23/11/14 cascine di buti

Una domenica, anzi domenica 23 del novembre 2014 ...oggi per i distratti.

Caldo, una cosa incredibile, si superano i 15 gradi e siamo a fine novembre.

Coro: forse abbiamo già dato la scorsa settimana a Collesalvetti e ci hanno abbuonato pioggia e freddo.

(Grande salita, bella giornata. Il Serra ci ha aspettato) A Cascine di Buti la storia si ripete by Loris Neri
La primavera di Cascine di Buti by Daniele Fedi

(Grande salita, bella giornata. Il Serra ci ha aspettato) A Cascine di Buti la storia si ripete

Durante la settimana appena trascorsa ho fatto alcune nuove scoperte:

- Anche nel podismo ci sono teste calde e code di paglia.

- Ho ricevuto tanti complimenti per i miei resoconti, ma non vado in brodo di giuggiole e neanche mi gaso. Se a qualcuno non piacciono mi chiedo solo "Perchè continui a leggermi emerita testolina vuota?"

- L'allenamento serale perfetto per una maratona: più di due ore nel letto a poltrire sono più rilassanti (interessanti) di una mezzamaratona.

- Per la domenica a venire (oggi) il Trofeo Lucchese mi porterebbe a Collodi da Pinocchio.

Mentre il Comitato Pisano mi rimanda sopra il Monte Serra per un'altra avventura full mountain.

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Cosa aggiungere? Chi vivrà vedrà, e forse (sottolineato), la prima questione è sistemata, della seconda adoro i complimenti, per la terza non sarà nè la prima nè l'ultima volta.

Della quarta scelgo di andare a Cascine di Buti, perchè mia madre il mese prossimo andrà abitare a Navacchio, e questa sarà un'occasione per trovarla ancora a La Croce.

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Acc... la radiosveglia stamani non canta. La frequenza è sballata e solo la vocina di mia moglie "alzati! Ma non vai via!" (aggiungere suoni cavernosi e lenzuola che si tirano verso la sua parte) mi destano dal letargo novembrino.

Pastasciutta, rinfrescata, e vestizione da podista direttamente in cucina.

Maniche lunghe. Esco di casa, temperatura 13 gradi, risalgo a prendere le maniche corte.

Vado sulla bientinese e arrivo a Cascine di Buti. Località La Ciona.

Corricchio, cammino, m'iscrivo, mi streccio e parto.

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I primi a chiedermi della storia dei cartellini sono Marco e Laura. Ho l'intenzione di fare un test veloce, ma mi soffermo un paio di minuti per semplificare a loro quello che è successo.

Da qua in poi tanta salita, pochi abbassamenti di dislivello, e nessun'altra sosta se non per i piacevoli ristori Cioniani.

Superato Buti, tra vicoletti, salite, scarelle, e la piazzetta, la 10k mi saluta, mentre solo l'unico che svolta a sinistra e sale per la 18k.

Mi ricordavo un bel salire, ma non tutto questo sbattimento.

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5.6k e giungo al primo ristoro. Avrei preferito trovarlo prima, ma ho raggiunto il Biagini e questo è già una bella cosa.

Bevo acqua, mangio un bel pezzo di cioccolato, e una sfogliatina.

Riprendo a salire e lo faccio tra le terrazze degli uliveti.

Ci metto tutto l'impegno necessario, perchè queste salite sono veramente impegnative.

L'importante è non smettere di correre, non siamo in estate, e al momento la cosa mi riesce più che dignitosamente.

Raggiungo il mega gruppo Spensierati. Sbuco sulla Provinciale del Monte Serra.

Finalmente mi godo una discesa.

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Da podista masochista lascio la strada asfaltata volgere a destra.

Io proseguo sul sentiero (che risale) immerso nel bosco.

L'aria è fresca, la maglietta Luccamarathon non è il massimo della traspirazione, ma come mi posso lamentare per questa ennesima avventura novembrina a maniche corte?

Ho le braccia sudate, quasi come a maggio. Più che un autunno caldo sembra un'estate fresca.

Alcuni tratti di salita sono duri e piuttosto lunghi, ma quando sono da queste parti non è che mi possa aspettare salitelle e discesine.

Percorro senza grosse sofferenze questi 4k di sterrato boschivo sfiorando i 400 metri sul livello del mare.

Dopodichè rientro sull'asfalto trovando il secondo ristoro.

Mi passa accanto il ragazzo trovato a San Pierino. Mi dice che vuole correre per 2 ore e mezza.

Farà due giri?

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Riparto lungo questa discesa ben corribile.

Ulivi, fichi d'india, piante fiorite ed ogni tanto qualche panoramica su Buti, le valli sottostanti e i monti dipinti ad hoc.

Tutto come un piccolo sogno ad occhi aperti.

Le scarpe girano bene, le gambe viggiano morbide e leggere.

Il sole domina le nuvole grigie e scontrose. Insomma un'ottima domenica mattina.

Arrivo al terzo ristoro. Sosta veloce, poi mi rimetto in moto per fare questi ultimi chilometri.

Sono a 12.7k, un nuovo record si sta avvicinando.

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Rientro nello sterrato, svoltando leggermente a sinistra (quasi sbagliavo andando drittto), e il terreno si rialza per l'ultima pettatina.

Proseguo fino a trovare il ragazzo di prima che mi dice "dai vieni, gira".

Svolto a 360 gradi e lo seguo " ma non ce la faccio a starti dietro"

"Allora stammi davanti". Semplice dirlo, ma impossibile da realizzare.

Sembra una piccola freccia bianca. Ad ogni modo passo dopo passo sfreccio a modo mio.

Incrocio i podisti, e tutti mi chiedono la stessa cosa " abbiamo sbagliato?"

"No, siamo noi che siamo ritornati indietro".

E lo facciamo fino al ristoro.

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C'è Fania e la bella moretta Spensierata. Mi rifocillo guardandola bere del marsala.

Io riparto all'inseguimento della freccia bianca, rientrando nel tracciato originale.

Ormai lui è sparito, mentre io mi reinserisco tra i podisti che stanno terminando la corsa.

Sbuco in via delle Vigne e scendo verso la Sarzanese.

Poche centinaia di metri, ed il mio passo si è appesantito.

L'Arco Rosso è afflosciato, mi svincolo per superarlo e termino la mia prova in 2h12.26.

Ho percorso 20,230k (quasi 4k in più di prolungamento) con un passo di 6.33 m/km.

Il dislivello totale è di +632 metri con la quota massima di 386m slm.

Insomma una bella prova ad una settimana da Firenze.

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Trovo il Grande Puffo detto Giacomo Giusti e con lui scambio pensieri sulla bellezza (ed i piaceri) delle nostre amate corse. 2 euri e 50 spesi bene ogni domenica.

Gli faccio un piccolo resoconto sulla storia dei cartellini. Tra le altre cose lui è stato un messaggero di pace.

Qualche buona fettunta, e ritoprno alla macchina.

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Sono venuto a Cascine di Buti per correre, e per poi andare a casa di mia mamma.

Così faccio. Nel ritorno verso casa, mi fermo pure alle bancarelle di Bientina.

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Un'altra buona domenica di corsa, e se a qualcuno è venuto a noia questo mio racconto,

non me ne frega un cazzo! (Leggete altro)

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Loris Neri - Podistica Galleno