20/09/15 A.S.D. La Chiocciola S.M.a Mon

Un po' di Monte, un po' di bosco, tanto asfalto, ma della Patata s'è visto solo il sacchetto del premio finale.

Perchè di quella fritta (dopo lunghe attese) l'hanno ricevuto solo i più pazienti...

Santa Maria a Monte e la Patata mancante by Loris Neri
Fresca e bellina....km perfetti by Daniele Fedi

Santa Maria a Monte e la Patata mancante

Sono passati oltre due mesi da quando, in una calda domenica di luglio, mi sono presentato ad una tapascionata mattutina.

Da quel dì mi sono divertito con corse competitive, brevi scorrazzate estive, con le Corri con Noi a Chiesina (venite pure ogni mercoledì alle 19.30 perchè c'è sempre posto per tutti), e tante sgroppate solitarie (ma pure in bella compagnia).

Non ho più superato i 15k, ma in compenso ho faticato più del dovuto, ho sofferto l'afa, la sete, e l'umidità, mi sono impolverato di polvere e sudore, ho camminato piuttosto che correre.

Per due volte vi ho guardato correre, aiutandovi in una maniera diversa dal solito.

Ho avuto gambe molli, e il fisico da pappetta. Ma non mi sono mai fermato.

Se non dopo quell'Arco gonfiato ad aria, o quella linea immaginaria che mi disegno come se fosse lo Stop ad un incrocio.

Di salite ne ho scavalcate assai, ma da luglio a settembre mi sono mancate le vere corse domenicali.

Neanche le semplici ferie che ho fatto mi hanno distolto il pensiero dal divertirmi a correre con la macchinetta digitale tra le mani, passando da un ristoro e l'altro, da un colle a un pezzo di bosco, mentre un nastrino biancorosso svolazzava leggero, più delle mie gambe.

Ok, è il momento di ripartire sul serio, e senza maratone da preparare, c'è solo l'aria fresca del mattino, e quella solita del divertimento.

Da Santa Maria a Monte mi riprendo le mie lunghe tapascionate.

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Di rado sono venuto qua. Eppure le sue località (Tavolaia, Cerretti, e altre) le ho vissute spesso, ma nel comune vero e proprio ci sarò stato un paio di volte.

Complice la voglia di bosco, che in queste zone pare intenso, di salite (quel "a Monte", mi attira), e un gran desiderio di Patata, che pare un monumento locale da quanto è famosa, decido di mettermi le scarpette ai piedi e volare su e giù per quei colli.

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Parcheggio l'auto vicino al cimitero, vado in piazza e m'iscrivo.

Trovo pochi podisti, saluto alcuni conoscenti, ed inizio a sgambettare su per la prima salita.

Oltrepasso via Querce e proseguo lungo via Crinale.

Intravedo Montecalvoli, e dopo una bella salita (con la corsa di Calcinaia vi si scende) arrivo nel centro del paese.

Davanti alla chiesa trovo il primo ristoro. Sono passati 3,5k, bevo dell'acqua, che con le temperature odierne inizia ad essere fresca, e riparto con un dolcetto fritto tra i denti.

Una serie di scalette e un intreccio del percorso mi permette di scendere verso via Valle.

Al momento nemmeno un metro l'ho passato sopra ad un sentiero.

Sono un po' deluso

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Passano altri 1500 metri di duro catrame e finalmente incomincio a correre sullo sterro.

Prima sentiero col bosco a lato, dopo proprio nel suo interno.

Anche qua zona Cerbaie, e pure qua esistono tratti selvaggi e impervi.

Dove il fogliame e la vegetazione mi sfiorano, anzi mi travolgono, mentre i sassi e le pietre ne ostacolano il cammino, ma lo rendono ad effetto trail.

Piccoli sali e scendi, e salti di fossati. Questo è un passaggio molto piacevole.

Dopodichè un breve tratto di via Melone, e poi via di Bientina.

Leggera salita, poi svolto a sinistra verso Quattro Strade, e subito dopo a destra per dirigermi verso un altro tratto boschivo.

Fitta vegetazione, e sentiero decente per correre.

Quindi il verde si allarga, lo sterro pure, e così quando arrivo all'ennesimo Centro Ippico (ce ne sono fin troppi dentro le Cerbaie, quasi a rovinare questo patrimonio boschivo) c'è il secondo ristoro.

Nel frattempo si era già unita la 12,5k, e così trovo un gruppetto Spensierato, dove l'unica che conosco è l'Antonia.

Bevo, e mangiucchio, e con la digitale accesa riparto alla grande (!).

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Circa 800m di salita, dove il sole travolge gli occhi, rendendoli lucidi e brillanti.

A metà ascesa un'altra coppia Spensierata m'illumina.

