27/07/14 Strachiesina
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La Strachiesina? una corsa micidiale

Il titolo ricalca in pieno quello dell' anno scorso, ma anche se l'orario della partenza è stato anticipato di una mezz'ora, poco è cambiato neanche gli scrosci dei giorni scorsi hanno mitigato il caldo di questo pazzo Luglio.

Strachiesina e Laghi Crocialoni: il bene e il male di una lunga mattinata by Loris Neri
7^ Strachiesina by Claudio landucci

Le Foto by Claudio landucci

Strachiesina e Laghi Crocialoni: il bene e il male di una lunga mattinata

Cosa c'entrano i Laghi Crocialoni con la corsa di Chiesina Uzzanese?

Lo spiegherò tra qualche riga, ma è stato solo un caso, e lo posso benissimo legare con il Concorde.

Ok, non vi voglio mandare fuori di testa, è bastato il sole di stamani per farlo, e ancora adesso, io, ne tengo le conseguenze.

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Due passi indietro e qualcuno avanti, per questa semicompetitiva, che ogni anno diventa sempre più lunga.

Spostando luogo di partenza (nella prima edizione era direttamente sull'argine) e adesso perfino la linea d'arrivo.

Tra una decina di anni si correrà tutta la Pescia, in una ultratrail sotto il solleone.

Non me ne vogliano a male (capita...) il Massa e Cozzile, gruppo fantastico e ben organizzato a cui devo il piacere di aver corso alcune delle loro bellissime gare.

- Due passi indietro: l'aumento di due euri per l'iscrizione, ma è tutta beneficenza;

l'altro è l'anticipo sull'orario di partenza;

e se vuoi si può aggiungere il mancato guado del torrente. Farlo pareva di scendere in un fiume di montagna. Nonostante il rigagnolo d'acqua che a luglio (non questo) si trovava.

Era il sentore dei sassi di fiume, o di quella passatoia in legno che scricchiolava sotto i nostri passi, o forse la vicinanza con l'acqua. Stamani pensavo "metteranno i gommoni per farcela superare".

Invece, furbizia del M&C, mi è toccato subire uno scollinamento sull'asfalto caldo del ponte.

Piccole cose, ma qualcosa di malvagio lo devo pur scrivere.

- Qualcuno avanti: pare sempre più iscritti. Qualcuno arriva da Lucca per la prima volta.

E sono sempre più i podisti premiati, ma per poter arrivare a me devono inventare il premio ad Honorem, magari per aver partecipato a 6 delle 7 edizioni fatte (e fatto tutti i resoconti).

In questa ho perfino resistito dopo i 9,3k di ieri pomeriggio.

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Parcheggio davanti al Morto che non suona più: quel maestoso Concorde che riempiva i miei sabati sera e le domeniche pomeriggio. La pista più grande d'Europa, e le ragazze più belle del mondo.

Vederlo così sono lacrime aperte.

Vado ad iscrivermi, saluto Fabio e col 241 torno alla macchina.

Mi streccio nel Parco Pertini, con quegli attrezzi ginnici liberi a tutti. Corricchio.

Torno alla macchina, perchè ho tutto il tempo che voglio, visto il posticipo di dieci minuti per la partenza.

Sbevacchio un caffè fresco e mi preparo in piazza del comune. Scambio due battute con Antonello.

Ho caldo, sono già sudato.

Noto alcune bottigliette aperte, e me ne verso una addosso. Ho pure un emulatore.

Mi faccio punzonare e con la calma dei tapascioni attendo lo sparo.

Passa molto tempo e pochi sono i metri percorsi, sembra di essere ad una maratona prima di oltrepassare l'Arco, con la differenza del real time.

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Salgo sull'argine, passano i chilometri, l'umidità ed il caldo non mi danno tregua.

Corro appena dietro a Daniela Di Cesare e alla sua amica bionda.

E' tutto un bel vedere, ma se sto dietro a loro, e perfino le supero, vuol dire che vado forte.

Mi manca tanto la sistola dell'acqua. Questo anno non c'è, spero che non sia altrettanto più avanti.

Resto curioso per il guado sulla Pescia.

