27/04/14 Marcia delle Ville
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Manifestazione dai grandi numeri, tripudio di gioventù, di famiglie, di passeggini, di cani, di ville e di ristori.

C'era perfino la pioggia. Alla Marcia delle Ville, quella non manca mai...

La Grande Marcia delle Ville: una manifestazione da Oscar by Loris Neri
Video demenziale della corsa by Marco Cecchella
Grande corsa, grande festa by Daniele Fedi

Le Foto by Aldo Passetti

La Grande Marcia delle Ville: una manifestazione da Oscar

Davanti alla Marcia delle Ville bisogna mettersi in ginocchio e fare tanto di cappello.

Per chi corre in Toscana è l'esempio più bello, e vivo, di quanto sia fantastico farlo in compagnia.

E non con la tipica piacevole tapascionata domenicale, ma con qualcosa di veramente speciale. Quasi unico, perchè solo due volte l'anno mi ritrovo a correre nel bel mezzo di una marea di ragazzini, di una miriade di gambe sconosciute, e putroppo di una grande distesa d'ombrelli colorati.

Perchè non c'è MDV senza pioggia.

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Girottolo nel piazzale antistante il mercato, ma del tavolino Podistica Galleno non c'è neanche la tovaglia. Al ritiro pettorali mi dicono che le liste sono già inserite nel computer. Una novità che trovo semplice da attuare, e risolutiva per molti problemi organizzativi.

In quanto al pettorale, la mia idea è quello di averlo fisso già ad inizio anno.

Valido per qualsiasi corsa dei tre trofei.

Ad ogni modo resto fuori dalla lista, pago, mi spillo il 10692, mi streccio (rischiando di far cadere un cartello stradale!) e quando sto per partire vengo stoppato da un collega di lavoro. Avvio così il garmin alle 8.41.

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Fino alla deviazione dei 16k, il percorso è intasato dai camminatori.

Sembra, forse è una mia impressione, che non ci sia la folla di qualche anno fa.

Riesco a correre fin da subito, e mai mi era successo di poterlo fare dai primi metri.

Neanche chiedo permesso, e nemmeno spingo. Ogni tanto saltello su qualche rialzo del terreno, ma, zigzagare tra la gente è un obbligo forzato.

Pare di essere Tevez nel mezzo di un'area di rigore.

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Primo ristoro, dove prendo acqua, una bananina zuccherata, e due albicocche secche. Autentiche bombe di potassio, l'amico dei muscoli affaticati.

Poi vado verso la zona dello Scacco, fermandomi alla fontanella per bagnarmi la faccia e le braccia.

Entro nella villa del Vescovo.

Mi trovo in una località a me cara, dove ancora oggi percepisco dolci ricordi d'amore e di serate infuocate.

Proseguo dirigendomi verso Camigliano per entrare in due ville tra le più belle di tutta la MDV.

Entro in villa Mansi.

Spettacolo nello spettacolo, tra giochi d'acqua e statue imperiose.

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Continuo sopra uno spezzone d'asfalto che non mi esalta per niente.

Piove, e per me significa, senza ombra di dubbio, che sto correndo la Marcia delle Ville, e quando arrivo a villa Lazzareschi, per bagnarmi non ho neanche bisogno di usare la piscina.

Trovo il ristoro e riparto tranquillo e sereno. La canotta del Galleno mi sta più che bene, nonostante la temperatura sia scesa di qualche grado.

Siamo a fine aprile, ma sembra di vivere in autunno.

Tutto sommato non è male, non sono idrosolubile, e preferisco il fresco bagnato al caldo umido e irrespirabile.

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Giungo a villa Torrigiani, con il suo splendido parco, ed i fialari di fiori rossi.

Poi mi faccio scattare la classica foto di me appostato davanti alla villa, e che da anni è come se fosse un punto d'arrivo.

Appena esco dal retro della villa, incomincia il tratto più duro ed impervio di tutta questa marcia.

Non trovo il fango dell'anno scorso, o le scivolate sopra l'erba bagnata, ma le buche, e il terreno di questi uliveti non è quello più piacevole dove correre.

E questa salita che sembra non terminare mai, è l'altra aggravante di un percorso si bello, ma duro e tosto.

Con piacere incontro Cinzia, dai biondi capelli arruffati, mentre non avevo notato Massimiliano, che però saluto mentre mi allontano da loro.

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Il mio corpo risente i 18k di Staffoli di due giorni prima.

Inizio ad accusare la salita. Non demordo, e continuo nella mia corsetta.

