14/02/16 S. Miniato Basso

a San Miniato Basso sotto la pioggia by Alessandro De Cristofano

a San Miniato Basso sotto la pioggia

Di Cicerone delle Termopili e della trasmissione “Chi l'ha visti?” per una cronaca grottesca

Giungono notizie di cambiamento delle regole del raduno da parte dei Comitati, per cui mi sarà sottratta la mia attuale fonte di ispirazione, ma finché ce n'è continuerò a seguire la Musa.

Mentre ondeggio nella ressa della casa culturale di san Miniato Basso mi sovviene dello storico Erodoto che racconta dell'eroica resistenza degli Spartiati e dei loro alleati contro le masse confuse e convulse dell'esercito di Serse (anticipazione di Salvini e Salviniani contro il popolo dei barconi?), e il tutto che si svolgeva nella strettoia del passo delle Termopili dove la strettoia accresceva la strage e permetteva a poche file di opliti di fermare la massa persiana spedita al macello da un re che non capiva che nella calca poteva solo succedere casino; questi pensieri mi turbinano nella testa mentre in un affollamento ben oltre 1,2/mq massimo consentito dalla legge per le discoteche come in un allevamento padano di vacche o emiliano di maiali stiamo lì ad attendere il nostro destino non sapendo se potremo uscire o saremo condannati a restare nella calca per l'impossibilità di muoverci, e quelli che possono muovere almeno una mano dopo ore cominciano a capire che qualcosa non funziona e aggiornano lo stato su Facebook dicendo che siamo bloccati alla Casa Culturale e pregano di condividere sperando in un qualche soccorso, e ignorano i tapini che il podista medio ha per amici altri podisti per cui è tutto un mettere mi piace e condividere ma la notizia non esce dal silenzio di tomba della Casa Culturale che, novello buco nero, tiene avvinta a sé non solo la materia ma anche le onde radio dei cellulari; insomma lo stato ce lo leggiamo solo fra di noi ce lo piacciamo e condividiamo senza capire che tutti quelli che leggono il nostro stato su Facebook sono lì con noi e possono rilanciare l'allarme solo con ulteriore condivisione e la presenza oggi di tutti e tre i trofei esclude che alcuno possa essere scampato alla trappola...

un conato di dissipare il fitto mistero solo il mercoledì alla RAI con la trasmissione “Chi l'ha visti?”

“o straniero dì al CIMS che qui siamo rimasti tutti stecchiti obbedendo alla regola del cartellino alle otto!” scrive un podista acculturato che cita un epitaffio attribuito a Simonide citato da Cicerone nel De Officiis.

Arrivano Carabinieri e Protezione Civile dopo giorni e ci trovano ancora in piedi: un sospiro di sollievo.. sono ancora vivi! Errore! Sono in piedi ma morti: non c'è spazio per cadere!

Al di là della vena grottesca che ho deciso di coltivare devo dire che noto pur nella ressa un qualcosa di diverso, perché vuoi la notevole ampiezza dei locali della Casa Culturale, vuoi l'afflusso ridotto (sono presenti tutti e tre i Trofei ma la pioggia ha dissuaso parecchie persone) la ressa è meno ressa e quindi non induce alla rissa, o se vi induce induce ad una rissa meno rissosa.

Per di più Fabiola del Ponte cura che varie porte rimangano aperte, vuoi per favorire il ricambio d'aria vuoi per favorire più rapidamente il deflusso delle plebi podistiche: buon segno! Finalmente ci si comincia a curare delle condizioni in cui attendiamo la concessione dell'agognato cartellino, e il mio ottimismo di fondo porta a sperare che nel mondo sia destinata ad affermarsi la ragione con la sua sorella più piccola la ragionevolezza.

Questa mia idea si rafforza quando il percorso abbondantemente su asfalto, ci evita tratti scivolosi o pericolosi o fangosi: io mi entusiasmo e comincio a dire che il tutto è ben curato e largisco sorrisi ed elogi a destra e a manca; e così sorridendo ed elogiando saliamo a San Miniato dalla via della Fornace Vecchia, prendiamo a sinistra e dopo il ristoro presso l'ex Liceo Scientifico Marconi prendiamo la discesa per la Catena, e così troviamo il km 18 e una freccia che indica di uscire fuori strada a destra per l'arrivo; tutto entusiasta largisco grandi elogi e complimenti all'uomo che è sul percorso al punto della svolta fuori strada: non l'avessi mai fatto! In un batti baleno ci troviamo dal percorso civilmente curato allo sbando totale: pendenza molto forte e la melma più rapida e scivolosa che si possa trovare e questo per quasi un chilometro; hai la netta sensazione che chi organizza faccia il caspita che vuole e poi sono cazzi tuoi chi se ne frega; il mio precedente ottimismo di stampo illuministico cede il passo al pessimismo di Voltaire dopo il disastro di Lisbona del 1 novembre 1755; impreco a tutto spiano contro la matta bestialità che fa scegliere a certe persone percorsi impraticabili e pericolosi in totale dispregio delle persone che ci passeranno; all'arrivo mi si dice che prima il percorso era praticabile poi con la pioggia è diventato impraticabile; trovo le scuse poco valide perché 1) lo capisce chiunque che un percorso ripido e terroso se piove diventa impraticabile e pericoloso, non c'è bisogno di avere studiato ad Oxford; 2) a maggior ragione gente del posto deve avere conoscenza dei percorsi che sceglie; 3) io che non sono del posto ho capito al volo che in certe situazioni arrivati sull'asfalto in via Roma dal lato Sud conveniva a questo punto invece di prendere a sinistra in direzione dell'ex Liceo girare a destra e poi scendere su san Miniato basso per la via Aldo Moro, facendo in altre parole lo stesso percorso dell'andata. A questo punto vorrei dire che certi errori marchiani denotano scarso rispetto e disinteresse per le condizioni in cui si troveranno i podisti: piove? Cazzi loro e se non gli va bene se ne stiano a casa loro! D'altra parte con una maggiore attenzione tanti pericoli disagi e criticità si eviterebbero: perché verificata l'impraticabilità e la pericolosità di quella discesa non ci hanno fatto scendere per via Aldo Moro?