24/05/15 31^ Porcari corre

Mentre cento anni orsono i nostri Fanti si accingevano ad entrare in guerra, oggi in una domenica baciata dal sole oltre 7000 podisti si snodavano lungo i sentieri della "Porcari Corre".

Prima, durante e dopo è sempre Magica Porcari Corre by Loris Neri
31^ Porcari corre by Claudio Landucci

31^ Porcari corre by Claudio Landucci

Prima, durante e dopo è sempre Magica Porcari Corre

Come una forchetta che scricchiola dentro al piatto è tornato il brutto tempo.

Il brusco cambiamento di clima, dai 30 ai 18 gradi, della settimana scorsa, mi ha giocato un brutto scherzo.

Avevo la febbre, una gola infiammata che mi pareva di averci le Torri gemelle dell'11 settembre, e un raffreddore da farmi sembrare un partecipante piagnucoloso a C'è Posta per Te.

Di correre non se ne parlava, e per sette giorni le tachipirine e gli antibiotici sono stati i miei compagni di squadra, lasciandomi fermo, come Pirlo quando gli rubano palla a centrocampo.

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Poi è arrivata la domenica della Porcari Corre:

lo stimolo migliore per rimettersi le scarpette da corsa.

Ovviamente non se ne parla di percorsi corti, e se soffrirò crampi, o dolori vari, chissenefrega.

Porcari sia con tutti i suoi 20k (preferivo 25...).

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Parcheggio la macchina e giro per la piazza cercando il tavolino del mio gruppo.

Non trovo nessuno, e all'iscrizione la nostra lista non c'è.

Faccio un po' di stretcing e parto.

Via Catalani e la Romana sono strapiene di gente. Camminatori fiancheggiati a sei a sei, e superarli vuol dire fare dei dribbling alla Tevez.

Pure in via delle Pollinelle è così, perciò incomincio ad usare il fischietto.

Qualcuno salta, qualcuno si spaventa, pochi si spostano. Vabbè, oggi sopporto.

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Le gambe sembrano funzionare bene, la prima salita che porta al ristoro è ottimale.

Il sole incomincia a battere, e il sudore prende a fare il suo corso.

Nella discesa seguente mi rilasso, non come se andassi in bicicletta, ma basta per non esagerare nel movimento di gambe.

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Per abitudine stavo procedendo dritto, ed invece il percorso dei 20k cambia, e continua restare unito a quello dei 17k.

La salita di via dei Tredici è impegnativa, ma rimango sorpreso dalle mie gambe, che montano sù come se non avessi mai avuto niente.

Riprendo il vecchio tracciato, e prima di entrare a Montecarlo, mi soffermo per un paio di foto panoramiche (perdendo di vista una bella biondina che nel frattempo si stava sollevando la maglietta...)

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Montecarlo è troppo silenziosa.

Non sento nemmeno i passi dei podisti.

Non sento la banda musicale.

Qualcosa di strano c'è.

Arrivo in piazza della Fortezza e il tavolo del ristoro non è affollato come gli anni passati.

La catapulta spara i suoi fazzoletti, e nel frattempo giungono nuovi podisti.

Scatto qualche fotografia, e di passo lento riparto verso Montichiari.

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Quello che contraddistingue la Porcari Corre dalle altre corse, sono i ristori.

Quanto sarà passato da quello in piazza al seguente?

Due, tre chilometri?

Eccomi già al terzo.

E così mi ritrovo davanti alla simpatia di Cinzia e Massimiliano, aggiunta a quella di Pierluigi, di Alessio, di Michele, di una ipersorridente Gabriella e di una macedonia fresca.

Come faccio a non fermarmi?

Fanculo alla media del passo. Oggi c'è la Porcari Corre, e va gustata così:

Dolce, lenta, e col sorriso.

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Ricaricato dalle dolcezze porcaresi, mi avvio veloce e in compagnia.

Mi infilo in quello che era il vecchio percorso, dove la via Cassia si nasconde nel bosco, ed i solchi umidi di oggi, sembrano quelli bagnati del febbraio di qualche anno fa.

Non passo sul lastricato antico, ma piano, piano, mentre vengo sorpassato da novelli Passatori, scendo fino a ritrovare l'asfalto.

Le piante mi circondano, e se la strada è grigia e dura, neanche me ne accorgo.

Un candido profumo d'acacia e di gelsomino mi entra nelle nari come il caldo abbraccio di una donna.

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Riprendo il largo sentiero, che deciso si volge verso l'alto.

Accellero (!) il passo, e come se fosse la mia sfida a chi mi ha superato in discesa, recupero posizioni (!) riportandomi verso Gragnano.

E quando svolto a destra posso sorridere ancora perchè davanti a me ho...

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...Quelle braccia verdi e maestose.

Grandi da sembrare le vele di una nave con cinque piani.

Seicento anni di Storia, di Natura e di Abbracci.