E mentre la Lisena mi attacca con uno stile da tigre, sorprendo la Stefania a riderci su.

Il sole che c'abbaglia è bello quasi quanto voi due.

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Terminata l'ascesa di via Cappelletto, giro a sinistra per proseguire salendo in via Falorni.

Le gambe mi viaggiano bene, ma lo stesso non vuol dire per il resto del corpo.

Infatti la mia pancia incomincia a borbottare, forse risentendo degli sbalzi di temperatura.

Era dal risveglio che ne accusavo, ma ho fatto finta di niente, prendendo la giornata come una domenica qualsiasi.

E adesso sto pagando il conto.

Ad ogni modo procedo, ma rallentando un po' la corsa, non prima di essermi fermato a fare plin plin.

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Altro rientro nel bosco, e dopo esserne uscito presto, e come sempre dispiaciuto, mi ritrovo ad affrontare un'altra salita.

Niente di esagerato, ma quanto basta per darsi un po' da fare.

Arrivo in via Tonsana, e al terzo ristoro.

Bevo e mangiucchio, e dopo aver attraversato un pezzo, bello da vedere, (tra ulivi e verde) ma decisamente pessimo da correre, mi preparo a rientrare dentro la boscaglia.

Questo pezzetto di terra pare sia stato calpestato dal Diavolo in persona. Lasciando cavità degne di un campo da golf con diciottomila buche.

C'è da saltellare come una rana dentro ad uno stagno pieno di zanzare.

Per fortuna è corto un centinaio di metri.

Mi trovo così nel bosco, ma girando al largo dalle farnie Monumentali. Buono lo sterrato rivolto verso il sole.

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Sto affiancando il gruppetto di Colognora, ma quando le cose sembrano andare per il verso giusto, ecco che ricompare il dolore alla pancia.

Mi soffermo, per altra plin plin, e qualche foto zen.

Riparto, e rifinisco il giro ad anello che mi piazza davanti all'unica quercia Monumentale rimasta (erano tre).

Svolto a sinistra riaffacciandomi in via Tonsana, e poi discendendo nella parte finale di questa corsa.

Al 15°k mi ritrovo in via Lungomonte, forse più vicino a Castelfranco di Sotto.

E Santa Maria a Monte sembra così lontana.

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In discesa sono andato (si fa per dire) forte, adesso che ho toccato la pianura, la mia corsa pare rallentata.

Come una macchina che viaggia col freno a mano tirato.

Lo so, con le auto di oggi pare impossibile riuscirci, ma quando avevo il vecchio Fiat 126, e mi scordavo d'abbassarlo, facevo anche un chilometro a questa maniera.

Così come allora, le mie gambe si fermano, dopo solo ottocento metri di questo viale assolato.

Oggi pure noioso. Perchè di strada asfaltata ne avevo già vissuta troppa, e speravo di procedere ancora all'interno delle Cerbaie.

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Cammino, e riprendo a correre, cammino ancora, e correndo attraverso la strada principale, aiutato dai bravi volontari.

Prima della salita c'è un quarto ristoro, ma manca poco alla fine e così lo evito.

Cammino e corro, non godendomi a pieno la scalata verso il paese.

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Poi rimango deluso da alcune immagini che mi compaiono davanti agli occhi:

- Il Campanile della chiesa che pare affiancato da una pessima imitazione delle torri di San Gimignano:

Cosa significa una centralina rossa posta proprio al di sotto di essa?

- La medesima chiesa, con la bella piazzetta panoramica, oltraggiata dai cavi elettrici.

- E sopratutto il restauro della vecchia Rocca. Quello che è definito il Parco Archeologico della città.

Visto in tv faceva schifo, di persona ti rendi conto di quanto sia fatto male, anzi peggio.

Con quella terrazza in legno e ferro che pare un abusivismo dell'Italia meridionale.

Con quegli scaloni in cemento che regalano un pugno nello stomaco, ed a mio gusto avrei trovato più idonee (e più belle) alcuni scalini in pietra.

Ma io non sono un architetto, o un sindaco di città.

- La fila chilometrica per le Patate fritte. E dopo essere tornato alla macchina (ad 1k) e cambiato di vestiario, ritornato in piazza (altro 1k di cammino), era al medesimo punto.

Non si potevano friggere prima? Meglio fredde, ma almeno tutti le potevano assaggiare!

Così, tra mal di pancia incalzante, e la fretta di andare a Cisanello, lascio il tubero spadellato ad altri.

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Per la cronaca ho chiuso i 18,080k in 2h07.07 con media di 7.02 m/km.

Contento per essere tornato alle vere grandi tapascionate, ma deluso da alcuni istanti di questa corsa.

Loris Neri - Podistica Galleno