18/10/15 Marcia delll' Orcino

Orentano, Marcia dell' Orcino

Una domenica tipicamente autunnale ci accoglie in quel di Orentano,luogo di ritrovo per una tapascionata ludico motoria denominata " Marcia dell' Orcino", non è dato di sapere quante siano le edizioni sin qui disputate so per certo che a molte di questa abbiamo preso parte.

Marcia dell'Orcino: corro col cuore infranto, ma poi... by Loris Neri
Marcia dell'Orcino by Fabio Niccoli
Marcia delll' Orcino by Claudio Landucci

Le Foto by Claudio Landucci

Marcia dell'Orcino: corro col cuore infranto, ma poi...

Ho il cuore spezzato e la testa frastornata dalla giornata di ieri.

Ho perso la mia Nutella, e per me NON era solo un gatto, come tanti pensano.

Chi ama gli animali sa cosa voglio dire.

Ci sono persone che se li portano dietro dappertutto (e fanno bene), chi correndo li incita come se fossero i miglior podisti del mondo.

Ho vissuto 14 anni insieme a lei, e stamani correrò pensando alla mia pelosetta, anche perchè passerò a 500 metri da casa nostra.

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Per la prima volta correrò la Marcia dell'Orcino con la macchina fotografica.

Sembra strano, ma dopo aver perso un paio edizione per la ben più blasonata Eco Maratona del Chianti, e fatta negli ultimi due anni con raddoppi, e prolungamenti di percorso, tornerò a farla nella versione semplice e pulita.

Bella, bellissima con tanto bosco, nessuna vera salita, un po' di Padule, e stradine di campagna.

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Alle 8.15, e dopo aver salutato alcune persone, avvio le gambe verso il centro del paese.

Scatto subito qualche foto, e ripensando a quante volte sono passato di qua, mi viene da sorridere.

Dopo il cimitero discendo verso il Padule bientinese, ma svirgolo subito a destra seguendo la strada sterrata.

Poi un pezzo di bosco, una Strada Bianca immersa nel verde, una strada asfaltata, ma tranquilla, per poi rientrare nella fitta boscaglia.

Un percorso a zig zag, dove i rami mi toccano, e le foglie mi palpano il viso.

Da questa parte posso osservare il Padule di Bientina solo quando riaffioro verso Corte Brogi.

Ho oltrepassato i 4.5k e trovo il primo ristoro.

Bevo e prendo un pezzo di arancia. Riparto senza nessun problema.

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Ancora una stradina di campagna, e dopo aver oltrepassato la Provinciale, mi tuffo nel bosco.

Rimango esterefatto da quanto amianto mi si ripresenta davanti.

Ogni anno viene tolto, anche grazie alle mie segnalazioni, ma ogni anno gli stupidi ritornano a far danni al nostro patrimonio naturale.

Più incontro certe persone, e certi attegiamenti, e più amo la natura e gli animali.

Loro non uccidono il proprio ambiente!

Questo tratto di bosco dura più o meno un chilometro, poi riaffioro in Corte Dori, dove troverò un lungo pezzo di asfalto.

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Bella questa via Dori!

Mi riporta a calcare i miei chilometri iniziali di un anello Villa Campanile-Orentano.

Poi arrivò la nuova via Francigena, e l'anello cambio sostanza, proprio nel tratto che sto per andar a percorrere adesso.

Così inizio lo sterrato boschivo dirigendomi verso Altopascio.

Prima della fine di questo segmento, svolto a destra per qualche metro d'asfalto, e poi rientro nel bosco.

Uno sterrato un po' disastrato mi porta fino Corte Luini, dove fermo al semaforo (!) incontro Egidio.

Forse un altro spicciolo di bella via Francigena sterrata si poteva fare, svirgolando verso Villa Campanile e le sue piazzette.

Ci passa solo la 10k, e neanche sullo sterrato prima del paese, ma percorrendolo spesso, so che sarebbe un pezzo piacevole da fare, anche per chi fa i 15k e i 20k.

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Ad ogni modo sono in Corte Foresto e trovo il secondo ristoro.

Ancora una piccola sosta, mentre il veloce Guerrucci, mi sfiora la spalla, sfuggendo via col bicchiere tra le mani.

Con i suoi 3.30 di media, altro che ristori!

Riprendo la corsa su questi pezzi di sterro che percorro all'infinito.

Vado sulla via Francigena, dove tra sterrato e bosco m'inciampo nelle Spensierate/i e nella dolce Marisa.

Corro insieme a loro, proprio a due passi da casa mia.

Non posso che citare la mia Nutella, fotografare i loro volti sorridenti, incitandoli a seguirmi sulla 20k.

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Sbuco dal bosco come un fungo che sta crescendo.

Giro a destra in via Ponticelli, dirigendomi sullo sterrato verso Corte Casini.

All'incrocio c'è il terzo ristoro, con due ragazzoni ultramaratoneti che ben conosco.

Mi soffermo tra un cantuccio al cioccolato e una chiaccherata, poi riparto sul bellissimo tratto sterrato che mi porta fino via delle Fontine.

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Oltrepasso Corte Nardi per buttarmi nello sterratone bello largo e piacevole di questa Strada Vicinale cerbaia.

Una variante sul tracciato rispetto all'anno scorso. In meglio secondo il mio parere.

Ancora un folle zig zag boschivo (molto bello pure questo), dove a questo punto di corsa, e con la mia quasi assenza di movimento in questi giorni, inizio ad alternare la velocità (!) al passo.

Mi compare pure il solito mal di pancia.

Mancano pochi chilometri alla fine, e riprendendo la Marcia della Zizzi, tocco via della Repubblica, per dirigermi poi all'Agriturismo Ponziani.

Giacomo m'indica come Il Giornalista, non sapendo, forse, che la signora Giuse lo è per davvero.

Questa splendida giovanotta di 91 anni (!) oltre che laureata è pure poetessa.

Così lei, un po' per scherzo, un po' per dimostrazione, mi cita la sua vita con alcune rime baciate.

Io al principio non ci faccio caso, poi incantanto da tutto quel talento, non posso altro che applaudirla sbalordito.

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Sono arrivati pure Claudio e Katy, così ne approfitto per rimettermi a correre.

Mi fanno sorridere più volte, e grazie alla loro compagnia termino pure (mentre l'Arco Pisano si era già volatilizzato...) questa Marcia dell'Orcino.

2h22.26 per 20,04k con passo medio di 7.06 m/km.

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Non faccio subito la sosta al ristoro, ma mi soffermo a chiaccherare con i molti Amici e Amiche che trovo nel piazzale.

Da un gruppetto all'altro, passo alcuni minuti con ognuno di loro.

Sono attimi dove ritrovo la voglia di sorridere, ridere, essere spensierato e socievole.

Con Tommaso e Marco (uno più campione dell'altro) ci rimango fino alla fine. Ed oltre.

Ormai tutti stanno sbaraccando, vado a ritirare la buona torta al limone, e piano piano ce ne torniamo alle nostre macchine.

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Da un male all'altro

da una sofferenza all'altra

Tutto mi punisce

tutto mi fa star male

Vivo per correre

e corro per vivere

L'aria pulita

lo spazio verde che mi circonda

tanta Amicizia intorno

Grazie ancora e arrivederci alle prossime Marce.

Loris Neri - Podistica Galleno