Come quelli che ogni partecipante della Porcari Corre, regala a questo Monumento.

Le foto di sprecano, ed ognuno vuole il ricordo e la prova nell'esser passato di qua.

Il gruppetto che abbiamo formato un po' alla volta si sparpaglia.

Discendo tra le visuali da cartolina, e un piccolo rischio punzonatura, che corro mentre mi soffermo a fare plin plin tra cespugli di rosa canina.

Poco più in là, intravedo il quarto ristoro, situato dopo il ristorante La Legge.

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L'Enzo Bracciali mi chiama, lo saluto, ma evito il panino con la carne.

Ormai manca poco, e la città si riavvicina.

Dopo un sorso di tè caldo, e un triangolino di buccellato, riprendo la corsa.

Salgo sullo sterrato pieno di solchi, e un po' sassoso, che mi porta poi a muovermi lungo redole di campo costruite ad hoc dall'Atletica Porcari.

C'è molta gente che cammina, come se fosse una domenica di shopping nel verde.

Le nuvole bianche si dipingono nel cielo, e racchiudo nella macchina fotografica queste istantanee così emozionanti.

Zig zagando tra i sentieri arrivo in via Forabosco.

La parte retrostante della mitica Torretta di Porcari.

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E da un ristoro all'altro il passo è breve, così raggiungo un dolce, caldo bicchiere di caffè.

Mi unisco a questa piccola festa paesana.

Dove ormai tutti i percorsi si sono ricongiunti, e la gente brinda, sorride, e si rilassa, un po' al sole, un po' all'ombra, un po' curiosando tra le ultime chicche di questo agognato ristoro.

Dopodiché m'infilo, prima di toccare il cielo con un dito, nel pezzo di bosco che mi divide da quella casetta bianca, diventata il simbolo di una città.

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Sono quasi in cima al percorso panoramico che m'incrocio con le due Scoiattoline sorridenti.

Belle e solari, quasi un presagio per il punto che sto raggiungendo.

Eccomi in vetta al capezzolone porcarese, 95m slm, ma sembra di tenere tra le mani la vallata lucchese.

Ognuno osserva indicando qualcosa. Forse una località, un luogo particolare, una fonte di vita.

Si possono notare i fumi bianchi delle molte aziende in movimento.

I vecchi capannoni sparsi qua e là, la via Romana, e con un piccolo sorriso, via Maraccini, dove ogni cipressi che ne costella i lati, indica un bimbo appena nato.

E mastodonti come dinosauri, ci sono i Monti Pisani, quasi a racchiudere e proteggere il cerchio.

Io spesso corro fin quassù. Quando l'autunno accorcia le giornate, e la primavera inizia ad allungarle.

Un traguardo immaginario, per terminare un giorno lavorativo, e prima di tornare a casa.

Stamani, inoltre, entro perfino dentro la Torretta...

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...gli oggetti che la riempiono fanno parte della nostra Festa Sportiva.

Dalla bravura di gente premurosa, volenterosa, e dei molti che si dedicano per portare gioia e divertimento anche ai più piccini.

Il futuro della Porcari Corre passerà da loro, e i clown, i nasi rossi, i suoni, i palloncini che girano sul prato della Torretta sono tutti per loro.

Saluto la bravissima Cathy, poi discendo dalla parte più tranquilla.

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Una volta sulla strada, mi accingo a riusare il fischietto.

I camminatori sono tantissimi, e i bambini ridono appena odono il mio fischiare.

Ritrovo Cip e Ciop, e poi m'involo giù per l'ultimo triste chilometro.

Maliconico perchè, dopo le belle situazioni vissute, porta la fine di tutta la magia.

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Oltrepasso piazza Orsi, e in via Catalani allungo di qualche metro per raggiungere i 20,00k precisi.

e 2h29.05 al mio stop. Media di questa amichevole scampagnata 7,27 m/km.

Non pretendo mai risultati stupefacenti quando corro, figuriamoci durante manifestazioni che comprendono numerose soste mangerece, visive e parlantine.

Il mio divertimento è questo: Correre, gustare, gioire.

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Prima di ristorarmi con fettunte, orzo, e dolci vari, giracchio un po' per il piazzale con l'intenzione di trovare Amici, e curiosare tra qualche simpatico e sorridente viso da fotografare.

Sono felice nel vedere molti partecipanti extraregionali, ma soprattutto per i molti giovanotti scalpitanti.

Tanti scolaretti, tante tutine attillate adolescenti.

Un ultimo sguardo alla Torretta, con quella scritta bianca che sembra proteggere Porcari fin dai primi di maggio.

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Torno alla macchina, e passo l'ultima ora di questa mattina a Badia Pozzeveri.

Dove non trovo la dolcezza e la compagnia di altre podiste, ma quella delle mie bimbe pelosette che fanno miao.

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Ancora una volta Fantastica Atletica Porcari.

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Loris Neri - Podistica Galleno