18/01/15 Marcia a Calci

Bella giornata, nemmeno fredda, tanti podisti...quasi 2000, per una bella festa paesana alle pendici del Serra.

Poche parole e molti fatti: sempre bella la corsa di Calci by Loris Neri
Calci in festa by Daniele Fedi

Poche parole e molti fatti: sempre bella la corsa di Calci

Primo dilemma 2015 in formato podistico: Calci o Montecatini.

Per due motivi principali scelgo la corsa pisana: Bellezza della corsa e mia mamma.

Così un po' strampalato dal sonno me ne scendo dal letto, mi ingurgito di pastasciutta e frutta, quindi esco attraversando le Cerbaie.

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Parcheggio in via Calzezane, ho un buon margine di spazio per camminare e corricchiare fino all'iscrizione.

Due euri e cinquanta per una buona causa. Un altro motivo per il quale scelgo questa 7a IL Cuore si Scioglie.

E in effetti fin dai primi cento metri, anche il mio cuore potrebbe sciogliersi come un budino sotto il sole.

Questo percorso mi piace (altro motivo di scelta) e in questa città ci vengo sì e no due volte all'anno.

Per cui gambe in spalle, e sgambettare.

Intanto mi sono scordato d'avviare il garmin.

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La Certosa di Calci è sempre una meraviglia.

Stavolta entro dal cancello aperto. Scatto qualche foto, non entro nel museo (come fanno in tanti), ma la signora Rottermaier mi ulula da lontano "di non andare là". (!!)

Quindi mi limito a fare due passi, e me ne ritorno al cancello.

Riprendo la corsa, valico il centro paesano ed incomincio la leggera salita.

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Primo ristoro. Tè caldo e dolcetto. Inizia la vera ascesa.

Fondo pietroso, poi sterrato sconnesso, ma corribile.

Salgo correndo, supero i camminatori, e la digitale mi balzella in saccoccia.

Per le foto avrò tempo. Per adesso corro, cercando di non fermarmi mai.

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5 gradi di temperatura, maniche lunghe leggere, e gilet primaverile.

L'aria è fresca e pulita. Salgo sudando, ma va bene così. (Altro motivo di scelta).

Di conoscenti incontro solo il Biagini. Questo Super Umano, mi racconta della sua caduta di 6 metri (!).

Dopodichè mi allontano, e alla chiesetta di San Bernardo mi fermo a fare due fotine.

Zig zag finale e svirgolo sulla strada asfaltata.

Mi fiondo (...) in discesa.

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Risalgo, per giungere a Tre Colli.

Un'altra di quelle località tipiche dei monti Pisani. Fatte in pietra e con visuali da ricordo indelebile.

Secondo ristoro.

Un ragazzo simpatico mescola il tè nel pentolone con una canna di bambù.

"Ha due usi: da una parte mescola, e dall'altra serve per picchiare".

Riparto, ancora in leggera salita. Poi tocco i 400 metri d'altezza.

Sto percorrendo un sentiero, trovo le due maratonete del Ponte e l'Antonio che pare confabulare con la bionda.

Poco dopo incomincia la discesa.

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Mi soffermo con il De Cristofano (tanto in discesa io non vado gran che), l'Antonio mi supera alla grande, e piano piano riprendo a correre anche io.

Nel frattempo faccio altri incontri fotografici. Quasi da documentario animalista:

dopo le papere, ora ho gli asini da osservare, seguono due gruppetti di cavalli.

Dopo aver superato un selciato in pietra, scendo verso l'asfalto.

Risalgo ancora fino al terzo ristoro. Ormai manca poco, ed è tutta discesa...

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...Invece il percorso cambia, e mi rincompare una risalita.

Una variazione, piacevole, e tentenno un po'. Ma non barcollo. Continuo nella corsa.

In questa bella corsa.

Giro intorno al Sacrario, e sono ormai in via Ruschi. Tutta discesa fino al termine.

2h15.00 per 17,6k con media di 7.42 m/km Dislivello positivo di 695 metri.

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Un veterano della Verru'a mi chiede se mi è piaciuto queso percorso.

Le mie risposte affermative sono il miglior biglietto per la prossima edizione.

Nonostante la concomitanza di Montecatini e di Monteforte d'Alpone, e la mancanza totale della Podistica Galleno come partecipanti a questa corsa (a parte me...).

Una cosa che continua a piacermi sempre più sono i cartelli col chilometraggio impresso.

Pure per stamani è stato così. Quindi bravi.

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Ristoro solo dolce, ma basta per concludere questa bella mattinata di sano correre.

Anzi c'è di più: Daniele Baggiani con cui parlo per qualche minuto.

Torno alla macchina felice e sereno.

Con calma mi cambio, e vado a Navacchio per trovare mia madre, mia sorella e alcuni barboncini bianchi.

Loris Neri - Podistica Galleno