31/05/15 Trail Terre Leonardo

Alcune pecche organizzative, e un sole battente non hanno scalfito la prima edizione di un vero trail con le palle.

33,6k del Montalbano con tratti impegnativi, tra pietre, sassi e sentieri bollenti...

Vinci e il Trail dell'uvetta sultanina by Loris Neri

Vinci e il Trail dell'uvetta sultanina

Dopo la maratona di Firenze mi sono detto: basta maratone, non fanno per me.

Allora mi metto alla ricerca di qualcosa che mi sproni, ed inciampo nei Trail.

Un campo in espansione, stanno crescendo come funghi, e ogni settimana ce ne sono in tutta d'Italia.

Senza esagerare, opto per quelle max 35k con dislivelli accettabili.

Così mi sono luccicati gli occhi quando ho visto il volantino del Trail delle Terre di Leonardo. 1a edizione.

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Non ho mai corso sul Montalbano, e l'ultima volta che sono stato a Vinci avevo vent'anni.

Ho gli stimoli giusti, e persone (Atletica Lamporecchio, Atletica Vinci e Asd Porciano), e luoghi mi metterebbero in una botte di ferro.

Ma fin da subito mi accorgo che qualcosa non funziona:

Al pagamento per l'iscrizione iban e postepay sono errati.

Ricevo nuovi dati, ma sono sbagliati pure questi. Poi, a fatica, riesco a pagare.

Mando un paio di mail (per consigli, delucidazioni, e la copia d'aver pagato), ma per un mese non ottengo risposte.

Venerdì e sabato ricevo alcuni messaggi su facebook, e mi preparo per la corsa.

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Ho un'ora di tempo prima della partenza. Ho lasciato la macchina fuori da Vinci, e vado all'iscrizione.

Una fila di podisti sta aspettando di ricevere pettorale e pacco gara.

Passano i minuti e lentamente avanzo. Passa oltre tre quarti d'ora! Un po' innervosito (e non solo io) ricevo il pettorale.

Ho appena il tempo di tornare alla mcchina per cambiarmi, e salgo sull'auto dell'Atletica Vinci che mi porta in città.

Un velo di streccio ed inizia questa nuova avventura.

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I primi tre chilometri sembrano fatti per l'assaggio di cottura.

Strada già calda, e bosco che appare lontano.

Dopo alcune redole di campo, si entra nel territorio selvaggio.

Ci sono i primi guadi di ruscello, le prime pietre, e i primi tratti di single track.

Tutti in fila, soprattutto quando si sale.

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Il Montalbano è famoso per l'olio, e gli ulivi. Per quanto siano belli da vedere, non riparano molto dal sole.

Il terreno sale, e i sentieri al momento sono percorribili, e ben tenuti.

Sorvoliamo alcune aziende agricole, e alcuni casolari.

Si rincomincia col boschivo, e la pista sale verso l'alto. Primo tratto impegnativo.

I veloci staccano le lumache, e si vedono i primi corridori stambecchi.

Qualche momento lo spendo a guardare il panorama, e girando intorno ad una fattoria semi abbandonata.

Il sole batte sulla testa, e stamani i ristori sono piuttosto distanti l'un dall'altro.

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In cima ad una ripida salita, c'è il primo ristoro.

Sembra una piccola oasi di festa. Bevo sali, e mangio uvetta sultanina.

Ho già caldo.

Arriva Giacomo fischiando, poi riparto lungo la strada in discesa.

Subito mi fermo per scattare alcune foto panoramiche e vengo raggiunto dal gruppetto formato da quattro podisti pazzerelli.

Lasciamo via di Faltognano per discendere nel bosco, rincominciando a correre lungo single track, sorvolando piccoli ruscelli, e faticando sopra un rialzo e l'altro.

Il terreno non è dei migliori, ma procedo insieme a loro.

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Il bosco dura poco, adesso riprendiamo a salire tra gli ulivi e questo sole che batte come un pallone rimbalzante.

Un grosso sforzo in più che non ci abbandonerà mai. Anzi più passano i chilometri, più trascorrono i minuti e pù questo sole riscalda. E più che riscaldare ci fa sciogliere.

Arriviamo a Faltognano, dove un bel castello ci accoglie.

Uno di quei tanti castelli sparsi sopra i colli fiorentini.

Siamo al 9°k, il percorso è ancora lungo, ma qualche foto la disperdiamo anche qua.

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Un altro pezzo di asfalto, per lo meno ombreggiato. Mi fermo ad una fontanella, rinfrescandomi a dovere.

Appena riparto, noto il mio gruppetto amico fermo a farsi fotografare...

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...uno, e l'altro, e tutti insieme (Moreno come mai quella dove ci sono io non è venuta?...) ad una bellissima bionda dagl'occhi splendenti come diamanti e dal sorriso luminoso quanto il raggio laser di Goldrake.

