19/04/15 18a Un pò 'n Poggio
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31,2k e un dislivello superiore ai 1000m.

Un vento fastidioso, non ha scalfito la qualità di questa corsa.

Tra pietre, monti e ciclabile, le gambe dei podisti hanno cavalcato località sopra Prato e Vaiano, e sgranocchiato ottimamente ai ristori...

Da Prato inizia la scalata per la Felicità by Loris Neri

Da Prato inizia la scalata per la Felicità

Oggi ci sono corse e manifestazioni sparse per tutti i lati della nostra Toscana:

A Vangile la Maratonina del Ghibellino;

a San Giuliano Terme l'Eco(arrampicata)Marcia dei Monti Pisani;

a Ponte a Moriano il trail Zeronovecento;

a Iano di Montaione la Passeggiata guidata verso il Teatro del Silenzio di Lajatico;

ad Altopascio la Francigena in fiore;

a Montecarlo fiori anche lì;

Bisognerebbe avere 12 paia di gambe, 14 braccia, e 8 zainetti attaccati sulla schiena, per partecipare a tutto.

Sembra che il 19 aprile sia ricolmo di movimento quanto i ghiaioni di Marina di Pisa a luglio.

Io ne ho scelta una leggermente fuori mano, ed è dall'anno scorso che ho questo desiderio.

Da quando il Gruppo Croce d'Oro di Prato mi aveva spedito una mail col volantino di questa edizione.

31k da correre sopra un percorso meraviglia, col dislivello di oltre mille metri, con ristori che lasciano il segno e un'organizzazione quasi maniacale, non capitano spesso.

Diciamo un paio di volte l'anno, forse tre.

Mi viene in mente la Pesticciata (a giugno ridotta a 20k...), ma i boschi del pisano a tratti sono troppo impervi.

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Scendo dal letto 10 minuti dopo rispetto ogni domenica. Mi posso permettere la partenza perfino alle ore 9...

Ad ogni modo solita pastasciutta, mela e autostrada inversa a quella di ogni giorno.

La musica di Elisa mi accompegnerà per questo viaggio. Da Stay a Together prima di incominciare a correre.

Ah! Che voce, che artista.

Giracchio un po', ma parcheggio al solito posto, scendo dall'auto e decido cosa mettermi.

Ci sono 12°, con vento forte e piuttosto fresco.

Faccio la prova termica, rimango indeciso. Sopra i monti farà freddo, sulla ciclabile sarà caldo.

Titubante metto le maniche corte.

Per la mia sicurezza aggiungo il cellulare -non lo uso mai-, e il fischietto -per non perdersi...-

Vado ad iscrivermi, e con apprezzato stupore leggo: per la 23k e la 31k certificato medico (che ho lasciato in auto)e cartellino particolareggiato.

Chiedo un cartellino senza premio (1.50 euri), lo ottengo senza richieste, senza domande, senza risposte.

Me lo appunto e salto via da piazza Mercatale (non senza il solito streccino).

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Mi compare la salita dei Cappuccini. Sono pronto all'ascesa (superba), ma vengo deviato sulla destra.

Inizia il pedocollinare che porta a Filettole. 3k e primo ristoro (!!)

Come ogni anno che faccio questa corsa mi ripropongo di fare poche foto, ma poi appena vedo chiesette in pietra, muretti a secco, uliveti, piante fiorite, Prato e Vaiano dall'alto, il Bisenzio, i buoi allo stato brado, e altre splendide situazioni, la digitale mi sofferma tra le mani più di un mestolo in quelle della Parodi.

Così incomincio a fare scatti, e del Loris podista mi sa che pure oggi se ne ricorderà ben poco.

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Sono uscito da Filettole scoprendo il gusto di fischiettare ottenendo lo spazio per passare tra i camminatori.

Piano piano m'inoltro nel bosco e in pietre d'epoca romanica.

La strada è difficile da correre a palla (!). Saltello qua e là.

Inizia una vera salita, e le discese sono aiutate (...) da sassolini tondeggianti che rendono le mizuno quasi due pattini.

Sento il fragore dell'acqua, e vedo la corda per guadare rio Buti.

Subito dopo rincomincia la salita.

Ne approfitto per dare sfogo alla digitale. Tra spazi aperti e rocce imperiose, ne ho di attimi da immortalare.

Mi faccio pure un fuoripista.

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Percorro un pezzo d'asfalto per arrivare al secondo ristoro.

La fornitura è abbondante, pezzi di uova al cioccolato scendono nel gargarozzo dolci e morbide.

