13/09/15 Galleno

La Podistica Galleno ringrazia tutti i partecipanti che hanno calcato i sentieri delle Cerbaie, la via Francigena, e i viottoli tra Staffoli e Galleno.

Riconosco che qualche cambiamento non sia piaciuto a tutti.

Noi abbiamo dato il massimo e l'anno prossimo daremo ancor di più...

Scarpinata delle Cerbaie 2015 tra storia, soddisfazioni, e un'infinità di emozioni by Loris Neri
Scarpinata delle Cerbaie by Fabio Niccoli

Scarpinata delle Cerbaie 2015 tra storia, soddisfazioni, e un'infinità di emozioni

Quando si abita in piccoli paesi bisogna sempre inventare qualcosa di speciale.

Cercare di rendere il luogo importante, almeno per qualche ora.

C'è riuscito, ben 24 anni fa, un gruppo di ragazzi con il desiderio e la voglia di fare sport.

Correre era il loro piacere primario. E così nacque la Scarpinata delle Cerbaie.

Le Cerbaie sono dei posti fantastici. Unici, vari, e sopratutto naturali. Con milioni di anni di storia, e migliaia di piante a farne da contorno.

Ve lo dico io che ogni giorno, quando guardo fuori dalla finestra, ne osservo una bella porzione.

Le raccomando a tutti, podisti e camminatori in primis. Proprio io che ne percorro chilometri e chilometri ogni anno.

Da quando è nata, e poi pian piano risistemata, la via Francigena, l'autostrada della sentieristica cerbaia, mi sono sempre chiesto quanta gente avrà calcato questi terreni.

Perciò posso ringraziare quei ragazzi, adesso un po' avanti con gli anni, con qualche capello in meno sulla testa, e un po' di pancia sotto la maglietta, che sono riusciti a rendere famosa Galleno, e far conosciere ancor di più Le Cerbaie.

Da qualche anno io mi sono unito a loro: la Podistica Galleno.

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Immaginatevi quanta passione c'è dietro al nostro sport. A quanto amore, e a quanto sacrificio occorrono per rendere pressochè perfetta ogni scorrazzata organizzata.

Paletti, frecce, nastrini, cartelli, parcheggi, tagli d'erba, decespugliate, permessi da ottenere, panini da tagliare, controlli e iper controlli sull'itinerario da usare.

Ogni cosa, ed ogni persona, deve essere al posto giusto nel momento giusto.

Pronti per qualsiasi difficoltà: dalla più banale, a forse quella più noiosa per una gara podistica: la pioggia.

Già, perchè per sabato 12 e domenica 13 settembre, l'acqua era temuta quanto un cazzotto tirato da Tyson.

Poi c'è sempre l'incognita, anzi la preoccupazione maggiore: quanta gente verrà? Saranno cento, mille, o tremila?

Con l'iscrizione al calendario dei tre trofei a noi cari, bisogna dare l'impegno massimo, sperando di ricevere altrettanto.

E poi c'è la concorrenza. Per la sola domenica toscana c'è una vera battaglia per scegliere la corsa su cui lottare:

12 corse organizzate. Le più temute Casacolorun a Montecatini, Fornacette, Gambassi, eccetera.

Bisognerebbe inventare lo zapping podistico, saltellando da un percorso all'altro in poche ore, mentre l'auditel di prima mattina ci metteva in ottima linea in percentuali di share.

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Abbiamo retto e abbattuto il colpo meglio dei Pellerossa d'America. E le oltre 2500 presenze ci hanno riempito il cuore d'orgoglio.

Il che vuol dire che siamo nella Top Five di tutto il calendario podistico toscano.

Noi che della piccola Galleno, una delle poche frazione d'Italia citate nei cartelli autostradali, e senza avere monumentali risorse -via Francigena a parte, ma da questo lato è semisconosciuta-, e di sicuro uno di quegl'angoli di città diviso tra tre comuni e due province.

Noi che siamo fieri della Scarpinata delle Cerbaie.

Noi che gongoliamo ancor oggi ripensando all'ennesimo successo ottenuto.

