04/05/14 Un pò 'n Poggio
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Fantastica galoppata di 31k che partono da Prato e corrono tra i sentieri, i boschi e le località nei Monti della Calvana.

Faticosi, spettacolari e pancia mia fatti capanna...

Da Staffoli ai Monti della Calvana. Quattro corse in dieci giorni. by Loris Neri

Da Staffoli ai Monti della Calvana. Quattro corse in dieci giorni.

La salute mi ha permesso di mantenere la promessa:

sono tornato alla Un pò 'n Poggio.

Già, se regge il fisico si possono fare tante cose. E stamani mi sono fatto altri 30k.

Talmente belli che sembrano usciti dal cappello di un mago.

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Mi alzo e sono tranquillo, mangio la mia pastasciutta, una mela, e parto dirigendomi verso l'autostrada.

La voce di Miley Cyrus mi stimola, la strada trascorre veloce, e giungo a Prato dove parcheggio vicino al Bisenzio.

Vado ad iscrivermi. Non prenderò il fiasco del vino -l'anno scorso non mi era piaciuto- e con 1 euro e 50 mi posso spillare il cartellino sopra al petto.

Sono le 8.49 quando oltrepasso Porta Mercatale.

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Osservando il garmin mi accorgo subito che sto facendo una variazione dal tracciato 2013.

Tramite mail mi avevano accennato un leggero cambiamento, dovuto ad un signore che avrebbe impedito il passaggio sopra il proprio terreno.

Non credo sia questo il motivo del perchè non sto andando verso la salita dei Cappuccini, ma in un viottolo e poi in una stradina sterrata.

La salita dei Cappuccini me la sono sognata per mesi. Lunga, tosta, e sopratutto subito!

Peccato. Mi sarebbe (e mi avrebbe messo alla prova) piaciuto rifarla.

Ad ogni modo le salite non mancheranno, inoltre questo stradina è pure piacevole.

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Mi ritrovo al di sotto della chiesa di Filettole, pochi passi ancora e c'è il primo disarmante ristoro.

Già noto la zuppa di pane! E non ho fatto neanche 3k! Mi accontento di un buon biscotto e dell'acqua.

Inizio già a bagnarmi il cappello.

Proseguo sopra un tracciato pedocollinare. Alla mia sinistra ulivi, a destra la Calvana.

Guardo e ammiro i muretti in pietra, le marginette, i tabernacoli.

Mi addentro nel bosco e nell'antica Strada Romana di Valibona.

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La pioggia dei giorni passati ha reso complicato questo passaggio.

Le pietre sono scivolose, e salire diventa più difficile.

Saltello da un sasso all'altro, evito la fanghiglia, ma ogni tanto il piede mi va via.

Ci vorrebbero le scarpe trail, ma ho scelto le ammortizzate perchè ci sarà molto asfalto (e la Pista Ciclabile) da fare.

Vado sù piano, e sono ancor più lento quando mi ritrovo a scendere.

Sento il rumore dell'acqua, sono nei pressi del rio Buti. Chissà come sarà il guado.

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Quando le cose vengono organizzate bene, e pensate meglio, si possono superare perfino alcuni punti difficili.

E' bastata una bella corda, e due volonterosi, che ognuno di noi guada il rio senza bagnarsi le scarpe.

Proseguo senza lunghe sosta, a parte qualche scatto fotografico, e arrivo al secondo ristoro.

Chi non era soddisfatto del primo, al secondo può incominciare a riempirsi la pancia.

Sta tirando un vento niente male, e si vedono piatti, tovaglioli, e bicchieri svolazzare nell'aria.

Un paio di addetti si danno da fare per rincorrere le vettovaglie, e sembra di assistere a scenette comiche.

Cade qualche spruzzata d'acqua, lo smanicato adidas pare sufficiente, ma non erano male neanche le maniche lunghe.

Biscotto ripieno al cioccolato ed acqua, evito zuppa, e dolci vari.

Ho molti chilometri da fare, la mia pastasciutta di prima mattina è sempre lì, pronta per essere smaltita.

Mi sento come un cammello che ha riempito la gobba prima del deserto.

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Dopo alcuni metri sono costretto a fermarmi per togliere il cartellino dal petto. Il vento me lo sbatte da tutte le parti, ed anche se non ho il premio da ritirare, non mi va di perderlo.

