28/09/14 Da qui a Lassù
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Fantastica mattinata alle prese con un meraviglioso percorso.

Lunga e impegnativa salita, panorami da ammirare.

Persone che regalano simpatia e colore.

C'è pure chi non si accontenta...

A Uliveto non per le Terme, ma per correre...correre...correre... by Loris Neri
Grande marcia, bella giornata.... by Daniele Fedi

A Uliveto non per le Terme, ma per correre...correre...correre...

Mi capita spesso di rileggere i resoconti che scrivo. Prima di ripresentarmi ad una corsa, e dopo averla fatta.

Voglio evitare di essere ripetitivo, ma partecipando più o meno alle stesse corse, il rischio che succeda è alto.

I percorsi sono molto simili, a parte qualche eccezione, le cose ed i luoghi da vedere ormai li conosco a memoria.

Per la corsa di Uliveto potrei fare un copia e incolla con quello che scrissi due anni fa.

E perfino il mio allungo è uguale a quel giorno.

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Sto chiudendo un buon periodo, e la mia seconda parte di ferie è passata serena.

Gli anni passano, e se da giovane potevo andarmene al mare, o a zonzo, adesso me ne sono rimasto a casa.

Soprattutto per imbiancare (sono queste le ferie??), curare i miei gatti randagi, starmene davanti al computer, e più che altro per correre. Come ho fatto anche venerdì: 14k da Cascine di Buti, alla chiesetta di S. Croce in Castellare e ritorno.

Se qualcuno ha visto le mie foto su facebook, capirà cosa vuol dire correre, ammirare e divertirsi.

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14k due giorni fa, oggi ad Uliveto mi aspetta una prova impegnativa.

Il mio inizio per la preparazione della Maratona di Firenze.

Ce la farò?

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Mi sveglio rintronato, mangio un po' di pastasciutta e una pera.

Parto, mentre accendo il cd della dolce (si dice così per non dire gnocca) Ariana Grande. Solito hip hop americano, ma lei ha una gran voce.

Fa compagnia, e quasi riesce a svegliarmi.

M'iscrivo, mi streccio, e le mie Asics sgommano via quando suonano le 8.32.

Prima parte che mi dirige a Caprona, dopo aver passato le vie paesane e la Ciclabile della Vicarese.

Adoro la single-track dello Zambra, e meno quel piccolo tratto in discesa.

Prima sosta con acqua Uliveto, e in via Centofanti inizia la salita verso Montemagno.

Fino al ristoro, e poi verso il paese, per questi che sono i segmenti più duri di tutta la corsa.

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All'interno di Montemagno consolo due ragazze dicendo "la salita è finita, ora è tutta discesa. Fino in cima".

Incomincio il tratto supersterrato e bellissimo.

Mi sembra di trovarmi dentro le Cerbaie, ma salendo.

Mi raggiunge Giulio, mio compagno della corsa ad Isola.

Parliamo, e allungo il passo mentre salgo.

Al secondo ristoro mi raggiunge, per poi intraprendere un altro pezzo di corsa insieme.

Tra una foto e l'altra mi sfugge via. Resto solo, ma ho ancora tanti incontri da fare.

Quello più strano è il solito, ed insolito, guardando il luogo dove mi trovo, incontro con un'auto abbandonata.

Pare la Concordia coricata nel mare. Sembra crollata dal cielo, e arrivata chissà come fin quassù.

La spiegazione di Alessandro è plausibile. "E' qua dal tempo delle cave".

Se passerò tra seicento anni, questo catafascio sarà ancora al proprio posto.

Tra natura, sassi e cielo.

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Via dell'Amore, e Passo del Cinghiale.

Preferisco un selfie con Pierluigi (più brutto), a quello previsto con l'ungulato imbalsamato.

Non ho portato l'euro, mentre in partenza non avevano la cassettina per la beneficenza.

Mi rifarò all'arrivo.

Aperitivo cinghialoso, e subito dopo il ristoro con la bella Cristina.

