26/07/15 8a Strachiesina

Dal caldo argine della Pescia una strabiliante corsa competitiva.

Beneficenza e ghiaccioli sono il legame che unisce corridori veloci e tapascioni estremi...

Estrema Strachiesina by Loris Neri

Estrema Strachiesina

L'estate è tempo felice per tutti.

Si pensa alle vacanze imminenti, alle belle gambe scoperte, al sole che brilla a lungo durante la giornata, alle serate passate mangiando e conversando all'aria aperta.

E lo è anche per i podisti competitivi.

Essi possono trovare corse e corsette, più o meno brevi, in ogni giorno e in ogni sera.

Due, forse le cose che infastidiscono di più: le zanzare e il caldo torrido.

Se a Chiesina Uzzanese gli insetti noiosi circolano di sera, alla mattina i trenta gradi di fine luglio sono la temperatura perfetta per scorrazzare sull'argine della Pescia.

Ed è per questo che esiste la Strachiesina.

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Fine settimana corsaiolo e benefico. Un abbinamento non facile, ma, qualche volta succede.

Ieri ad Orentano per gli Amici della Zizzi, oggi a Chiesina Uzzanese per aiutare i disabili.

Ieri dentro ad un bosco caldo, ma ombreggiato, stamani sopra un terreno bollente ed assolato.

Diciamo che la Strachiesina piace perchè è una corsa diversa dalle altre e (quasi) estrema.

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Cosa ci vado a fare me lo chiedo tutti gli anni.

Sono uno che soffre il caldo, non amo le competitive, quando corro voglio farlo immerso nel verde, e quasi sempre con la macchinetta fotografica tra le mani.

Quindi la Strachiesina pare l'opposto alle mie preferenze.

Invece ho parecchio gusto nel farla.

Perchè ha situazioni diverse, divertenti, piacevoli, e come ho scritto prima, estreme.

Delle 8 edizioni ne ho saltata una, per la (pessima) corsa di San Romano.

Se continuo a ritrovarmi lungo la Pescia i motivi sono tanti.

Dalla già citata beneficenza, all'ultimo (in ordine di tempo) legame che sto avendo con alcuni podisti del luogo.

Tanto che mercoledì (anche i prossimi alle ore 19.30, e più ci ritroviamo più ci facciamo compagnia) abbiamo simulato l'intero percorso di questa strabiliante gara.

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Come l'anno scorso la partenza è stata posticipata di quindici minuti.

Già sono ansioso di mio, allora posso così prolungare la tensione.

Giracchio un po' tra i podisti, cercando e salutando qualche conoscente.

Meno che nelle tapascionate, ma tutto sommato sono riuscito a farmi simpatie anche qua.

Noto i volti sorridenti, ma accaldati di tutti i presenti.

Lo speaker lancia più volte ottimi consigli, invitando a rimanere all'ombra, "perchè di sole ne prenderemo assai durante la corsa".

Peccato che la piazzetta del paese è molto esposta alla stella brillante che troneggia sulle nostre teste.

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Se qualcuno ne approfitta per riposarsi in macchina, io faccio uso del quarto d'ora disponibile per stancarmi un po'.

La fontanella in piazza è presa d'assalto, e la fila d'attesa diventa lunga quanto quelle fatte alle poste.

Se mi bagno la testa, il viso e le braccia, nel giro di dieci minuti sono già asciutto.

Mi soffermo più volte a guardare il Concorde. Tristemente ricordo la beata gioventù, e ancor più desolato ammiro l'abbandono di quello che era il Paradiso degli anni '80.

Vado a punzonarmi, e accanto a Franco, ma ostacolato dalle transenne, sono pronto per partire.

Sarà un viaggio breve, ma faticoso.

Le mie gambe reggeranno a stento il calore e i 9k di ieri pomeriggio.

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La partenza è verso il centro cittadino.

Stretti tra i muri di case e negozi, è un piccolo piacere balistico.