Al momento lo metto in tasca, poi andrà a fare parte dei miei ricordi podistici.

Col passo supertapascionistico oltrepasso i 9k, e svoltando a destra incomincia la vera sfida.

Una salita su Strada Bianca, che porterà al culmine d'altura (454m slm), nello spazio di un chilometrino.

Non è di grande pendenza, e si corre bene su questo fondo, ma ho il vento contrario, pioviscola, il cappello mi scappa via, e fa quasi freddo.

Ed io che mi preoccupavo per il caldo: ma che maggio è mai questo?

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Aumenta il vento, i buoi che ho trovato sul sentiero l'anno scorso, adesso sono accovacciati nell'erba.

Finisco la salita e dentro al bosco discendo rapido.

Trovo la dolce signora dalle lunghe trecce, non è in grande forma, e vedendola tutte le domeniche, non posso che salutarla con simpatia.

Giungo al terzo ristoro situato in località Fabio.

Per me dolcetto e acqua con menta. Parlo con un addetto e mi dice che 15 kg di trippa sono volati via come le foglie al vento. A pensare che quà passano solo chi fa 23k o 31k!!

Pure il gelato (!) va a ruba. Manco fosse un'estate al mare!

Senza dubbio svolto per i 31k e oltrepasso il paesino.

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La treggiaia mi rende indeciso su dove è meglio passare. La scarpa si riempie d'acqua, nonostante tenti un saltello.

Altra chiesetta, altro paesino in pietra. Sono quasi a metà viaggio.

Discesa, e risalita su pietraia, mentre un'altra discesa mi permette di passare dentro un'azienda agricola.

Scendo verso la città, e la Pista Ciclabile.

Un paio di chilometri ed arrivo al quarto ristoro.

Un'infinità di dolciumi, bevande, e bruschette varie. Il tutto per preparare la dura salita del 18°k.

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Una stilettata alle gambe, dove serve un'ottima forma per salire senza sofferenze.

Sembra che le mie gambe rispondino a dovere. Salgo su a meraviglia (!!), ma non assomiglio lontanamente a Calcaterra durante il Passatore.

Comunque vinco su questa salita-fucilata e nel viale della ritornata incontro l'Uomo Monumento del podismo italico.

Un ottimo Gianfranco Toschi, con cui scambio qualche parere.

Scendo verso la località Gamberame, ed un bellissimo tratto boschivo mi aspetta.

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Mi soffermo a fotografare il rio, con il ponte in pietra. e le sue rocce verdi come l'acqua che scorre.

Pochi minuti ancora e rivado sulla Ciclabile.

Quinto ristoro ed essendo sul tratto finale mi lascio andare a qualche boccone in più.

La stanchezza si fa sentire, i 26 e 27k che sfuggono via lenti, ma ho ancora il piacere e la gioia di correre.

Perfino quando risalgo.

Qualche scarella per scendere alla Fonte Miracolosa ed uno sguardo dentro una villa.

Ancora Pista Ciclabile e il ciottolato del Bisenzio.

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Mi sono ormai avvicinato a Prato. Sento il caldo sulla pelle, e la stanchezza dentro le ossa.

Chiudo questa 17a Un pò 'n poggio dopo 3h57.50 (migliorandomi di 4 minuti rispetto al 2013) e 29,790k con media corsa di 7.59 m/km. 454 m slm con dislivello positivo di 1032 metri!

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Ristoro megalitico dove fagioli, pasta e fagioli, mezzo piatto di cioccolato con riso soffiato, uovo sodo, yogurt, prendono posto nel mio stomaco.

In fin dei conti devo ricaricare i 3 kg persi con questa corsa.

Una passeggiata finale mi porta verso la macchina.

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Ringrazio il Gruppo Croce d'Oro di Prato per l'immensa disponibilità, e la meraviglia di questa corsa.

(Salute permettendo) ritornerò l'anno prossimo.

Grazie ancora.

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Con la dovuta calma di un dopo corsa ritorno verso Altopascio senza passare per l'autostrada.

Dopodichè qualcosa si è inceppato:

Il mio fisico ha pagato dazio, e sono crollato col mal di schiena.

In fin dei conti con 10 giorni e 4 corse disponibili ho percorso 99k. Non male, e felice di averli fatti. Però...

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Loris Neri - Podistica Galleno