Sembra un punto d'arrivo, ma questa Lei stupenda ci indica la via:

Un ripido sentiero im salita, fatto di rocce e pietre scivolose.

Bosco e fresco pure qua, ma la pacchia è solo per pochi chilometri.

Saliamo ancora, alternando l'asfalto e i sentieri assolati.

Oltrepassiamo Santa Maria, e a destra si scende nel bosco.

Ne usciamo quasi subito, ritrovando gli ulivi, il sole e qualche bel panorama a farci compagnia.

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Superiamo la località Santa Lucia, non prima di esserci fermati al secondo importante ristoro.

Anche qua c'è l'acqua, i sali minerali e... l'uvetta sultanina.

Un bel vialetto e svolta a sinistra scendendo su scalette sassose, costeggiando un bel muro in pietra.

Tratto a me poco gradito, dove mi sostengo con le mani tra una pianta e l'altra, mentre stringo con i denti la macchina fotografica.

I miei compagni mi lasciano, e vedo sorridere quelli della Protezione Civile quando mi vedono balzare, a mo' di felino, appena poso i piedi su (finalmente) un tratto morbido, ma pianeggiante.

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Sto percorrendo un bel tratto che costeggia un rio. L'acqua scorre leggera, mentre ho buone sensazioni di pace.

Riaffioro al sole, e continua l'ascesa. Sono a quasi 300m slm e ritrovo gli uliveti, ma anche il sole che batte forte.

Oltrepasso la località La Villa, dove trovo una chiesetta, qualche casa, un ristorante, un agriturismo.

Rientro nel bosco per continuare a salire, avvicinandomi alla cima Coppi di questa mattina.

Le mie gambe rallentano, quando la salita si fa impervia, e per fortuna almeno qua hanno messo una bella corda per salire sù.

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Ogni tanto, sotto tutto questo sole, riesco a voltare la testa ed osservare il panorama.

I fili dell'alta tensione ed i tralicci sembrano così vicino da farmi paura.

Dopo tre ore di corsa ho percorso circa 19k. Sole e fatica picchiano sempre di più.

Ho perso il gruppetto, ma farò di tutto per riprenderlo.

Arrivo in via Le Croci e trovo il terzo ristoro.

Acqua, sali... e solo l'uvetta sultanina per saziare la fame.

...La Porcari Corre c'è stata la settimana scorsa...

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Riprendo a salire, e i boschi che mi circondano fanno poca ombra.

Il sentiero è quasi sempre sotto il solleone, molta gente avrà già tagliato il traguardo, e si staranno rinfrescando nel parco di Vinci.

Io sto alternando la corsa alla camminata, parlando con qualcuno e avvicinandomi a Giacomo.

Poco più avanti ritrovo Moreno ed Enzo, e tutti insieme ci avviamo verso una cima di questa tappa.

613m slm.

Dove il sole sembra scuotere tutta la sua rabbia, e le rocce che solcano il terreno sono così calde, che ci si potrebbe cuocere una frittata.

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Moreno , Giacomo ed Enzo parlano di brioschine, torroni, e polli.

Io ho solo un po' di sete, e mi attaccherei anche ad uno sciacquone del cesso per rinfrescarmi.

A volte mi chiedo se sarebbe meglio conoscere erbe e piante commestibili.

Qualcosa mi ricordo, ma dei verdi aghi di pino non ne vedo nemmeno uno.

E neppure di quelle che chiamavo le fragole di campagna. Fiorellini di color rosa dal sapore dolce.

Sto assomigliando più ad un Tuareg del deserto, che ad un podista toscano.

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Dopo un altro quarto d'ora vagando sotto il sole, e rischiando pure di sbagliare sentiero, finalmente discendo nel bosco.

Un'altra single track, e più andiamo giù e più assomiglia alla pista delle biglie.

Questo pezzo mi piace molto, e malgrado sia stretto, è molto divertente da correre, da guardare, e da annusare.

La vegetazione è cambiata, e le felci hanno preso il posto delle ginestre fiorite, che abbiamo trovato in superficie.

Ghirigori boschivo pazzesco, con qualche apertura che mi permette di fotografare il panorama, ma anche di perdere per l'ennesima volta i miei compagni di trail.

Poco meno di due chilometri e mi ritrovo a brillare al sole.

Sto puntando ancora il dito verso l'alto, per raggiungere, prima l'agognato ultimo ristoro (sali, acqua e uvetta...), e poi, dopo aver affrontato un'altra asperità, per fortuna toccata dall'ombra, la cima Coppi di giornata situata a 629m slm.

28k percorsi e oltre 4h30 che sono in movimento.

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Adesso incomincia la discesa, riprendo a correre, ma le forze non mi sostengono molto.

Il caldo me le porta via come un portafoglio sgraffignato da un teppistello.

