sto divertendo e credo che pure loro facciano altrettanto.

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Sono nel mezzo di persone incontrate spesso, che ho visto correre in altre occasioni, che seguo su internet con curiosità, ammirazione e molta simpatia.

Oltre all'amico della Virtus Orentano mi affianco ai due dell'Atletica Porcari.

Qualche minuto vicino, sia all'uno, sia all'altro, poi ognuno prende il suo passo e prosegue nella sua corsa.

C'è chi mi surclassa e mi rade il pelo con folle velocità, e c'è chi mi rimane indietro.

C'è chi riesco a doppiare più volte (quelli decisamente lenti), e a chi riesco a farlo solo dopo metà gara.

Cerco di non ostacolare chi vuole rendere questa corsa come un impegno importante.

Non m'importa di correre qualche metro in più, a discapito di un giro più breve.

Oggi conta il chilometraggio segnato dal chip, e dover percorrere più strada senza essere valutata, può importare molto per alcuni, ma non per me.

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I minuti passano, la musica diffusa dagli altoparlanti sembra l'eccitazione adatta per contrastare lo sforzo.

La voce dell'Amoroso pare disegnata apposta "Comunque andare... e sudare sotto il sole non m’importa se mi brucio la pelle se brucio i secondi le ore..."

Il tempo è veloce e scappa via sempre. Sopratutto quando si riesca a vivere bene, a divertirsi, a gioire.

Invece i chilometri si osservano lenti, e le gambe non saranno mai svelte come i secondi.

Mai veloci come il vento o le onde del mare increspato.

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A ogni giro lancio una sbirciata verso il cielo. M’immagino le nubi cariche di elettricità.

Mi guardo i Monti Pisani e quella Rocca accovacciata sopra i pini e le ginestre, sulla punta di un verde capezzolo.

Un leggero soffio di vento e un po' d'acqua da bere. Il cronometro che scorre.

Il conto alla rovescia finale, e il suono di una tromba che urla l'avvio alla prossima staffetta.

1h00.03 di corsa con 11.900 metri percorsi alla media di 5.03 m/km.

Dopo tredici anni di corse e tanta polvere sotto le scarpe, mi rendo conto di valere ancora qualcosa.

Non sono mai stato un proiettile, ma veloce come un palloncino che vola, forse, lo sono sempre.

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Torno in postazione riposo, ma riparto subito con tutta la leggerezza possibile per un defaticamento fotografico a spasso per il campo sportivo.

Gustandomi nel frattempo un po' di pizza e di focaccia.

Poi ritorno a sedermi, e chiacchierando con gli ulivetesi, m'inforco la mia ciotolata di pasta fredda.

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Il pomeriggio continua a trascorrere, mentre lo stadio si riempie sempre più di magliette colorate e di gente sugli spalti.

Molti si stanno radunando perché tra poco incomincerà la ludico motoria con tre percorsi disponibili.

Nel frattempo tra le figure più prorompenti che questa staffetta offre, si nota benissimo il Giacomone che tutti conosciamo.

M’invio a incitare i podisti, proseguo con alcuni scatti fotografici, e continuo a scambiare parlantine.

Rimetto a posto il borsone e piano piano esco da questo piacevole pomeriggio sportivo.

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I miei complimenti al gruppo della Verru'a per l'importante e lunghissmo impegno preso, la bravura necessaria a svolgerlo nel migliore dei modi, e la beneficienza resa.

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Il sole è ancora alto e ho voglia di mettere i piedi sopra a un terreno più familiare, così mi soffermo a Quattro Strade.

Scendo nel bosco, e passeggiando tranquillamente mi dirigo verso il lago.

Faccio il giro completo, e solo adesso sento il dovere di tornarmene a casa.

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Loris Neri W 18 Podistica Galleno