12/07/15 7a Marcia Stabbiese

Dai coloratissimi girasoli, alle intriganti bellezze delle colline cerretesi.

Il tutto condito da un sole abbagliante e dal calore bollente di una sorprendente estate...

Voglio Stabbia invernale by Loris Neri

Voglio Stabbia invernale

Dopo la Pesticciata ho saltato alcune manifestazioni domenicali.

Mi sono divertito sia a Badia Pozzeveri (malgrado il sudiciume a vista) e soprattutto a Staffoli.

Mi sono sgranchito le gambe con le mie passeggiate e le mie corse boschive.

Mi sono unito ad un gruppetto di podisti folli che corrono alle 19.30 con oltre 32°.

Oggi voglio tornare a scorrazzare sopra i terreni e le colline nostrane. Sopra un percorso da cartolina, passando dai gialli girasoli del Padule di Fucecchio, alle colline arrotondate che uniscono Cerreto Guidi, alla città di Montanelli.

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M'iscrivo, mi streccio e parto dirigendomi verso l'interno di Stabbia.

Oltrepasso la provinciale e m'inoltro nella calda strada che porta fino in Padule.

Ho raggiunto Egidio e Gianni, e accanto a loro mi avvicino al primo ristoro.

Proseguo sotto il sole, fino a risuperare la via provinciale.

Da qua incominciano i sentieri sterrati, le Strade Bianche, le redole dei vigneti.

La prima salita mi accompagna fino Musignano.

Secondo ristoro, dove trovo una sorridente e bella gioventù.

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Molta gente ha lasciato il tracciato svoltando a sinistra, io, che sembro l'unico al momento, proseguo per quello tosto (anzi, diciamo da toast, data la temperatura da cottura) dei 18k.

Bello, bellissimo, ma inizia con una discesa assai sdrucciolevole.

Mi ritrovo così nel bel mezzo delle vigne.

L'uva è misera e scarna, gli acini hanno a disposizione un paio di mesi ancora prima di crescere per essere colti.

Il panorama che intravedo mentre corro è da pinacoteca.

Solamente il sole lo rende difficile e duro da affrontare.

Rimpiango l'anno scorso e quella temperatura primaverile che c'era quella domenica.

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Il chilometraggio è evidenziato con bravura dai cartelli, e con il caldo che c'è oggi sembra non passare mai.

Terminate i sali e scendi sterrati, risalgo sopra un piccolo tratto stradale.

Vengo quasi travolto da velocissimi (ma chi erano quei missili terra-terra?) ciclisti.

Ho giusto il tempo di voltarmi verso di loro e scattare un paio di foto.

Poi discendo ancora nello sterro cerretese.

Finalmente imbocco un sentiero boschivo e ben ombreggiato. Uno dei pochi di stamani.

Arrivo al terzo ristoro. Ben piazzato all'ombra e con buonissimi biscotti.

Riparto, salutando gli addetti, e poco dopo, anche l'ombra del bel sentiero.

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Mi ritrovo a salire tra i cipressi, dirigendomi poi verso un'azienda agricola, e al sole cocente delle 10 di mattina.

Mi sento un po' pazzo, e ormai sentendo le gambe, e non solo, molli, incomincio a camminare.

Più cammino e più mi accorgo del trascorrere lento del tempo e del percorso assolato.

Meglio riprendere a correre per velocizzare la permanenza sotto il sole.

A ripensarci adesso, mentre sto scrivendo, mi brucia ancora la testa.

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Lo Stradone bianco che sto affrontando pare infinito. Quasi un'oasi di benessere per i piedi dei corridori.

Alleviato da dolci salite, e dalle visuali da spettacolo che posso toccare con mano.

I cespugli hanno assunto il colore del grano, bruciati dall'arsura di questa temperatura africana.

Un po' più giù, i vigneti rendono giustizia al paesaggio, mentre gli ulivi sembrano cespi di insalata pronta da mangiare.

Riprendo un poco a camminare, salutando signore del Ponte, il grande Toschi e altri sfuggevoli compagni di mattanza estiva.

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Ultima indimenticabile discesa tra i cipressi, con Stabbia ormai vicina, guardando quei capannoni, e quelle case, scoperchiate da un vento malvagio settembrino.

Svirgolata finale cittadina, e alle 10.20 l'Arco Pisano non esisteva già più...

Durante gli ultimi chilometri avevo per errore fermato il gps.

Quindi il totale è di circa 17,700k per 2h03 media 7.02 m/km

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Cammino un poco cercando di far abbassare la temperatura corporea.

Purtroppo persi gli alberi che c'erano nel piazzale, trovare ombra è quasi impossibile.

Vado al ristoro e mangio subito la pastasciutta. Buona anche se tiepida.

Due fette di cocomero me le gusto mentre mi soffermo a chiaccherare con SuperEnzo.

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Di questa corsa mi piace tutto: percorso, ristori, paesaggi, organizzazione, segnaletica indiscutibile con nastri ben evidenti, tante frecce, e ogni chilometro segnalato col numero d'emergenza.

L'unico suggerimento rimane il solito di sempre:

Cambio di data, e propongo Cerretti (anche lì Tre Province e Pisano) di gennaio.

Almeno per un anno, come prova.

A Cerretti ci sono i boschi da godere d'estate, a Stabbia con piccole modifiche si può correre anche con le intemperie.

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Loris Neri - Podistica Galleno