Non c'è più la brillantezza di qualche chilometro fa, ma tutto sommato me la sto cavando discretamente.

C'è uno spazio tempo di tregua dalla pioggia, e rifiato nella discesa verso Camigliano.

L'acqua rincomincia, come un vaporizzatore che spruzza, a scendere morbida e leggera, mentre osservo ragazzini scorrazzare su per le salite che portano verso la località A Colli.

I 300 metri (misurazione garfagnina?) che ci dividono dal ristoro sembrano il triplo.

Prima la fontanella, poi l'agognato rifornimento.

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Tratto piacevole tra il bosco. Il terreno scivoloso invita alla prudenza.

Scendo e risalgo lento verso Matraia, la folla podistica aumenta, come la pioggia che adesso scende copiosa.

Si (ri)aprono gli ombrelli, la gente indossa i k-way, qualcuno sembra portarsi sopra le spalle la tenda di casa (!)

Zig zago a fatica, e ogni passo fatto per evitare i camminatori ombrellati, fanno aumentare i miei sforzi.

Neanche se corressi su un'autostrada troverei più spazio.

Nessuno che cammina riesce a togliersi quel vizio di restare affiancato ai compagni di passeggiata.

Sarà anche un piacere per il cuore vedere tutta questa gente, ma, dopo 22k ne farei volentieri a meno.

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Al ristoro sta piovendo forte, ci sono molte persone, e c'è la fila per prendere un po' di focaccia, una manciata d'albicocche secche e un sorso d'acqua.

Tre belle ragazze mi chiedono se vengo dai 28k.

Loro hanno sbagliato il percorso e vengono dai 16k.

"Per due anni in quel punto ho sbagliato anche io, e per recuperare tornavo sempre indietro". Inoltre spiego a loro quello che si sono perse, facendo vedere i miei scatti fatti alla Torrigiani.

Parlo di facebook, e xcorre.it. La ragazza rumena tira fuori un tablet e diventiamo amici fb. Il garmin avanza senza pietà, e se avevo un record (?!) da inseguire, adesso, l'ho mandato a benedire.

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Riprendo a correre sotto la pioggia, entro in una villa, e tra ragazzine sorridenti discendo in un tortuoso passaggio. L'anno scorso, colmo di fango, fu una prova di sopravvivenza. Oggi va decisamente meglio.

Quindi arrivo alla Specola.

Giracchio cercando un angolo diverso per fare qualche foto.

Perchè, in fin dei conti ogni anno che passo di quà, la villa è sempre al proprio posto.

Con le sue ricchezze, e la bella vista sopra la lucchesia.

Ormai ci siamo quasi, e dopo le scalette per uscire dalla villa, ci sono gli ultimi chilometri da correre.

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Da vedere c'è ancora villa Reale.

Il suo immenso parco, il suo lago, che osservo solo di sfuggita.

Un gruppo di turisti è intento ad ascoltare la guida.

Noi che siamo podisti, o camminatori, ci avviamo verso l'uscita.

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Piove ancora, e la difficoltà aumenta per il numero di persone che trovo negli ultimi chilometri.

Tanti, troppi ombrelli aperti, ma riesco a scappare via veloce, nonostante una grande stanchezza fisica.

Mi ritrovo con l'Arco Rosso girato di spalle, e molte persone che camminano nel senso inverso al mio, con i preziosi rotoli di carta da culo stretti tra le mani.

Stoppo così il garmin dopo 27,910k e 3h28.40 con una media di 7.29 m/km

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Ritrovo Daniele Baggiani, il mio collega di lavoro, Cinzia e Massimiliano.

Si mangia, si beve, si festeggia un'altra Marcia delle Ville entusiasmante.

Ogni volta che partecipo a questa corsa, mi sento fiero di prenderne parte.

Il suo (lungo) percorso di 28k mi mette a dura prova. Spesso l'ho finito con la coda tra le gambe. Come se fossi un cane bastonato.

Mi basta, però, ripensare a tutta quella gente che ho incontrato strada facendo.

A tutte quelle ragazzine sorridenti, a quei bambini felici (e bagnati come pulcini), a tutti quei cani con il pettorale sulla schiena.

Per una volta all'anno correre è la cosa che forse m'importa di meno.

Quello che più m'interessa, e mi regala piacere, e trovarmi nel mezzo del gruppo.

Un gruppo di 11500 persone.

Grazie Marciatori Marliesi.

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Loris Neri 10692 Podistica Galleno