Con grande stupore, scendo, passo sotto il ponte, e risalgo verso l'asfalto. Bevo e mi bagno.

Scendo dal ponte, e ritorno sul terreno dell'argine.

Daniela e amica mi hanno superato.

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Ora è tutto un susseguirsi di sensazioni strane.

L'afa, l'umidità, e un leggero senso di gambe pesanti, riprendono a farsi sentire forti e intense.

La media è salita dai 4.53 dei primi chilometri, ai 5.10. Sono partito più lento degli anni passati, ma ho rallentato più del previsto.

Arrivano le due sventagliate di sistola refrigerante. Con la seconda quasi affogo, e la canotta si è appesantita di quasi due chili.

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Secondo e terzo rifornimento idrico, ultimi due chilometri. L'argine ancora bolle.

Sotto al ponte un podista del Lucca Marathon quasi mi fa sgambetto.

Intravedo Chiesina Uzzanese, e poi discendo da quell'argine infuocato.

Al mio fianco un podista, lo supero, mi supera, lo risupero.

Accorcio l'ultima curva a sinistra correndo sopra il marciapiede.

Poi vedo un arrivo che sembrava non comparire mai.

Così 12k sono diventati 12,5, forse 13 definitivi.

Conclusione erano 13,5 che in realtà sono 13,81k e li ho percorsi in 1h11.21 media 5.10 m/km.

Notando la classifica ho visto che ancora una volta gente conosciuta mi ha stracciato.

Io rimango troppo tapascione per questo tipo di corse.

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Vado alla macchina per prendere la digitale. Riempio il rullino con scatti qua e là.

Aspetto le premiazioni fotografando tutte le donne, e pochi uomini.

Intanto ho piluccato al ristoro, sempre dignitoso e ben fatto,della panzanella, dell'insalata di riso, e due ghiaccioli che mi rimettono al mondo. Prelevo pure una barretta.

Alle 11 circa, sgommo via, quando la temperatura è salita a 28°.

Me ne vado verso il Padule di Fucecchio, per accudire una gatta, e a fare qualche foto.

Sulla via di ritorno per casa, una manifestazione, credo con trattori d'epoca o simili, mi costringe deviare e lo faccio dirigendomi verso Massarella.

Il cartello "Laghi Crocialoni" mi fa fermare l'auto per andare a vedere come è cambiato quel luogo tanto caro a chi è cresciuto a Fucecchio.

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Ora riprendo il discorso iniziale di questo resoconto podistico

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Per chi è vissuto a Fucecchio e ha superato gli anta, esistevano due piccoli Paradisi terreni:

Il Parco Robinson -che molti dei podisti già conoscono- e i Laghi Crocialoni.

Legati l'uno con l'altro da quel patrimonio boschivo che si chiamno Cerbaie, erano per noi fucecchiesi zona di pic-nic (si doveva fare la fila per i tavolini!), di baci, di coccole, di relax e natura.

Ai Crocialoni c'erano: un bar ristorante, una pista da ballo/pattinaggio, tavolini in cemento, panchine, un porticciolo, barche, pesca sportiva, piccoli gazebo, sentieri per camminare.

Mille domeniche assolate venivano vissute in quella tranquillità.

Al massimo si udivano le radio sintonizzate su Tutto il Calcio Minuto per Minuto.

Ecco, stamani, a distanza dall'ultima volta che ci ho messo piede -forse con mia moglie una quindicina d'anni fa- trovare i Crocialoni ridotti in quello stato d'abbandono, mi ha spaccato il cuore.

Eppure il lago è sempre bellissimo, i sentieri ci sono, e percorribili anche correndo (ci tornerò per farlo), la zona è meravigliosa e a due passi dal Padule di Fucecchio.

Quindi i Laghi Crocialoni come il Concorde, legati da un passato glorioso, adesso versano in condizioni degradate.

Vorrei tanto che entrambi vivessero una seconda vita.

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Fatto ciò me ne ritorno a casa.

Tra un cuore felice per la corsa, e uno spezzato per quello che ho visto dopo.

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Loris Neri x Podistica Galleno