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Fin dalla notte inoltrata (mi hanno detto di auto parcheggiate già alle 4 e 30, ben tre ore prima della consegna dei cartellini) (!!!! Forse c'è da fare lo stretching pregara?) Galleno si è riempita di suoni, di voci, e di colori.

Quando sono sceso dall'astrotopo alle 6.10, il primo settore era già mezzo pieno di mezzi.

E quando i miei occhi hanno incominciato a scollarsi, la mia bocca era già ricolma di sorrisi.

Tra le prima cose che ho fatto è stato quello di piazzare le transenne ad inizio paese.

Per un paio d'ore il movimento auto è stato dirottato distante dai podisti che iniziavano a scendere dal campo sportivo.

Mentre i nostri volontari fermavano le poche auto non riuscivano a trovare un angolo di sosta.

Molti, però, hanno incominciato a parcheggiare lungo la provinciale.

Alcune donne di mia conoscenza mi lanciavano saluti.

Mentre una bella mora sorridente e un po' scoiattolo, si è avvicinata a me di corsa, sbaciucchiandomi.

Per oggi uno spicciolo di Paradiso sta toccando anche me.

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Rientro al campo, e aiuto i parcheggiatori.

Sembra la lotta contro i mulini a vento.

Tutti vogliono mettere l'auto vicino, vicino. Ma pochi seguono senza fiatare i nostri consigli.

Osservo qualche partenza di podisti e camminatori. Abbraccio un giallo Simpaticone.

Mi godo questa giornata. E un po' mi manca la corsa vera e propria.

Sono contento di aiutare i podisti ad essere felici.

Torno alle transenne e riapro Galleno alle auto. Sono le 9.10.

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Inizia la Grande Bellezza. Il compito che più adoro fare quando sono di servizio:

fotografare gente che sta allegramente percorrendo la nostra Scarpinata.

Galleno è piacevolmente invasa da questo serpentone lungo quattro ore, forse cinque.

M'incammino verso la storica via Francigena, ed ad ogni incrocio con i podisti mi soffermo per un sorriso, un piccolo abbraccio, un veloce saluto.

Saltello sul ponte in legno (divelto dai vandali più volte), e risalgo verso Casa Greppi.

Mi diverto a guardare i corridori transitare sul selciato pietroso, e non su quello in ghiaietto che percorro sempre io, quasi se ognuno di Voi volesse lasciare il segno come lo facevano gli antichi romani.

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Purtroppo non mancano i musi lunghi. I mugugni e le facce buie.

Conosco il motivo, lo immaginavo, ma credevo in molta comprensione.

Il nostro famoso farro oggi non c'è.

Il nostro carissimo chef 70enne non riesce a stare dietro ai pentolini del caldo e saporito cereale.

3000 bocche da sfamare non sono semplici da accontentare.

Ci riproveremo l'anno prossimo. E sarà un motivo in più per Voi di tornare a Galleno.

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Mi viene segnalato un ferro pericoloso, così vado a metterci del nastro rosso e qualche pietra sopra.

Per toglierlo (lo spero, perchè io ci passo spesso) occorre la mano dell'operaio stradale.

Proseguo verso il boschetto vicino casa mia.

Trecento passi dalle mie mura protettive.

Questo sentiero pullula di more da cogliere (ormai è tardi...), adesso è pieno di Lisena e Antonia.

Due bimbe scarpinatrici e un po' spensierate.

Poi me ne ritorno sulla Francigena.

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Colgo Daniele per passare gli ultimi 1500 metri in sua compagnia.

Chiaccherando di tante cose, tutte legate al podismo e allo sport benefico.

Arriviamo al campo sportivo e ci contorniamo di donne e fotografie.

Incomincia a piovere. E questo m'impedisce di andare a togliere nastri, frecce, e paletti.

Scambio le ultime considerazioni di questa felice edizione, nonostante qualche battibecco sugli orari di chiusura, dei ristori in primis e di tutto l'ambaradan.

Alle 11.30 (non rimango al pranzo di squadra) riparto verso casa, perchè voglio andare a Cisanello.

Per portare un sorriso a chi spero possa tornare a farli presto.

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Loris Neri - Podistica Galleno