20/12/15 Spianate

Un percorso colmo di sterrati, ma anche di molta nebbia.

Solamente a Montecarlo splendeva il sole sopra simpatici Babbi Natale vestiti da podisti incalliti...

Da Spianate (di nebbia) agli irti colli by Loris Neri

Da Spianate (di nebbia) agli irti colli

...Per fortuna che sono sceso dalla Val Padana e sono atterrato nella soleggiata Toscana, perché stamani mi sembrava di essere tornato nella città natale.

Eh sì, perché quando ho messo il naso fuori dalla porta, ho visto subito che tanta nebbia avvolgeva le case circostanti alla mia.

Mi sono incamminato verso le Spianate, e quando un cane mi ha guardato un po' storto, ringhiando, mi sono preoccupato. Perché avere culo non fa parte di me.

Stavolta ha retto (scusate il sinonimo), e così mi sono messo a correre per riscaldarmi. Prima ancora d'incominciare la 5a Corri con Babbo Natale nella frazione altopascese.

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Vado a iscrivermi, scambio qualche chiacchera con i conoscenti e mi avvio verso la nebbia del Fosso Sibolla.

Il percorso ha già preso una direzione diversa da quella del 2014, e dopo l'argine del Sibolla e corte Birindelli, mi ritrovo faccia a faccia con due zuccherosi Babbo Natale:

Uno dei quali è la sempre Unica Lisena.

Poi salgo sull'argine della Pescia, trovando uno sterrato così compatto che pare una pista d'atletica.

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Saluto Walter e Gianni, prima di risalire sull'argine e trovare la simpatica Antonia.

Anche lei mi chiede del mio lavoro, di cosa è successo e della mia scelta definitiva.

Così mi metto a camminare accanto a lei, raccontandole praticamente tutta la mia vita lavorativa(!).

Riprendo a correre quando la mia temperatura corporea sembra scendere verso il basso.

Pochi metri di corsa e giungo al primo ristoro. Situato in via delle Colombaie.

Un fresco bicchier d'acqua, una sfogliatina, una manciata di gradevoli sorrisi.

E via che incomincio a salire trovando un leggero strato di bosco, per poi sbucare in via del Marginone.

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Svolto a destra e salgo ancora per un pezzetto.

Mi soffermo al timbro, dove ci sono Antonio e Giovanni, quindi discendo nel bel tratto boschivo che mi porta verso via Forrone.

Costeggio i binari, giro a sinistra e risalgo in via Rio Pastino.

Un poco annebbiata, sempre meno alberata, ancora piena di sassi, ma molto più fresca che in altre giornate podistiche.

Vado su senza sforzi (ne resto un po' sorpreso), senza fretta (quella mai), ma ancora una volta felice di avvicinarmi a Montecarlo.

I cima a quella salita, giro a destra e riprendo via del Marginone.

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Ormai sono a Montecarlo, quasi travolto da un auto troppo frettolosa, e sto puntando verso la scalinata di piazza d'Armi.

Approdo per l'ennesima volta in questo fantastico paesino.

Stamani così silente, sonnacchioso, e umido, ma una volta giunto al secondo ristoro, pieno di allegri Babbi Natale, come per magia, compare il sole.

Una piazza da ammirare, un arco storico, un porticato antico, un pavè scivoloso, ed i muri in pietra, non riescono a nascondere questo sole quasi invernale pronto a risplendere sopra alle teste di noi corridori di strade e di sentieri.

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E' iniziata bene questa discesa, tra questi ulivi sempreverdi, dolce e morbida come il panettone che stiamo per tagliare.

Mi torna perfino la voglia di scattare qualche foto, quando ormai la macchinetta sembrava dimenticata nella tasca del gilet.

La scesa continua, saltellando da uno strato di bitume, a quello soffice e accogliente del bosco accanto.

Fino a sbucare sulla Mammianese, dove mi distraggo fotografando la chiesa del paese.

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Svincolo nel sottopasso, evitando le scalette, e soffermandomi a salutare i miei compagni di squadra impegnati nel servizio di questo terzo ristoro.

Saluto anche il pimpante Elio, sempre pronto ad un incitamento, e ad un sorriso.

Poi mi sciroppo anche questo tratto di (brutto) viale, e attraverso la strada senza l'aiuto di un annoiato e distratto addetto (il punto è un po' delicato, e una bandierina pronta è sempre preferibile trovare).

Via dei Pini, e poi verso l'Area Protetta (e da chi? Più no che si...) del Lago Sibolla.

Quarto ristoro con le tre donzelle infreddolite, ma briose come uno spumante che sta per zampillare dalla bottiglia.

Scatto a loro la foto che rimarrà negli annali di xcorre.it, e riparto dopo aver bevuto un bicchier d'acqua.

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Sorrido, anzi ridacchio, mentre ricalco questo sentiero boschivo.

Perché ripenso ad una mia corsa solitaria fatta proprio un mese fa.

Nel penombra novembrina, mi sono ritrovato a scavalcare il cancello d'ingresso (!) per poter uscire da un'area seminascosta al mondo, ma che dovrebbe apparire ed essere gustata da molta gente altopascese e non.

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Ormai ho ritrovato la nebbia, e nei pochi chilometri che mi restano da fare, ritrovo pure Babbo Lisena Natale (donna da meritare l'Oscar alla carriera), e la Spensierata Antonia.

Ultimo drizzone spianatino, poi svolto a destra e con piacere trovo l'Arco Brooks ancora eretto, pronto da essere valicato anche dalle mie scarpette.

2h27.05 per i 20,300k con la media tranquilla di 7.15 m/km.

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Chiacchero e mangiucchio un po', vorrei aspettare il sorteggio per poter tornare a casa in bicicletta, ma ci sono grosso modo una decina di camminatori sempre alle prese col chilometraggio spianatese.

I pacchi sono terminati, ma conterò sull'onestà di Leonardo e Nilo per riceverli in seguito. Posso quindi riavviarmi verso casa.

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Buon, bel percorso, che ricopia grosso modo gli anni passati.

Ci sono tratti leggermente nuovi, pezzi inversi ad altre corse, con tanti segmenti di sterrato.

Peccato per la nebbia che nascondeva le dolci visuali della piana, e perfino quelle dei casali vicini.

In qualche momento neanche scorgevo la segnaletica (ben messa) posta dagli Amici di Graziano.

Purtroppo le avversità climatiche fanno parte del patrimonio podistico ed è giusto godersele (!) nel momento in cui arrivano.

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Loris Neri - Podistica Galleno