10/05/15 Ponte a Egola Corre
[###]

Iniziamo a goderci i chilometri assolati. Tra le valli dell'Egola, le dolci colline, e qualche tratto di bosco...

Ponte a Egola Corre in canottiera by Loris Neri
Tutto come previsto by Daniele Fedi

Ponte a Egola Corre in canottiera

Mi è sembrato di aver passato la notte all'ospedale.

La mia Nutella ancora sanguinava, e tra un veterinario e l'altro fino a mezzanotte inoltrata ero in giro.

Se amate gli animali capirete ciò che voglio dire. Se avete un gatto da 14 anni, allora è come un figlio, e tale va trattato.

Stamani mi sono alzato con la voglia di correre, ma con poco desiderio di scendere giù dal letto.

Quando ho aperto la finestra mi sono venuti i brividi: c'era un nebbione da pianura padana.

Vado a prendere una maglietta che aggiungo nel borsone, faccio colazione, e parto per Ponte a Egola.

Mi disperdo tra bancarelle, strade chiuse, frecce bianche e podisti che manco sanno dove andare, e stanno arrivando da tutte le direzioni.

Sono le 8.10 e già finiscono la corsa...

Riesco a passare, e parcheggio. La temperatura pare diversa, il sole ha preso il via, e la nebbia ormai è volatilizzata. Metto la canotta Galleno e vado all'iscrizione.

Mi streccio e parto.

.

Leggera salita e dopo alcuni chilometri mi avvicino alle Scoiattoline che stanno girovagando intorno ad un albero.

Le vedo un po' brille. Belle, ma leggermente frastornate.

Mi soffermo un pochino, e poi con dispiascere riparto.

Arrivo al primo ristoro e dopo alcuni metri (finalmente) trovo la boscaglia.

Discendo con la calma dei forti questo sentiero cinghiale, fino a riprendere la corsa man mano che si dirada.

.

Oltrepasso ruderi ormai ricoperti di fitta vegetazione.

Mi mettono un po' di tristezza, e mi fanno capire di quanta vita sia passata all'interno di queste case ormai dimenticate.

Sembrano fare parte di un vecchio cimitero.

Il sentiero si allarga, facendosi spazio nel verde, e giungo così sulla Strada Bianca di via Costa al Bagno, meno alberata di qualche anno fa.

Il sole brilla sulla testa, e il sudore cola sulle braccia, e scende dalla schiena. Non tira nemmeno un filo di vento.

L'estate pare piombata giù all'improvviso, come una nave che affonda al largo senza aver toccato uno scoglio.

Poco più in là posso notare le auto frettolose che percorrono la Palaiese.

Poi come un allacciamento tra podista e mezzi a motore, i miei piedi calcano il suo duro, e caldo asfalto.

.

A destra dello Stadio Comunale riprendo a correre sullo sterrato.

E' via Lavatoio, ripassata molte volte, in entrambi i sensi, anche con altre corse.

Risalgo, col passo un po' lento, verso Montopoli val d'Arno.

I pappi delle pioppete mi girano intorno così tanto, da immaginare la cittadina che sto raggiungendo sia invasa dalla neve.

Sto soffrendo il caldo. Mio tallone d'Achille quando corro. Perciò camminando raggiungo le mura storiche.

Riprendo a correre, osservando la vallata che si estende alla mia destra, e le imponenti braccia pietrose che stringono il paese.

Intanto ho superato l'11°k e il bisogno di bere è forte.

.

Quando corro cerco di distrarmi e la mia mente si sofferma su molte cose.

Mi aiuta a reggere di più lo sforzo e a contrastare la solitudine.

Però ogni tanto mi viene da pensare a quanto si parla di sicurezza, anche nelle corse podistiche.

E oggi, come in altre occasioni, sto notando che mancano i cartelli chilometrici. Gli unici sono quelli dei "100m al Ristoro".

Ci arrivo contento, e subito mi abbraccio il Toschi e il Biagini. In mezzo a loro pare di esser entrato nella Storia.

Quanti chilometri nelle loro gambe. Ore, giorni, anni di sudore, e di polvere.

Bevo, ribevo, mangio un biscotto e pezzi d'arancia.

Mi soffermo a chiaccherare, poi raggiungo (mi erano sfuggiti) i due Monumenti al Podismo.

Li saluto, e scappo via.

.

Sull'asfalto batte il sole, mitigato dall'ombra delle piante, ma quando discendo nella vallata, l'aria è quasi estiva.

Anzi togliamo il quasi. Pare di sentire il sapore della grigliata dei podisti del giugno scorso.

Sentiero simile, ma in quel giorno l'erba e i campi erano color oro bollente.

Oggi verde speranza, e un barlume di possibilità, per non cuocere fino alla fine c'è.

Un gruppo di mucche mi fa sorridere, quindi raggiungo il terzo assolato ristoro.

.

L'ultima salita al 16°k. Poi c'è il riavvicinamento al paese, al duro asfalto, ad una discesa veloce, a quelle frecce bianche che mi mandano un po' a destra, un po' a sinistra.

Fino a farmi raggiungere via della Gioventù e quell'Arco Rosso che svetta ancora trionfante a cavallo della strada.

.

2h11.58 per questi piacevoli, ma caldi 18,240k con media del passo(Cip e Ciop, bosco cinghiali, afa estiva e le mie classiche fotografie compresi) di 7.14 m/km. Il dislivello di 324m era nella norma.

.

Terminata la corsa ci sono:

Il ritiro del pacco Picchiotti, ormai buona presenza nei nostri sacchetti domenicali (e nelle nostre tavole apparecchiate).

Il piacevole saluto con i reduci dall'Inferno di Signa.

Il primo incontro con una dolce Serena.

Qualche simpatica chiacchera.

Il ristoro finale.

Il defaticamento tra le bancarelle.

La temperatura ambiente raddoppiata.

E il Toschi che riparte dicendomi: Faccio un altro giro.

Io gli rispondo: Sei proprio matto!!

.

Loris Neri - Podistica Galleno