Il vento è aumentato, il cappellino mi sbatacchia sulla chiorba quasi come un albero dentro ad un tornado.

Salgo e discendo mentre il podisti della 23 e 31k stanno facendo la ritornata.

Mi fermo per parlare con due amici dell'Enock.

A circa 9k dall'inizio svolto a destra e vado su per una Strada Bianca dal fondo compatto, con la giusta pendenza, e di lunghezza niente male.

Insomma c'è da dare spazio all'impresa podistica:

Muovere le gambe, risparmiare il fiato per correre, usare la testa per sognare, girare gli occhi, e sorridere sotto i baffi.

Un chilometro va trascorso a questa maniera, poi si vedrà.

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I buoi, le mucche, i vitellini. Bellissimi, bianchi, e tranquilli a godersi l'erba dei prati, quanto la mia Nutella si accovaccia sul divano.

Qualche meritato scatto, e proseguo con più gusto di prima.

Un po' di discesa boschiva e altri dolci sentieri.

Giungo in località Fabio. Dove all'ingresso del paese è posizionato il terzo ristoro.

Pare che ci sia una festicciola.

I podisti stanno parlando tra loro, c'è chi si sistema le scarpe, chi ha appoggiato i bastoncini al muro, chi è seduto in terra per gustarsi con calma l'uovo fritto.

Stavolta per sicurezza i tavolini sono all'interno di una stanza.

C'è chi entra e vi sosta più che può, c'è chi esce con le mani e la bocca piena.

Il ristoro, come tradizione vuole, è ben fornito. Non manca niente: dall'antipasto al dolce, e siamo solo ai 12,5k di corsa!

Del gelato al Bacio non c'è più traccia.

Ultima deviazione, e senza dubbio la mia svolta è a destra per la 31k

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Prima d'uscire da Fabio, mi soffermo con le fotografie e con tre simpatiche trekker fiorentine.

La voglia di fermarsi è molta, o magari continuare con loro il cammino, però il desiderio primario è correre.

Quindi riprendo a farlo.

Ed è ancora sterrato. Alberi e piante mi affiancano, come compagni di corsa. Il silenzio e la pace sono rotti dal cinguettio degli uccelli.

Prati fioriti, muretti in pietra, case rustiche e ben tenute, ville, chiesette antiche, piccoli agriturismo, e bed & breakfast si alternano l'un con l'altro come una sequenza di quadri in un museo naif.

Pure le nuvole ed il vento ne fanno parte. Il cappello mi vola via dalla testa alcune volte, ma sono felice di essere quassù.

Vicino alla civiltà veloce e motorizzata, ma basta prendersela con comodo e godersi tutto ciò che ho intorno.

Per il casino e il caos c'ho ancora tempo, e alcuni chilometri prima di arrivarci.

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Termina lo sterrato, e mi sembra di uscire allo scoperto quando tocco il duro asfalto.

Mi fa sentire come se fossi nudo. Un caldo sole è sbucato fuori dalle nubi, ma continua a tirare forte il vento.

Sopra una curva le frecce rosa sono disegnate con forma strana, non si capisce bene la direzione, e alcuni ragazzi sono fermi indecisi su dove procedere.

Un piccolo nastro segnaletico pare indicare un viottolo.

Io con loro salgo verso quella direzione.

Un po' più avanti l'erba alta e la mancanza di segnaletica mi fanno fermare.

"Meglio tornare indietro" dico a loro e aggiungo "discendo fino alla strada. E vado a vedere."

Solo dopo ci accorgiamo che il nastro è posizionato male, e da lontano se ne vede un altro un poco più giù.

C'è la discesa, dopodichè in via di Sofignano, svolto a sinistra per scendere in una redola tra uliveti e campi verdi.

E' una modifica di percorso rispetto all'anno passato.

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Un lungo e serpeggiante segmento stradale mi porta a scalare giù fino la periferia di Vaiano.

Quindi, al 18k, e appena appoggio le scarpe sulla Pista Ciclabile Marco Pantani, mi attende il quarto ristoro.

Un fresco pezzo di panepomodoro, una bevuta, due chiacchere con gli addetti (rischio d'inciampare in una buca), ringrazio e riparto.

La voglia di correre c'è sempre, e la bellissima pista sembra tutta per me.

Non faccio in tempo a pensarlo che sento rumoreggiare alle spalle.

Sembra che stia arrivando un treno, un motorino, un qualcosa di veloce e indefinito.