I crostini al tonno, mi restano sullo stomaco per un bel pezzo.

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Dopo un tratto in risalita, inizia la peggior discesa di tutto il percorso.

Bellissima e panoramica, ma scivolosa, pietrosa, e ripida abbastanza.

Tra una foto e un passettino, scendo più lento di un metalmeccanico quando deve alzarsi per andare a lavorare.

Inoltre dai dodici gradi di stamattina presto, la temperatura si è resa assai calda.

Mi sobbolle la testa, nonostante il cappello.

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Al termine della discesa sassosa trovo una coppia meravigliosa: Eleonora e Aldo.

Lei splendida Pippi dalle Trecce Viola. E' l'unica volta che adoro questo colore.

Uno scambio di foto, mentre la Rocca delle Verruca ci osserva ghignando sotto il sole.

Aldo mi raccomanda di fare attenzione nello scendere "Perchè la strada è sconnessa".

Più che altro, e lo dico anche ad una famiglia che sta camminando, c'è da rimanere all'erta per i molti tondini di ferro che fuoriescono dal cemento.

Andrebbero segnalati uno ad uno, ma più che il gruppo organizzatore di una corsa, lo dovrebbe fare il comune stesso.

Discesa tosta e dopodichè giungo a Noce.

Un coccolino di paese. Dove un pavè moderno lo fa sembrare un centro turistico.

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Grazie ai vigili attraverso la Vicarese senza pensieri, e mi ritrovo nel Parco Termale Uliveto.

Un anno fa c'era la tempesta d'acqua, oggi è illuminato da un sole fantastico.

Piacevole giretto, tra scalette, chiesetta, piccolo anfiteatro, piscina, e viuzze, mentre i sassolini scricchiolano sotto alle mie scarpette bianche da corsa.

Qualche chiacchera all'ultimo ristoro, sorrridendo per l'anno scorso e quella bolgia d'acqua.

Dopo mi manca (si faceva tempo addietro) il passaggio sull'argine dell'Arno.

Sembrava la spennelata finale per una corsa già di per sè simile ad un prezioso dipinto.

Ad ogni modo arrivo sopra un pezzo di ciclabile, e rientro nello Stadio, dopo 3h04.32 e (garmin 2013) 22,820k.

Buono il dislivello totale. In fin dei conti 8k di ascesa portano quasi a tre metri sopra il cielo.

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Mangio veloce un panepomodoro, e due biscotti. Ritiro il pacco gara (bottiglia Uliveto compresa), saluto Alessandro Cassano (piccolo grande compagno nella Pesticciata) e faccio rientro con passo svelto all'automobile.

Il tempo necessario per posare il sacchetto, prelevare un euro, e riavviare il crono cinese.

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Vado fino lo Stadio, dono l'euro per la giusta causa, e vado sulla Ciclabile.

Caprona-Argine dello Zambra-via Buozzi-Centofanti (adesso pare più dura salire)-via della Certosa.

Trovo la Certosa di Calci aperta. Mai mi era successo.

Quel cancello restava sempre chiuso, e adesso che ho fretta (12.30 circa) e neanche ho la digitale, è accessibile!

Niente visita, ma volto le spalle e faccio ritorno su i miei passi.

Anzi, come spesso mi succede, sbaglio la curva e mi ritrovo sul sentiero Trail.

Salgo lento poi mi trovo in via Nicosia (godendomi la discesa) e riprendo l'argine dello Zambra.

Rientro a passi piccoli sulla Pista Ciclabile.

Ora è riscaldata da un sole che brilla, come un'estate che pare inocminciare oggi.

Uno stile di corsa affannato mi porta fin davanti allo Stadio, dopo l'ora esatta di sgambata aggiuntiva e circa 9k percorsi.

Alle 13.15 risalgo mezzo dolorante in macchina.

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Totale stamani 4h04.32 sfiorando i 32k.

Care scarpette da corsa ci rivediamo tra qualche giorno.

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Loris Neri - Podistica Galleno