01/05/14 Maratonina Bientinese
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Se a Marlia i colori erano le casacche delle migliaia di podisti, oggi in quel di Bientina solo Flora, (tanta) Fauna, (meno) Serana (una sola la Caterina), giusto per citare le tre fatine della favola della Bella Addormentata.

A Bientina quasi caldo, quasi stanco by Loris Neri
Maratonina Bientinese by Fabio Niccoli
GRANDE SUCCESSO DI PARTECIPANTI- BRAVI by Daniele Fedi
32^ maratonina bientinese by Claudio landucci

Le Foto by Claudio landucci

A Bientina quasi caldo, quasi stanco

E' giorno di festa, ciò vuol dire che un podista si alza presto lo stesso, si mette le scarpette ai piedi e va a correre.

C'è la Maratonina di Bientina, e come spesso è già successo, mi metterà alla prova.

Infatti devo capire a quale punto sia il mio stato di forma.

Ieri ho passato una giornata dura sul lavoro. La schiena, le braccia e le gambe mi dolgono più del solito.

Devo inoltre smaltire i 28k di Marlia, e chissà se possono bastare tre giorni per tornare a correre.

Ci provo, sperando che sui viali assolati di Bientina non soffrirò più del dovuto.

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I podisti rimasti sono quelli che sostano davanti al ristoro finale, altri li avevo visti sulla provinciale quando erano le 8.10 e stavo viaggiando in macchina.

Tenendo conto che avranno già percorso 9k, mi chiedo a che ora hanno avviato le gambucce.

Sono pronti a partire Claudio e Caterina. "Tanto vi raggiungo", dico a loro mentre sorrido.

Io mi streccio, quindi cammino davanti all'Arco Rosso, mentre aspetto il garmin acchiappare il suo saltellite, poi, finalmente, sgommo via.

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Alla prima vera deviazione, l'addetto mi manda in confusione. Per non creare casino percorro la pista ciclabile.

Alla fine svolto a sinistra, e mi ritrovo invaso dai podisti che stanno correndo nel senso inverso.

Come le frecce che sto notando.

Lascio perdere, e dopo un retrofront, decido di giungere all'inizio di via lungo poggio superiore.

C'è il fresco degli alberi, incomincia lo sterrato, trovo il primo ristoro.

Prima di idratarmi vado a fotografare lo stagno.

La molta vegetazione cresciuta m'impedisce di vedere qualcosa in più, così ritorno sui miei passi e proseguo dritto per i 21k.

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Volevo mettermi la canotta del Galleno, ma un'aria frizzantina mi ha reso la scelta complicata.

Mi vesto kalenjiato, con uno smanicato da ciclista, che pare rosicchiato dai topi.

In fin dei conti, se spunta il sole durante il rientro, ci sarà da bollire.

Inoltre preferisco rimanere freddo, piuttosto che cuocere dentro una maglietta, o peggio ad un giubbino.

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Un cambiamento di percorso mi lascia proseguire verso la fine della strada vicinale.

Quindi m'immetto sulla provinciale, ma subito dopo rientro nel bosco.

Un leggero su e giù boschivo, per poi trovare il secondo ristoro.

Mi soffermo a parlare con una podista, e con quelli di servizio.

Riparto scendendeo verso il lago.

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Inizio a scattare foto.

Le tartarughe, dovrebbero essere quelle che vengono vinte (!!) alla fiera e poi saranno abbandonate in qualsiasi ristagno d'acqua -o nel cesso (!!)-, creando problematiche biologiche, stanno sguazzando lontane dai miei occhi.

Continuo a correre vicino ai bordi del lago. Ogni tanto mi fermo, osservo e scatto.

Questo giro lago mi piace, e qualche volta ci vengo da solo per gustarmi un allenamento trail, restando sempre all'ombra.

Acqua, bosco, e sentiero. Un trittico che fa sembrare questa corsa una favola da raccontare ai nipotini.

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Vicino l'ingresso del Parco della Sughera c'è il terzo ristoro, poi una leggera variante per scendere verso un altro tratto di sterrato.

Alla cui fine c'è il quarto ristoro.

Bevo, ed è già tempo caloroso, quindi mi bagno la capoccia e le braccia.

Incomincia la salita dello Zarellone che mi porterà a Santa Colomba.

Scendo ancora, e vado sopra una redola di campo per giungere al ristoro precedente.

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Sono intasato da ragazzini, ragazzine e famiglie di ciclisti.

"Cos'è la partenza del giro d'Italia?" Dico scherzando.

"No, è la Biciclettata dell'Oratorio". Ganzo.

Ne arrivano altri. Rimango circondato da piccoli Pantani.

Fosse per il mio cuore sportivo, neanche ripartirei.

E' tutto così bello, e guardare questa folla di gioiosi studenti, non può che regalarmi piacere.

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Sono sul viale del ritorno, quello che temevo si sta verificando.

La temperatura si è alzata, e perciò sento caldo.

Manca un chilometrino, barcollo, ma non mi spezzo, fino a giungere in piazza Vittorio Emanuele II dopo aver trascorso 22,700k in 2h27.22 con la media di 6.30 m/km.

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Ottima la cioccolata, e simpatiche le chiacchere con Tommaso.

E' presto, con calma ritorno alla macchina, mi cambio e vado a trovare mia madre.

E finalmente mi riprendo, dopo quasi un mese, la mia macchina!

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Loris Neri - Podistica Galleno