Arriviamo alla rotonda e la velocità inizia a dividere i podisti.

Salgo sull'argine e da questo istante in poi le spalle si riscaldano e il cuore prende a battere forte.

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Mi affianca Antonello, e ci scambiamo qualche battuta.

Poi lui prende il largo, e tra le sue e le mie gambe resterà il solito abisso, e l'ennesimo spunto per altro umorismo.

3k trascorsi, e la mattinata tende a essere già dura.

Sosta forzata al rifornimento idrico per mancanza di bicchieri pieni.

La prima sventagliata d'acqua sembra la nona meraviglia.

A metà tracciato il guado della Pescia passando sopra un ponticello artigianale in legno.

La risalita, il beveraggio, l'incoraggiamento della Schettino, e il retrofront dal lato opposto.

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I sassi disseminati nel terreno sembrano le ceneri infuocate dei fachiri.

Il sole batte e ogni piccolo stralcio d'ombra pare un'oasi nel deserto algerino.

La media di corsa è inguardabile. Sempre più tapascione e sempre meno corridore.

E' come se Sagan scendesse dalla bici per prendere un triciclo.

(Il paragone Loris Neri - Peter Sagan è solo a carattere narrativo, nessun allusione sportiva immodesta).

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I chilometri trascorrono lenti, e nel frattempo si è avvicinata una bella ragazza dalla splendida e lunga treccia.

Ogni tanto cedo a qualche passo, e questo mi permette di essere superato da lei.

I suoi pantaloncini attillati (e non solo quelli) sono uno spettacolo per gli occhi.

Sbuffando un po' dalla fatica, mi sorride chiedendomi "quanto manca".

Oltrepasso anche i due beveraggi e le altre benedette sistolate d'acqua.

Piccoli, ma importanti appuntamenti che sembrano fatti per la sopravvivenza.

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Manca poco, e vorrei accellerare, però ho paura di una sorpresa nel finale.

Di quel piccolo (magari duemila metri in più), allungo che ogni anno viene aggiunto, come se fosse una nuova tortura cinese.

Ormai Chiesina Uzzanese è alle porte, ascolto il traffico vicino, e quando esco dallo sterrato dell'argine, svolto a destra cercando di capire "dove è situato il traguardo".

Alla rotonda gli addetti hanno qualche difficoltà a fermare alcune auto. Indispettite dall'incredibile (!) attesa.

Capirai, dieci secondi fermi per aspettare qualche podista, ti bloccano il viaggio!

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L'ultimo viale, diritto come un righello della scuola, l'urla e gli applausi (Grazie!) di qualche curioso locale, giro a destra verso la piazza della chiesa e Stop al cronometro:

12,690k in 1h10.55 media 5.35 m/km. Peggior risultato alla Strachiesina (escludendo il primo anno dove sbagliai l'arrivo)

Classificato 214° su 268 arrivati. Asfaltato dai molti conoscenti per l'ennesima volta.

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Sfuggo via veloce verso la macchina per prendere la digitale e tornare in piazza per scattare alcune foto.

Rimango comunque soddisfatto, anche perchè adesso mi posso godere i GHIACCIOLI!

Un tris di fresco dolciume, ma perfetti per reintegrare un po' di brividi freddi.

(ma anche della panzanella, del riso freddo e del cocomero).

Soddisfatto anche del bellisimo asciugamano (da fiume?) e della beneficenza che per una mattina non mi è sfuggita.

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Con piacere osservo tutte le donne premiate (belle, forti, immense) e di qualche giovane dalle gambe velocissime.

Dopodichè posso tornare alla macchina sornione, e tranquillo.

Correre mi fa stare bene, malgrado la temperatura bollente.

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La domenica non è finita, perchè avrò altre cose da fare.

Nel frattempo Grazie GP Massa e Cozzile!

Mi piace.

Loris Neri - Podistica Galleno