04/01/15 santa croce

2400 persone hanno festeggiato il primo grande evento per le tapascionate toscane:

La Maratonina degli Spensierati si rileva piacevole e socievole, nonostante i rinominati tagli sul percorso più lungo...

Bravi all'Infinito: 21a Maratonina di Carnevale, 20k quasi perfetti by Loris Neri
Un augurio per un 2015 pieno di corse by Marco Cecchella

Bravi all'Infinito: 21a Maratonina di Carnevale, 20k quasi perfetti

La Maratonina di Santa Croce la considero come una sorella.

E come una sorella mi accompagna lungo il suo bellissimo vivere.

Se l'anno scorso era più un sopravvivere, oggi è stata una mattinata splendida, quasi da incorniciare.

Temperatura accettabile, fango quasi nullo, pozzanghere direi inesistenti.

Per chi come me conosce la zona delle Cerbaie, possiamo dire che il terreno era perfetto.

.

Purtroppo la perfezione non esiste, e qualche pecca la trovo pure in questa manifestazione.

Premetto che il Coro di Daniele direbbe "che palle! Anche questa vuoi denigrare?"

Bèh, le cose che non mi sono piaciute, come l'anno scorso, sono quei primi 5k fatti nella zona industriale.

Speravo, visto la necessità di fare un taglio netto di 10k, che i tracciati lunghi ci avrebbero portato subito sul colle di Montefalcone.

Invece ho zigzagato tra i camminatori, al solito troppo affiancati, in una delle più deprimenti zone.

Per di più, e in questo gli Spensierati non c'entrano nulla, stavo correndo bene, ma dopo i primi due chilometri, inizio ad avere una fitta al polpaccio sinistro.

Faccio finta di rallentare, e il dolore sparisce.

.

A parte questo tratto iniziale, dal ristoro in poi, con Tiziana (con cui finalmente ho fatto conoscenza), e Fania (troppo impegnata a dilaniare arance), non ho fatto altro che sgambettare per altri fantastici chilometri.

La maggior parte, come piace a me, sono all'interno delle Cerbaie.

E' dopo la svolta in via Lungovalle, dallo sterrato che porta sulla via Francigena, dove incontro i genitori di Luca, che la corsa incomincia a piacermi sul serio.

La salita e il tratto boschivo che ne segue, li faccio con beatitudine, e non con la sofferenza postinfluenzale dell'anno passato.

.

Segue la svolta indiscutibile verso Poggio Adorno, e secondo ristoro poco prima di Montefalcone.

C'è il (ci)clone Lisena e finalmente la vedo fare qualcosa che va al di là delle foto e delle scampagnate.

Lei sta dilaniando bicchieri di plastica. A giudicare dalla mia foto sembra che voglia aprirli!

Intanto noto Cinzia e Massimiliano, e ne approfitto per allargare il giro di foto da fare.

Ringrazio e saluto, poi scappo via lungo la salita che mi avvicina a Montefalcone.

Supero la piccola e tranquilla località cerbaia, ed entro nelle Riserva Biogenetica che porta lo stesso nome.

Non andrò verso la Chiesetta brasiliana, ma con immenso piacere discendo verso il lago.

.

Intanto ho raggiunto la fantastica coppia Grande Puffo e la bella Cristina.

Che con i loro smanicati estivi, mi fanno venire in mente altri tipi di corse, e non questa Maratonina invernale.

Non ci sono più le stagioni, e loro due sembrano godersela più del dovuto.

Facciamo un pezzetto di bosco insieme, osservando il lago, risalendo e scendendo per i sentieri della Riserva.

Facciamo una piccola sosta quando veniamo raggiunti da qualche persona che loro due conoscono.

Un piccolo scambio fotografico, intervallati dagli scatti repentini e divertenti di Giacomo.

Riprendiamo la corsa, e piano piano m'allontano.

Mi avvicino alle reti dei rapaci, e nonostante sia ancora distante da quelle piume, non posso che fotografare quei bellissimi volatili, che spero possano presto volteggiare felici nei cieli di tutto il mondo.

.

Un tratto di sentiero malmesso, tra erba alta e solchi, mi riporta in superficie. Su quel grigio asfalto che per qualche chilometro non avevo nemmeno sfiorato.

Pochi metri andocra e sono al Parco Robinson. Dove è situato il terzo ristoro.

Cristina e Giacomo si lasciano andare al prosciutto, io ad un paio di chiacchere con il veloce ragazzo degli Amici di Graziano.

Era un po' che non lo incontravo, e sono compiaciuto per le sue 3h00 alla maratona di Pisa.

Saluto la bella Stefania, scatto qualche foto, faccio il timbro elettronico e discendo all'interno del Parco.

Non allagato come in altre comparsate, ma sempre pieno di ricordi che mi riaffiorano nella testa.

Giù fino alla fine, dopodichè risalgo verso il Parco di Villa Guerrini.

Prima il laghetto, poi nella parte dove c'è la piccola cappella, alcuni tavolini e statue in pietra.

Si vede il degrado, sia per il parco, sia per le siepi, che per i particolari.

Quegli angioletti monchi mettono tristezza. Peccato.

.

Risbuco a Poggio Adorno, e discendo giù per il sentiero che porta al Circolo del Tennis.

Incrocio Tommaso, che sta risalendo, e mi ferma dicendosi dispiaciuto e scontento per la mia maratona fiorentina.

"Quella mattina facevo il tifo per te!"

Ci parlo fino al raffreddamento fisico, ogni tanto compare qualcuno nel sentiero, e cerco di fotografarlo.

.

Saluto velocemente Tommaso e scappo via veloce fino alla zona industriale.

Dove fa la sua ricomparsa il dolore al polpaccio.

Non è forte, e proseguo fino all'Arco Rosso.

2h32.49 trascorse, mentre i km percorsi sono 20 e 750 metri. la media tapasciona è di 7.22 m/km.

Molto, molto meglio di un anno fa. Quella era tutta un'altra storia.

.

Ora che mi sono fermato, e non ne capirò mai il perchè, il dolore al polpaccio è diventato intenso. Quasi una noia.

Come se brontolasse del perchè sia terminata (così presto) questa piacevole corsa.

.

Mi sfoglio il libro dedicato a Lisena, mi mangiucchio qualcosa al ristoro, saluto, scambio foto, auguri e sorrisi fino a chiudere questa splendida parentesi santacrocese.

Faccio qualche passo fino alla chiesa (chiusa di domenica mattina. Bah!) e ritorno verso l'auto.

Mi cambio e me ne vado a Cigoli per gustarmi il Presepe.

.

Ancora una volta Bravi Amici Spensierati!

Loris Neri - Podistica Galleno

.

p.s. Bravi 2 - La mia non è una dimenticanza, ma Alessandro ha già descritto quest'argomento:

i cartelli segnalatori con il numero di telefono da usare in caso di necessità.