Chissà perchè quando mi ritrovo a partecipare a corse da fine maggio in poi, soprattutto se oltre i 30k, mi ritorvo sempre col culo per terra.

Moscio e impotente, debilitato da colpi improvvisi di calore, che sembrano colpire le domeniche di fine primavera.

Tutto ciò mi fa tornare in mente la (le) Pesticciata dell'anno scorso. E quella grigliata di podisti.

A giudicare dalle mie spalle accaldate, sembra che la storia si stia ripetendo oggi.

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Sopra le single track a volte mi esalto. L'idea di correre affiancato dalla folta vegetazione mi stimola.

Dal profumo delle piante, dal fresco dei castagni e delle querce, dall'umido delle felci, colgo le forze necessarie per aumentare velocità.

Ma, quando mi si parano davanti discese tecniche (anche troppo trail) le gambe mi diventano pappetta.

E' tutto un susseguirsi di alti e bassi, di rialzi e ribassi, di sù e giù quasi a capofitto.

Altro che percorsi trekking del Montalbano, qua sembra di essere in una pista da motocross!

Vengo superato da un podista un po' incazzato "avevo sbagliato percorso e sono al 38°".

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Scendo (finalmente) a fatica in via S. Lucia.

Non vedo frecce o nastrini.

Mi fermo un attimo per capire la situazione.

Proseguo a sinistra, scendendo per la strada.

Per centinaia di metri non trovo nessuna freccia.

Se ho sbagliato m'incazzo, perchè non mi va di risalire sù.

Ricordo di essere già passato per di qua. C'era il ristoro.

Trovo una freccia girata al senso inverso da dove vengo io. Faccio una mezza giravolta e procedo.

Sono quasi al 30° km ed il percorso mi riporta alle scarelle in pietra.

Devo scenderle ancora, e peggio di prima.

Con le gambe molli, le braccia che cercano arpigli nei rami, e la macchina fotografica retta tra i denti, discendo fino in fondo.

Ripasso lungo il rio, e risalgo su per la strada.

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Per dove?

C'è una freccia nascosta dalle ortiche (è stata messa due mesi fa quando non c'erano?), così proseguo lungo questa strada battuta dal sole cocente.

Vengo superato da alcuni podisti (gli ultimi?) e tento una rincorsa.

Questo trail sembra non finire mai. E adesso su questo asfalto bollente, quasi non riesco a muovere le gambe.

Tra uliveti, e viette di collina, mi sto avvicinando (forse) a Vinci.

Sento voci, un'altoparlante, e gira rigira non vedo il traguardo.

Trovo scritta per terra "ultimi 100 metri". Lunghissimi.

Per la prima volta nella mia vita da corridore decido di terminare non correndo.

Un po' per rabbia, un po' per delusione, un po' per tristezza, accumulate in questi giorni.

E stamani (diciamo oggi pomeriggio) ho raschiato il fondo del barile.

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5h32.27 per 33,600k (non era da 32k?), media da terrore 9.55 m/km per mettermi al collo la medaglia, in pelle, raffigurante Leonardo da Vinci.

Poi mi fiondo verso la fontanella.

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Raggiungo il gruppetto con cui ho corso buona parte di questo trail.

Stringo la mano a Mileno, e vado al ristoro.

Questa, forse, è la parte migliore. Un ottimo ristoro, come ottimo è il pacco gara ricevuto.

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Voglio aggiungere alcune considerazioni:

- Ho sentito in tv e letto parole buone su questi sentieri del Montalbano.

Mi aspettavo strade bianche, viottoli con ghiaietto, tipo via Francigena, invece molti tratti sono peggio di quelli peggiori delle Cerbaie.

- La segnaletica (mi hanno detto di una cinquantina di podisti che hanno sbagliato strada e fatto 7/8k in più) era poco visibile, e in alcuni punti scarsa.

- Di fatto 1.600 metri in più non sono pochi (quasi letali).

- I ristori in corsa erano ai minimi termini.

- Non solo caos al ritiro del pettorale (se di persone ce ne fossero state 2000?), ma fin dal pagamento (Iban, e Postepay errati per ben due volte) rischiano di compromettere la qualità dell'organizzazione.

- Sono mancate molte informazioni prima della corsa (materiali consigliati, o obbligatori -camel bag, cibarie, bastoncini ecc.).

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Prima di rischiare malintesi o querele, ricordatevi che sono solo le opinioni di un partecipante ad una corsa podistica.

Ogni riferimento a cose o persone è puramente causale, o ai fini del resoconto.

Io mi diverto sempre in ogni corsa, a prescindere dal risultato o meno.

Ci sono alcune corse che apprezzo un po' di più. E che sicuramente andrò a ripercorrere ancora.

Per questa ho un forte, forte dubbio se ci ritornerò...

Loris Neri - Podistica Galleno