13/04/14 30^ Maratonina del Ghihellino
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Tanto per riprendere a gareggiare mi sono deciso per una corsa che definire dura è dire poco,per l' occasione siamo in quel di Vangile per la 30^ edizione della sua maratonina del ghibellino, gara straordinariamente organizzata dagli Amici del gruppo sportivo del Massa e Cozzile.

30a Maratona del Ghibellino: una competitiva quasi perfetta by Loris Neri
30^ Maratonina del Ghibellino by Claudio landucci

Le Foto by Claudio landucci

30a Maratona del Ghibellino: una competitiva quasi perfetta

Portando un garmin al polso destro mi chiedo se a volte ha bisogno di essere scrutato come cronometro, e non solo come gps.

Mi domando se corro per correre, o solo per divertirmi.

Se ogni tanto accetto una sfida, e voglio dimostarmi più veloce di lui.

Almeno ci provo.

Primo confronto 2014: la 30a Maratonina del Ghibellino.

Lo so già prima di voi, mi perderò Castelfranco, l'EcoArrampicata del Cecchella, e soprattutto ho desistito (con tanta rabbia) alla Corri con Paolo di ieri pomeriggio a Montecarlo.

Aggiungo subito che questi 21k meritano la partecipazione.

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Incomincerò alle 9, la sveglia pertanto suona un po' dopo del solito.

Non ho la mia auto (sgrunt) e, dopo la pastasciutta, sgommo verso Borgo a Buggiano.

I cartelli per Vangile esistono solo dal lato Montecatinese (!?) e per due volte sbaglio la svolta.

Mancano dei veri parcheggi per gli innumerevoli podisti giunti fin quà.

Molti sono della zona, tantissimi i super competitivi.

Trovo subito Claudio e consorte, poi Fabio Niccoli, oggi alle iscrizioni.

Ricevo il pettorale 115, i manicotti (ganzissimi, e spero utili). Torno alla macchina per cambiarmi.

Smanicato bianconero, berretto top della Strachiesina, zampe infilate nelle Kiprun LD.

Niente digitale per questa sfida contro il tempo.

Corricchio, mi streccio, cammino, corricchio. Provo perfino un accenno di scarelle.

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Tempo non ideale, nonostante una gradevole temperatura, le nuvole portano via l'ossigeno, regalando umidità e aria afosa. Sudo già alla partenza.

Come sempre m'immergo nelle retrovie, e rimango bloccato sul primo rettilineo, e nella prima salita.

Zig zago per poter scalare al meglio via Falciano e nella provinciale Colligiana, dove sbuffando un po', riesco a recuperare corridori.

Non che m'interessi la classifica, ma provo piccoli piaceri quando salgo su più svelto di altri.

Un attimo prima del ristoro, acciuffo perfino Claudio.

Ho caldo e bevo, idratandomi testa e cappello.

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Ripartire in salita è quasi faticoso come farlo in bicicletta, e sembra di avere inserito un rapporto lungo.

Ingrano una ridotta, e aumento (!) il passo.

Via Marconi è da maledire, ma oggi mi sento -quasi- bene, non perdo passi, ma nemmeno esagero.

Giungo a Massa, nella prima splendida tappa di questa Maratonina.

Ci vorrebbe una tapasciata, per osservare, e gustare al meglio questa località.

Oggi sfuggo via, non prima di bere, bagnarmi, ed iniziare a ciucciare aranci.

La 11 scende a destra, noi saliamo a sinistra.

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Nei viottoli di paese, il pavè risuona come un tamburo. La gente ci incita e ci applaude.

Pare di essere in una piccola Firenze.

Esco da via Roma, e vado verso un sentiero. Pietre, erba e salita, incominciamo a rendere la corsa allettante, ma faticosa.

Inizia la sfida vera e propria, peccato che rimango quasi ostacolato da chi cammina.

A dire la verità non è che si riesca a correre forte. La salita è sempre più dura e difficile.

Con corsetta (parola grossa), e passetti veloci salgo la rampa a chiocciola che porta al castello di Cozzile.

