11/01/15 4° PASSEGGIANDO E CORRENDO PER

Bella edizione della marcia a Cerretti, con tantissimi podisti presenti, percorso rinnovato, parcheggio lontano.... Charlie nel cuore

Per i boschi e le strade di Cerretti by Alessandro De Cristofano
A Cerretti tra Cerbaie, Pianore, e piccole grandi gioie by Loris Neri
Grandi cose e piccoli errori....o quasi by Daniele Fedi

A Cerretti tra Cerbaie, Pianore, e piccole grandi gioie

Seconda domenica consecutiva a correre tra i boschi delle Cerbaie.

E nonostante la paura di cadere nei fanghi cerretesi, non mi può mancare la voglia di scorrazzare in quei luoghi.

Stavolta non mi lascio fregare dal desiderio di parcheggiare vicino al luogo di ritrovo.

Decido di sostare lungo la via principale, e appena l'addetto me lo accenna, blocco la macchina ai bordi della strada. Camminare e corricchiare un po' prima d'iscrivermi va più che bene.

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C'è già un sentore di festa paesana. La località è semplice: una chiesa, una piazzetta, un piccolo parco giochi, la scuola, due negozietti, qualche bar, insomma la tipica frazione di campagna e bosco che s'addice a tranquille scampagnate.

Pure nelle viette non è male camminare, e a mio gusto, correre.

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Vengo a sapere che il percorso è stato modificato rispetto ai tre anni passati.

Spero che ci sia tanto sterrato, perchè indosso le scarpe trail.

La mia speranza più grande, per questa corsa, è l'assegnazione una data più estiva.

Parto fin da subito, e mi inoltro tra la folla dei camminatori.

Dopo circa millecinquecento metri svolto nel bosco. Ottimo ma...

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... c'è gente che sta risalendo. (!?)

Sento vociare, sento qualche lamentela. Mi avvicino e vedo la coda (?)

Bloccati da una pozzanghera!

Beh, la prima impressione è quella di cercare uno svincolo. Riempirmi subito le scarpe di fango e acqua proprio non mi va. Intanto una bella fila di persone si destreggia tra le frasche.

Non passo, e non mi muovo neanche di un metro. Sembra di fare la coda alla posta.

Uff!! Risalgo e zampetto nel fango.

Va bene non portarci un paio di pancali, ma una desfogliata a quei rami d'acacia e rovi, non sarebbe stato male.

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Da un sentiero passo all'altro, poi discendo nella vietta, dove incontro Lisena, Mario, e a rotta di collo David.

Scambio di foto trittiche e David mi racconta della voglia di formare un piccolo gruppo disposto a salire fino all'antenne a fine mese, nonostante i tagli annunciati.

Poi mi scappa, e intanto noto l'inversione sul tracciato scorso.

Ed infatti arrivo prima a Tavolaia dove, dopo l'Osservatorio Astronomico, c'è il bel ristoro, tra dolci fatti in casa, e sorrisi ancor più prelibati regalati da belle ragazze.

Mi fermo per chiaccherare con la moglie di Marco, entrambi miei compagni nella Podistica Galleno

Saluto, ringrazio e vado nella Sfagneta che porta fino lo sterrato di via Pianore.

Località carina, dove c'è un monastero del XIII° secolo, una villa storica, e un bel viale sterrato tra due file di cipressi.

Giustamente sconosciuta ai più, come mi accenna Enrico Enock.

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Dopodichè, tra bosco e sterro, mi porto verso i margini della valle del Ponticelli.

Si può notare bene l'acqua che ricopre sempre la zona paludosa.

Nei giorni peggiori arriva fin quasi a le Pianore.

Rientro nell'interno, e se il primo ristoro s'è fatto attendere, a 10k precisi giungo al secondo.

Un buon biscotto al cioccolato, qualche scatto fotografico, e riparto attraversando un pezzetto di bosco.

Segue una Strada Vicinale, e riprendo lo sterrato delle Pianore. Dove trovo le due belle Cip e Ciop.

Dolci, e belle sorridenti, come da quando le ho conosciute qualche domenica fa.

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Oltrepasso la provinciale, e m'inoltro nel bosco selvaggio, dove evito d'inciampare un paio di volte.

Cosa che (chissà perchè) rischio tutti gli anni. Proprio in questo tratto.

Non saranno le stesse radici, o gli stessi rami a farmi gli stessi dispetti?

Come se non volessero che io venga qua.

Risalgo, sfioro la Flavia, e imbocco un'altra vallata che pare sperduta come dei guanti di lana su di una spiaggia marina.

Mi fermo ad immortalare un rudere, poi girandomi noto il solito fantastico gruppetto Spensierato.

Occasione d'oro, e tra una paio di battute (l'agenda non ricevuta...), qualche saluto, le belle bimbe multicolorate, ne approfitto per rubare abbracci e foto da prima pagina.

Ringrazio per queste care piccole grandi emozioni, e riparto sul malmesso sterro della zona, in seguito mi affaccio in via Mariani.

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Affronto con piacere questa salita di quasi mille metri, dove in cima mi fermo al terzo ristoro.

Ormai manca poco, quindi bevo acqua con una zolletta di zucchero.

Pioviscola.

Subito a destra in un altro pezzo di sterrato, poi un'altra salitella, ed un altro tratto boschivo.

Riaffiora l'ennesimo pezzo di storia. O forse solamente uno dei tanti ruderi ormai dimenticati.

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Svirgolando a destra e a sinistra, e risalendo ancora un po', mi riunisco ai tanti che vengono dai percorsi più corti.

Circa duemila Amici, una bella botta di vita per questa cittadina contadina che sto raggiungendo immerso tra gli ulivi.

Gli ultimi passi echeggiano sopra uno dei pochi tratti asfaltati.

Giro a destra e poi a sinistra, sfilando sotto l'Arco Rosso Pisano come se giungessi in piazza S. Croce a Firenze.

Una bella e colorita folla mi attende, nel mezzo di profumi di fettunta e delle torte fatte in casa.

2h01.54 per i 16,870k con la media di 7.13 m/km.

20 minuti in meno rispetto all'anno scorso, ma non credete che sia andato più forte, oggi erano 3,3k in meno.

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Il tempo è relativo, l'importante è che incontro simpaticoni come lo Scarpinatore Alessandro, il Gran Puffo Giacomo, e un super atleta come Stefano.

Tre splendidi dolcissimi sorrisi di giovani fanciulle mi consegnano il mio pacco presenza.

Il loro sguardo al futuro è la vittoria più importante per dimenticare le cose cattive.

Loris Neri - Podistica Galleno