23/03/14 Marcia di Pinocchio

Splendida corsa su di un percorso molto bello.

Una salita strepitosa tra boschi e pietre bianche, una discesa panoramica, il Parco di Pinocchio, dove tutti i podisti tornano bambini.

Chi è partito tardi, ha evitato pure la pioggia...

34^ marcia di Pinocchio by Claudio landucci
Pescia e una corsa a cui non manca niente. Nemmeno i giochi ed i ricordi by Loris Neri

34^ Marcia di Pinocchio by Claudio landucci

Pescia e una corsa a cui non manca niente. Nemmeno i giochi ed i ricordi

Ci sono da scegliere 4 corse in meno di 17 ore.

Ieri ho fatto Porcari, e stamani devo decidermi tra Pescia, Fornacette e Montecatini, escludendo Roma per vari motivi.

Due giorni a fila posso correre senza grossi patemi, due marce nella stessa mattinata mi è impossibile.

Comunque, nonostante la pioggia notturna, e al risveglio, metto in moto l'astrauto e vado a Pescia.

Posata l'auto opto per la tenuta leggera. 11°, venticello, umidità, pioggerella, ma la salitona che mi aspetta mi farà sudare.

E poi che faccio, ritorno alle tenute invernali? Noneee.

Per comodità, e per paura della pioggia, evito la digitale, e sulla chiorba metto il cappello impermeabile.

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M'iscrivo mentre Ivano e Marcello mi chiedono "che fai parti ora?"

Vorrei rispondere "Embè, casomai tutto finito già alle otto e trenta?" Ci rinuncio, sorrido e mi streccio.

Sgommo sul primo ponte pesciatino e via verso il centro storico della città.

Il pavè tentenna sotto i miei passi veloci.

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4 persone affiancate, con un ragazzone che mi svirgola davanti, spostandosi a destra e a sinistra.

Gli mollo una spintarella, ma lo avrei preso a calci nel culo.

Salitella, e poi le scalette (oggi si potevano evitare?) scivolose.

La piacevole, ma sdrucciolevole, via della Cappella, con le sue pietre romantiche, gli ulivi, e quella vista sopra i tetti della città.

Uno spuntona di salita per sbucare in via di Collecchio e iniziare la vera rampa di questa corsa.

Nubi minacciose e nebbia insistente avvolgono i monti come meduse in mezzo al mare.

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Salgo e risalgo, osservando la bella cascata d'acqua che sgorga rapida compiendo un salto di almeno tre metri.

Arrivo a Monte a Pescia dove trovo il primo ristoro.

Rifiato un pochetto, e osservo un panorama guastato dalla nebbia.

Bevo acqua che mi raffresca (!) poi riparto leggero verso il Sentiero Trekking.

Ora faccio sul serio, e riesco a sverniciare qualche podista, e grattugiare qualche camminatore.

Le gambe salgono a meraviglia, senza neanche soffrire i 14k di ieri pomeriggio.

I sassi e il sentiero bianco, buche comprese, non sono il massimo, ma è buona cosa trovarlo lindo e ben largo per permettere ad ognuno di tenere il proprio passo.

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Continuo ad allungare su alcuni scalatori, riesco a raggiungere Claudio, fermatosi ad immortalare il bosco e uno squarcio di panorama.

Erano mesi che non lo incontravo, e dietro di me giunge perfino la Katy.

Due bravissime Persone, una Coppia splendida, due Super Podisti con le lettere maiuscole.

Insieme arriviamo alla Cima Crocialino Alto. Quasi 600 metri sul livello del mare, e ristoro caldo o freddo, a secondo dei gusti.

Arrivano gli altri, che subito prendono il largo quando inizia la discesa.

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Giù a rotta (si fa per dire) di collo, tra sassolini e sassi, che alcuni s'incastrano sotto la suola delle Kiprun come se fossero orpelli da portarsi dietro.

Grazie a Claudio trovo il secondo ristoro che di solito era piazzato a Crocialino Basso.

Posizione questa più consona, perchè era troppo vicino al primo.

Non segnalato bene, e nascosto in un angolo, ho rischiato di saltarlo.

Un goccio d'acqua e uno spicchio d'arancio sono una meraviglia in ogni periodo.

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Niente Collodi Castello, ma passare su quei viottoli in pietra scoscesi e ripidi sarebbe stato un grosso rischio per culate a gogo.

Giusto evitarle, anche se questo borgo storico e dimenticato, merita più di una visita.

Chiedo a Claudio di seguirmi. Quel poco per fargli scattare qualche foto al paesino.

Rientriamo nel percorso panoramico di via VIII Marzo.

Anche quà bisogna svincolarsi in uno stretto, bello devo dirlo, viottolo tra gli alberi e le pietre scivolose.

Nel bel mezzo di muri a secco, tra le ville e i ponticelli dall'aria storica.

Peccato non sia adatto per correre come sulla strada che meritava -secondo il mio parere- di essere percorsa fino in fondo.

Ad ogni modo scendo verso il terzo (buonissimo) ristoro, dove c'è pure quello CILIACI (!), e il Parco Monumentale dedicato a Pinocchio.

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Si torna bambini.

Si scorrazza tra le giostre, i personaggi in rame o in ferro, i mosaici colorati, le viette a labirinto.

Si fiancheggia il Veliero dei Pirati, ci soffermiamo a guardare la Balena sbuffare acqua.

Sorridiamo, ci gongoliamo, e ci godiamo questo momento di dolci ricordi.

Non importa neanche se scende una pioggerella londinese. Anzi, sembrano lacrime di gioia, o di rimpianti, per questo tempo che è scappato via come un Bolt sfuggevole, sopra ad una pista d'atletica.

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Piano piano rientro a Pescia.

Superata la provinciale, ci sono alcune stradine e un sentiero acquoso.

Con un saltello quà e là evito qualche pozza, ma in quella grossa era impossibile non andarci dentro.

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Risalgo nell'ultimo (!) chilometro, dove i metri sembrano più lunghi, oppure è una finta degli organizzatori.

Perchè in realtà ci sono 400 metri in più, e malagrado questo la 34a Marcia di Pinocchio raggiunge solo, e direi purtroppo, i 17,800k ma le 2h09.31 la dicono tutta su quanto sia bella e tosta. Media 7.16 m/km con un dislivello di 583 metri. Un'arrampicata di oltre 5k, dove stamani pareva di arrivare sul Monte Serra a gennaio.

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Foto eclettiche che mi scatta la Lisena, qualche chiacchera in loro compagnia, un morso di crostata e un pieno di waferini, chiudono questa splendida Marcia del Trofeo (!) Lucchese.

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Loris Neri by Podistica Galleno