La testa mi bolle quasi come d'estate.

I Grandi, ed i Bravo che ci dicono, le mani che battono sono meglio del polase, e del ghiaccio sulla fronte. Al terzo ristoro paesano mangio un pezzo di dolcetto, pezzi d'arancia e bevo tè.

Ancora acqua sulla calda capoccia.

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Un'ora di gara, e 10k che sono sfuggiti, quanto un pallone scagliato da Pirlo su punizione.

Adesso via alla discesa, anzi al falsopiano.

Poco asfalto rigenerante e svoltando a destra intraprendo la tappa Naturalistica di questa competitiva.

Non mi ricordavo di altre salite, ma spesso la mia memoria podistica vaneggia.

C'è ancora da muovere le gambe, e bene, perchè sotto sotto opto per abbattere il muro delle due ore.

Mi devo trovare, però, a contatto con pietre, buche, rami, e discese pericolose.

Perdo posizioni, lasciando passare gente che scorre via come se corresse sulla Fi-Pi-Li.

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Tra gli alti e i bassi boschivi, le cascate d'acqua che ascolto, le marginette ai lati dei poggetti, i profumati e coloratissimi fiori, i podisti alle mie spalle, sono attimi in cui mi manca la macchina fotografica.

Al ponte romanico di Barano vorrei fermarmi per gustare uno storico gioiellino incastonato nella natura, ma oggi sono di fretta (...) e quindi niente sosta.

Verso il 15°k c'è l'ultimo ristoro, dove il Fabio mi incita a grande voce.

Grande discesa roteante, e stavolta voglio recuperare tempo, invece che giocare con le gambe.

A mio vantaggio c'è il conoscere il chilometraggio quasi esatto, che con supererà i venti chilometri.

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Le gambe scappano veloci. Correndo su e giù per la Verruca a qualcosa mi è servito.

Mai fatta una discesa così bene, per quanto sia ripida e piena di tornanti.

Mi preoccupa più il sopraggiungere di un'auto, piuttosto che i dolori muscolari.

Anzi, la coscia destra che mi affligge da un po' di mesi, neanche si lamenta.

E se non lo fa lei, perchè dovrei rallentare?

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Giù come un missile (sparato male), e 4k di discesa fulminante scappano via come un serpente in un fossato.

Tra le auto ed i podisti (ma quanti sono quelli che hanno già terminato!!??) percorro gli ultimi mille metri di questa Ghibellino.

Contento di correre su quel tappeto rosso, tra quelle transenne, con quel cronometro appeso sotto ad un arco squadrato.

2h01.35. Mi miglioro di 11 minuti (senza la digitale è più facile), ma non butto giù il muro dell'ora doppia. Ho tenuto un passo medio di 6.10 m/km.

Sono strafelice, e HO vinto perchè ho battuto, in una competitiva, la Super Coppia Landucci-Ferroni.

Fare meglio di loro mi riempie di piacere.

E vengo pure a sapere che il mio tempo è inferiore a quello del Pregnolato.

Quasi mi gaso.

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Cammino su e giù, m'annaffio la capoccia e mi lavo la faccia con la fontanella (presa d'assalto).

All'ottimo ristoro mi gusto una buona schiacciata, pezzi di dolcetti, d'arancia, mezzo ovetto sodo, e perfino del castagnaccio. Quello era per i celiaci, l'ho giustamente respinto, ma la signora mi ha detto che adesso poteva darlo a tutti.

Non mi sono gustato la pasta col ragù. La prossima volta fatela vegana.

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Ultime considerazioni:

ottima competitiva, organizzata benissimo, con un percorso degno e piacevole al massimo (discesa e pietre a parte).

Bello il premio finale malgrado gli otto euri spesi.

Ristori adatti quelli in corsa, completo fino allo sfinimento quello finale.

Bravi e grazie a tutto il GP Massa e Cozzile.

E poi vuoi mettere ascoltare l'Antonietta Schettino che ti incita a piena voce!

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Loris Neri - 115 Podistica Galleno