09/02/14 Trofeo Casa Culturale
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Un piacevole arrancare su e giù per le colline sanminiatesi.

21k volati via come il vento che stamani ogni tanto soffiava.

E dall'alto del cielo quelle nubi ci guardavano sornione...

Di San Miniato non ne avrò mai abbastanza by Loris Neri
San Miniato Basso by Fabio Niccoli
S. MINIATO - Prima corsa di Primavera....o quasi by Daniele Fedi

Le Foto by Loris Neri

Di San Miniato non ne avrò mai abbastanza

Niente Pappiana, però, mi sono rifatto subito con un'intensa settimana podistica:

Domenica scorsa ho ricevuto il premio 2013 dalla Podistica Galleno. Un buon pranzo in quel di Buti.

Tra un soorriso ed una chiacchera, le ore sono volate via che nemmeno ce ne siamo accorti.

Avevo saltato la corsa della mattina, e così sono riuscito a rimediare prima di cena svicolandomi nelle strade vicino casa.

Ho continuato al lunedì con la riunione mensile. Quattro gatti del Galleno per parlare di tutto e un po'.

Al mercoledì mi sono divertito tra buio, torcetta e pioggia, e al venerdì percorso cittadino nelle strade altopascesi.

Sabato pomeriggio un piccolo rinnovo nel mio guardaroba corsaiolo.

Mi sono sentito in forma, cercando una preparazione in vista del Trofeo Casa Culturale.

C'era una grossa indecisione, perchè sui siti internet il chilometraggio del percorso lungo era dubbioso: chi segnava 21, chi 24, chi 30.

Se 21k sanminiatesi si possono fare tranquillamente, 30 incominciano ad essere preoccupanti.

L'anno scorso furono spettacolari, e quelle 3h19 di corsa non mi hanno offerto nessuna tregua.

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Stamani sono pronto (credo, e spero) per i 30k, ma al mio arrivo a San Miniato Basso quasi vengo preso dal panico: parcheggi strapieni, e gira che mi rigiro metto la macchina al di là del campo sportivo.

Correndo (ormai è stratardi) vado verso il caldo tepore della Casa Culturale.

Non prima di sentire sulla pelle i brividi per ricordi di domeniche Sombrere, o di appostamento, appoggiato alla pista di pattinaggio, ammirando ragazze sculettare in terra.

M'iscrivo e domando delucidazioni sul percorso lungo. 21k con tre salite dure.

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Mi streccio e parto.

Primi 2k su ciclabile toscoromagnola e poi verso il cimitero. Questa salitella non si conta, è troppo morbida e poi c'è subito la discesa.

In via Sasso mi riscaldo, quà intravedo una salita più decisa, ma, dopo il rallentamento motoso, è in via Landeschi che s'inizia a fare sul serio.

Bella e tosta quanto basta, si lascia correre fino a giungere al primo ristoro.

Biscottino, tè dolce dolce, e qualche chiacchera che mi permette di rifiatare e fotografare.

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La Landeschi non è finita, anzi, risalgo ancora fino ai 152 metri sul livello del mare.

Svolta in via Montegrappa, e subito in via Ranci.

L'asfalto diventa Strada Bianca, incontro e saluto il Comandante, poi proseguo scattando quà e là alcune foto alla Rocca e ai cipressi sottostanti.

Su questo sterro mi muovo con piacere, mentre il mio sguardo divaga tra le nuvole bianche o grige cariche di pioggia, alberi solitari e colline che sembrano elaborate con photoshop da quanto sono perfette e tondeggianti.

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Quando giro in via Marzana incomincio la discesa.

Le gambe innestano i freni, le Kiprun LD sembrano stridere sull'asfalto e gli ultimi seicento metri diventano una simpatica serpentina.

Secondo ristoro e senza ombra di dubbio, svolta a sinistra in via Bassa sul percorso dei 21k.

Tratto veloce, e quasi noioso, intravedo il gruppetto Colognora, e con l'angolo dell'occhio noto la salita regina di questa corsa.

Un chilometro dove le gambe devono essere gambe, i muscoli fare il proprio mestiere, respirare diventa un optional, e la testa deve ragionare quel poco per farti arrivare in cima senza scoppiare.

Procedo bene, non mi strafogo, ma nemmeno arranco. Anzi provo quel grande piacere immenso e e perverso che mi regala ogni salita tosta.

La sfida di ogni domenica, per chi di chilometri terrestri vive e sopravvive.

Raggiungo Cusignano e il pensiero ritorna all'anno scorso, quando nevischio e vento vorticavano freddi tra queste case.

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Appena svolto a destra in via Gello trovo la Flavia del Galleno.

Sempre più in forma, e sorridente, sta correndo ritornando al pieno splendore

Facciamo un piccolo tratto insieme fino a raggiungere il gruppetto che metterò nella homepage di xcorre.it.

Allungo leggermente il passo e saluto questo gruppo che oltre alla Flavia Santarossa annovera gente come Enrico Enock, e Alessandro De Cristofaro. Mica cici, bubu e lala.

Questi sono incontri da segnare sul calendario. Vi sembra poco?

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Ho allungato su di loro, ma al terzo ristoro il vociare simpatico e gioioso del gruppetto, mi raggiunge fino a farmi sorridere.

Al chilometro 15 e 700 atterro in zona Borghigiana.

Prima di svoltare a sinistra, mi soffermo a salutare le tre mucche che ormai fanno parte anche loro di questi affreschi sanminiatesi.

Giusto il tempo per caricarmi e via per un'altra vera salita.

Corta, ma irta, anche quà le gambe devono darsi da fare.

Una piscina, un Pardella ed un Leoni si integrano nel sentiero borghigiano quanto un regalo di Natale tra le mani di un bambino.

La dolce Frida pare aspettare il suo padrone, domandandosi se vale la pena tutte le domeniche fare così tanta strada trainando un personaggio vestito di arancione e nero che sembra un giocattolo della Chicco.

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Terminata la rampa, via Sforza mi congiunge a San Miniato.

Dove prima della cittadina slow per eccellenza, saluto gli immancabili Spensierati, la dolce Fania, e m'abbraccio all'ormai lumacone giallo Daniele.

Lumacheggio un po' anche io, giusto il tempo per ricevere e contraccambiare complimenti.

Che fanno sempre piacere darli e riceverli.

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Ristoro un po' nascosto nel l'angolo del piazzale, e peccato non meritarsi un passaggio nel centro storico.

18,800k percorsi e in via delle Casine inizia l'ultima discesa.

Finito l'asfalto a destra c'è il tratto scivoloso e un poco motoso dove ritrovo Lorenzo, e osservo Nilo scendere giù come se corresse sulla superstrada.

Via Aldo Moro, poi lo sterrato, via De Amicis, un pezzetto della Tosco, e via Pizzigoni per terminare questa trasferta sanminiatese dopo 21,620k e 2h24.11 di corsa. Passo 6.40 m/km.

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Ristoro finale a fettunte e acqua fresca, ultimi scambi di sorrisi e chiacchere, poi contento per la bella corsa affrontata, e superata senza affanni, mi dirigo alla mia auto, mi cambio, e sento il bisogno di recarmi a Roffia per vedere quello che era successo una decina di giorni fa.

Il comune di San Miniato non si merita cose come questa.

Ma solo giornate piacevoli, come quella che ho passato io grazie al Trofeo Casa Culturale.

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Loris Neri - Podistica Galleno