25/01/15 Maratonina delle Colline

Cascine di Buti ha accolto i tre trofei con la consueta ottima accoglienza, parcheggi agevoli ed organizzazione di alto livello

Tutto e di più, per una Mitica (e semi abusiva) scalata al Serra by Loris Neri
E' andata bene.....e non solo la corsa by Daniele Fedi

Tutto e di più, per una Mitica (e semi abusiva) scalata al Serra

A volte dobbiamo uscire dalle regole. Sviare le leggi per potersi divertire, e godere, il più possibile.

Senza recare sofferenze e danni altrui.

Così è stato stamani. E grazie ad un gruppo di persone ho passato una gran bella mattinata.

.

La prima sfida dell'anno è ostacolata dalla normativa, ormai nota, verso noi podisti mai sazi di chilometri.

Ci pensa allora il Presidente del Serra a venirci incontro. Creando la Run to the Antenna.

Basta mettere un Parteciperò su Facebook ed il gioco è fatto.

...Quasi.

Perchè per riuscirci ci sono da superare 30k, un dislivello di 1100m, e se stessi.

D'obbligo essere in forma smagliante, altrimenti la propria sfida potrebbe vacillare.

.

Giungo a Cascine di Buti con la speranza che questo gruppeto di intrepidi non sia già partito.

Sono le 8 e 05, vado ad iscrivermi e non vedendo nessuno dei suddetti, mi streccio, aspetto (forse sono in anticipo io?). Quindi parto.

Un suono agghiacciante imperversa su e giù per la Sarzanese. Un'autoambulanza sembra farsi largo tra i podisti. Riuscirà a salvare una vita, e a non rendere triste un'altra mattinata di sport.

.

Poche centinaia di metri e in via Matteotti incomincia l'imperterrita ascesa verso la montagna.

Sono in rincorsa, sperando di trovare quel gruppo di scalatori per proseguire insieme a loro.

Vengo rallentato più volte dai camminatori. Mi soffermo per vedere, e sentire, un defibrillatore entrare in funzione. Sono attimi di panico, e dai bisbigli dei volontari serpeggia un "niente da fare".

Poi la caparbietà e la capacità di alcune persone, riesce a risolvere questa delicata situazione.

.

Mi faccio spazio a fatica lungo la via Costia. Il viottolo immerso tra gli ulivi è in leggera salita.

Trovando Mister Marcia delle Ville mi tolgo un pensiero che assilla me e altre persone.

Mentre parliamo su questo importante argomento, approvando in pieno la sua ottima scelta, corriamo insieme qualche centinaia di metri.

Scendiamo in via S. Agata e nella piccola località collinare trovo la Lisena fotografica e un'Antonia che sfioro sorridendo.

.

Mi calo giù verso Buti, e appena entrato in città mi aspetta una tosta, ma breve salita.

Il mio passo da capretto è ripreso perfino da Robertotvweb.

Discendo le scale seguenti, ed eccomi in piazza Garibaldi.

La folla dei podisti è ferma al primo ristoro.

Scatto un paio di foto, e facendomi largo, vado a bere acqua e a mangiare un savoiardo.

Faccio alla svelta perchè devo continuare nella mia rincorsa al gruppo Run to the Antenna.

In via Panicale incomincia la vera salita.

Pochi passi e ho un sorprendente, dolcissimo ricambio fotografico.

Mi soffermo pure con Flavia. Trovandola un po' sofferente in quel tratto di salita.

.

Esco dall'asfalto, e finalmente mi butto a capofitto nel piacere boschivo.

Una fattoria semiabbandonata mi attira la curiosità dell'aspirante fotografo.

C'è pure una Fiat 126 che pare essersi addormentata sotto un treno in corsa.

Piccole cose per veloci ricordi di podista arrancatore.

La cosa bella è che non ho mai fatto questo tratto, quella brutta, è che più vado avanti, più il sentiero diventa difficile da correre.

Non tanto per la pendenza, ma per le pietre su cui scorre l'acqua e che sono assai scivolose.

Mi pare di aver intravisto Alessio. Uno di quelli che, sono sicuro, punta alle Antenne.

.

Il percorso si allarga, diventa ottimamente corribile, malgrado i soliti rialzi di terreno.

L'aria riprende a farsi sentire fresca, mentre qualche squarcio di panorama si intravede tra gli alberi.

Sono immerso nella natura, non proprio sempreverde come speravo di trovare.

Sfioro altre persone simpatiche e belle. La qualità migliore di ogni domenica passata a correre.

Poi quando finisce il sentiero e intravedo del fumo, inizio a capire dove mi trovo...

.

...Al ristoro del Maiale.

C'è molto movimento e le mascelle dei podisti sembrano farsi sentire.

Noto subito, con una piccola soddisfazione personale, le magliette da Trittico del Serra.

Ciò mi fa capire che ho raggiunto il mio scopo: la rincorsa è finita, e da adesso in poi mi unirò a questo gruppo per tentare la scalata abusiva alle Antenne.

Per noi intrepidi corridori questo sarà, forse, l'ultimo rifornimento.

Per cui un buon rifocillamento non deve mancare.

Evito i cibi animali, ma non posso rinunciare a qualcosa di dolce. E sopratutto a bere.