Il rombo di ruote che girano quasi mi assordisce.

Eccoli: pattinatori!

Con un'allargamento di gambe, e cercando di fermarsi al volo, un ragazzo rotola a terra.

"Me lo rifai che avevo la macchina fotografica spenta?" gli dico ridacchiando.

Mi sorride mentre lo supero quasi a burlone.

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E' proprio piacevole correre tra queste parti.

Cambia il terreno, il tipo di asfalto -da ciclabile diventa strada-, e ormai sono giunto a Isola.

Se ben ricordo, ora incomincia l'ultima, ma folle salita.

Più che altro lunga. Immersa nel verde tra alberi profumati.

Piano, piano, e senza strafare, inizio la scalata.

Vada come vada, non voglio smettere di correre neanche adesso.

Ed infatti le mie gambe rispondono con gusto.

Appena noto l'addetto al bivio (di qua scendeva la 17k) lo scollinamento è raggiunto, anzi la salita continua, più leggera, e adesso tocca a me fare la ritornata.

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Sul falsopiano di via Faltugnano mi affianco ad un ragazzo di Prato.

Ciclista da competizione, podista per scommessa. Sta preparando il suo secondo Passatore.

Parliamo per compagnia, e i chilometri scorrono veloci.

Nonostante il nostro correre lento.

Lui rallenta, mi saluta, e così percorro solo l'ultimo pezzo di salita.

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La strada continua con una piacevole discesa.

Un piccolo pit stop, e scendo in paese.

A Gamberame proseguo dritto ed mi soppraelevo dal Bisenzio, passando sopra un tratto di sentiero.

Alla sinistra posso toccare la vegetazione, e a destra noto la ciclabile, i lavori in corso, l'autostrada, i capannoni.

Cinque minuti dalla civiltà, eppure le mura di una vecchia Fortezza me la fanno sembrano lontana duecento anni.

Entro nel bosco, e la vita di tutti giorni mi appare come un ricordo.

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Le pietre sono dure e scivolose, ma il cuore si riempie di morbidezza con il suono delle cascate e della natura che mi attornia.

Un angolo di paradiso terrestre, col ponte in pietra e la verde acqua del rio sottostante.

Così bello da sembrare disegnato col pennarello di Guttuso.

Ho il mio attimo di pace, poi riprendo il cammino superando il ponte moderno della Pista Ciclabile.

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Scendo così verso la città, e sulla ciclabile dedicata a Coppi, percorro gli ultimi chilometri.

Non tutto è finito, anzi ritrovo i pattinatori, e tutti insieme (podisti e pattinatori) ci aggreghiamo al quinto ristoro.

Una festicciola, tra sorrisi, sguardi, cioccolato, bevute, colombe pasquali, bruschette.

Ce n'è per tutti. E in questa Piana di S. Lucia, sventolano bandiere multisportive, perchè si aggiungono perfino alcuni ciclisti di passaggio.

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Riprendo a correre con un dolore al fianco sinistro (cibo e bevande si stanno facendo sentire) alternando lo sterrato e l'asfalto.

Un nuovo ponticello permette di eliminare un paio di curve, poi davanti a me ho un lungo vialetto alberato.

Sempre costeggiando il Bisenzio.

Ultimo rialzo, altri metri di ciclabile cittadina poi supero Porta Mercatale.

Svolta a sinistra, e termino la mia corsa poco prima del megalopolo (!) ristoro finale.

Peccato (gusti personali vegetariani) non aver usufruito della pasta al sugo e dei fagioli con salsiccia.

Ma vi assicuro che dolciumi, bruschette, arance, yogurt sono bastati per tutti.

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4h10.38 per meravigliosi 31,260k media podofotografica di 8.01 m/km.

Altri dati tecnici: dislivello positivo 1076m slm quota max raggiunta 447m slm. 140 scatti fotografici.

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Faccio ritorno alla macchina, e con il cuore pieno di piacere, da Gift a Maledetto Labirinto, me ne vado verso Altopascio.

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Anche per questa edizione non posso che ringraziare di cuore il Gruppo Croce d'Oro di Prato per tutto l'impegno e la bravura messi in questa corsa.

Qualche volta li incontro durante le altre corse podistiche, e sempre mi ricordo di dire a loro quanto sia bella la Un po' 'n Poggio.

Se la mia salute continuerà a fare il suo passo, e il calendario non mi giocherà brutti scherzi, le mie gambe di sicuro solcheranno per altre volte la loro fantastica avventura.

Loris Neri - Podistica Galleno