07/09/14 dall'Arno ai Colli di San Mini

A San Miniato esiste un'Isola senza il mare.

C'è l'Arno, ci sono le colline.

Resta, purtroppo, qualche rimpianto per i percorsi di Beppe Cerone.

Ma alla fine tutti stanchi e ben felici di avere corso anche stamattina...

Che strana Isola c'è a San Miniato by Loris Neri
Non ha il pannolone by Daniele Fedi

Che strana Isola c'è a San Miniato

Finita la sbornia di corse leggere -e pomeridiane- è l'ora di rincominciare a fare sul serio.

Per modo di dire, perchè il mio vero intento podistico è soprattutto di divertirmi e dimenticare i mille problemi della vita quotidiana.

Ritrovarmi a correre per 20k dopo quasi due mesi non è facile. E per di più ritornare a fare quelle salite (e discese) di una certa importanza è ancora più difficile.

La settimana scorsa a Montecarlo mi è andata di lusso, come pure due giorni fa a Porcari, quando salire fino alla Torretta è stato un gioco da ragazzi.

Ma un conto è correre per 7/8k, un altro è salire e scendere per un ventino.

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Mi sveglio riposato (!) e vado ad Isola. Fa caldo, ma non vedo il mare.

Indosso la canotta perchè 17 gradi, nuvole basse, umidità e aria irrespirabile, sono per me peggio che il solleone.

Giungo tardi (senza passaggi a livello...) e come al solito (questione di lato B) non trovo nessuno al tavolo iscrizione.

Avvio il Casio, ma lo stoppo subito, perchè nella foga preferisco fare un poco di streccio.

Riparto e mi sento inseguito da un paio di scarpe da running.

Prima di salire sull'argine, le scarpe e il volto da runner mi superano e vanno dritto.

"E' per di qua" dico al podista in smanicato grigio.

E così Giulio da Barbaracina si unisce alla mia corsa.

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Proseguiamo parlando e arraccando leggermente nella prima salita.

Lui mi chiede se conosco il percorso. Dico "abbastanza", ma vedo subito i nuovi cambiamenti.

Noto anche che non ci saranno i Percorsi Cinghiale tanto cari a Cerone.

Tratti difficili da correre, ma ardui e bellissimi nello stesso tempo.

Per adesso, salite a parte, tutto procede senza patemi e grossi sforzi.

Non c'è mota, e non ci sono pozzanghere. Infastidisce solo la cappa d'umidità.

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Primo ristoro dove bevo e mi bagno, per quel che posso, con un bicchiere d'acqua.

Ci vorrebbe una sistola, per l'afa che sento. Eppure ci saranno meno di 20 gradi.

Nel proseguimento dei chilometri, parliamo di gps (e della mia sfiga nel possederli), di scarpe, e di corse.

Il passaparola dei podisti è fondamentale. Conoscere e far sapere di situazioni, di luoghi, di gare, d'abbigliamento e dell'alimentazione è un grosso aiuto per un novello, ma anche per uno che ha già macinato migliaia di chilometri e vuole trovare, o provare, qualcosa di nuovo.

Ognuno ha i suoi rituali, le sue abitudini, ma spesso ogni podista è uguale all'altro.

L'asfalto che scrorre sotto le scarpe è duro per tutti, come lo sono i minuti che passano e i saliscendi sanminiatesi.

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Superiamo il Grandissimo Biagini, sta camminando a passo svelto.

Svoltiamo a destra verso uno sterrato in discesa. Incito Giorgio, che nonostante l'età, scende sempre a rotta di collo, e così me lo ritrovo appena dietro.

Il sentiero risale, e notiamo il gruppetto Spensierato.

Io e Giulio oltrepassimo pure loro. Io mi soffermo con Fania, e Giulio s'allontana.

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Pochi minuti dopo, risalgo dirigendomi verso San Miniato.

Saluto il buon Gianfranco, e dopodichè giù in via Fontevivo.

Segue un piccolo pezzo della ciclabile lungo la Toscoromagnola.

Sorrido (ripensando a quelle ferie ormai lontane, quando esultavo per le falcate del vittorioso Daniele Meucci), mentre fotografo l'Impianto d'Atletica dove il medagliato pisano è cresciuto.

Grande sforzo sulla statale da parte dei volontari del gruppo di Isola per farmi attraversare senza spargimenti di sangue, e così mi ritrovo in via Erti.

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Ad un certo punto vedo una croce gialla in terra. C'è pure la freccia per i 6k. Io proseguo dritto.

Boh. Su tutto il tracciato ho visto la segnaletica un po' magra, ora è sparita del tutto.

Non mi resta che proseguire seguendo la linea verde della 21k di San Miniato.

In fin dei conti quella l'ho corsa tre volte, ed è sempre passata ad Isola. Quindi per non confondermi su questi viali che sembrano portare all'infinito, userò questo riferimento per concludere la corsa.

Inoltre, più in là del Bacino di Roffia non andrò, e dal lato opposto potrò rifinire al massimo sulla Toscoromagnola.

Cosa che accade, e quindi svolto a destra imboccando l'ultimo viale che mi porta fino piazza Turati.

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Stoppo il Casio con la sua 1h58.29 e senza traccia gps, gli appoggi per sapere i chilometri percorsi sono:

- la mia memoria (capirai...)

- le foto (con l'orario di scatto)

- google maps

quindi deduco di aver fatto 19k.

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Appena oltrepasso l'Arco Rosso Pisano vengo travolto dalla simpatia della Spettacolosa Lisena.

Si unisce a noi Morellino 30°, per un gruppetto di scatti fotografici da far invidia.

Con del semplice (e sempre piacevole da mandar giù) panepomodoro chiudo un'altra bella corsetta.

Torno al campo sportivo per cambiarmi, e poi dirigermi verso il piccolo cimitero di Isola, e dopo una piccola passeggiata al Bacino di Roffia, vado nel cimitero (purtroppo più grande) di Fucecchio.

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Così, tra i ricordi per persone che non ci sono più, finisco un'altra domenica mattina.

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Il tempo passa inesorabile

I chilometri e le scarpe fuggono via, come le foglie che viaggiano nel cielo

Il sole lascia lo spazio alla luna

Un altro giorno che passa

Un'altra cara persona ci ha salutato

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Loris Neri -Podistica Galleno-

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p.s. Domenica 14 Tutti, e dico proprio Tutti a Galleno!!!