Passo i minuti aspettando gli altri. C'è chi ha fermato il gps, c'è chi fischietta, c'è chi continua a mangiare, c'è chi si fa selfie in compagnia, c'è chi ha ripreso a correre.

.

Quando il tracciato regolare svolta a destra e discende verso il basso, io mi volto a guardare il gruppo alle mie spalle.

E quasi come un giocatore appena entrato in campo incitato dal suo stesso allenatore, vengo sospinto a proseguire sulla strada a sinistra che porta al Monte Serra.

Allungo il passo, distaccando gli altri, riuscendo a vedere altri podisti col mio stesso gilet blu, e con la mia stessa voglia di salire ancora.

Scatto qualche foto, e piano piano la scalata diventa tosta.

.

Aspetto qualcuno e poi svolto a destra su per il sentiero. Come un anno fa, come se la disposizione del certificato medico non fosse mai esistita, e la Colline Cascinese ci portava sempre a quelle Antenne.

Tra cielo e neve.

"Il podismo porta la pace" mi dice Giacomo indicandomi due podisti stringersi la mano.

Il tempo di fare alcune foto ai miei sorridenti compagni, e riprendiamo la scalata.

Questo è il segmento più duro, e la pendenza è ardua. Poi si apre un po' di spazio cielo per ammirare altezza e aria pura.

.

Ultimo sforzo in un sentiero (chiamamolo così) che pare attraversato dagl'integralisti dell'Isis.

Pare un campo minato esploso sotto i passi dei soldati.

Mentre sopra la nostra testa ormai non c'è più niente.

Tutto resto è ormai al di sotto.

.

Qualcosa sopra invece c'è: sulla nostra testa scendono fiocchi di neve.

Ci fermiamo davanti al cancello RAI, e riuniamo tutto il gruppo.

Non proprio tutto, perchè qualcuno è rimasto assai indietro.

Siamo una trentina di podisti, per alcune foto ricordo di questa bellissima esperienza.

Si riparte scherzando, e c'è chi adesso vorrebbe trovare un ristoro.

A me basterebbe bere.

Mangiucchio un dattero, e incomincio a ciucciare una caramella.

Lasciamo questi 918m slm, la punta massima raggiunta dalla nostra corsa.

Da adesso in poi sarà discesa per molti chilometri.

.

Raggiungo Marco, il mio compagno del Galleno, insieme a lui c'è Elena, le loro gambe sono veloci, e finchè ci riesco tengo il loro passo.

Parliamo di quanto è piacevole correre, e di quanto sia importante farlo nel migliore dei modi. Senza rovinarsi il vivere di tutti i giorni.

Famiglia, corsa e lavoro. Ci può stare.

Mi fermo a fare un pit stop, e loro mi scappano via.

Quando riparto mi accorgo di essermi fermato al momento sbagliato.

Mi trovo ad un bivio. Quasi un'autentica rotonda in mezzo al bosco.

Per cui tra 5/6 sentieri che si intrecciano, ora non so da che parte procedere.

Vado a memoria, mi ricordo il casotto in pietra, e scendo un altro po'.

Incontro assassini d'animali (troppi -ma non è zona di divieto di caccia?-), proseguo.

Da lontano vedo i nastri biancorossi, e quando mi compare il Monti ho capito di avere ripreso tutta la corsa intera.

.

Mi sfila via Alessio, e pure la segnaletica Cioniana. Il mio gps segna 9k in più rispetto a quelli che riportano le frecce.

Le gambe sono un pochino dure, ma tutto sommato va a meraviglia, tenendo conto che è dalla maratona di Firenze che non oltrepasso i 22k.

Faccio un piccolo fuoripista.

Poi con piacere quasi immenso finalmente giunge l'ora di bere.

Troviamo il ristoro, e grazie alla pazienza infinita degli addetti, pure noi possiamo goderci questo punto sosta.

Altro piccolo drappello di reduci dalle Antenne.

In questo momento risplende pure un tiepido sole.

.

Poco alla volta, come un treno quando passa sui binari, ci rimettiamo in movimento.

La discesa viene alternata da alcune salitelle che mi rimettono alla prova.

Dopo tanti chilometri percorsi qualsiasi rialzo è uno sforzo in più da compiere.

Ma procedo bene. E accorgendomi di essere seguito da due belle fanciulle, mi soffermo per fotografarle.

Un altro valore aggiunto a questa domenica.

.

Gli ultimi chilometri sembrano non finire mai. Un po' di sterrato, e ancora stradine immerse tra gli ulivi.

Qualche visuale sulla piana di Bientina, stranamente asciutta, quasi da renderla unica.

Solitamente allagata nel periodo autunno inverno.

Scendendo in via La Ciona c'è la sosta d'obbligo per ritirare il quartino d'olio d'oliva.

Svolta a destra e la mia corsa è finita quando oltrepasso l'Arco (ormai immaginario) ed entro nella corte del Circolo.

29,450k in 3h55.11 splendida corsa con media 7.59 m/km.

.

Incominiciano i momenti delle riflessioni, delle sensazioni appena vissute, e lancio qualche occhiata a riguardare le foto da poco scattate.

Fette biscottate e marmellata, un po' acqua. Altri arrivi Trittici, altre foto da fare.

Torno alla mia macchina, mentre sta tirando un venticello assai fresco.

.

Grazie di tutto, anche stavolta mi sono divertito veramente.

Mi piace!

Loris Neri - Podistica Galleno