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La differenza fra l'omo e la donna

LaGalla.it ha partecipato al convegno "L'Uomo e la Donna nella Corsa" che ha riunito differenti studiosi psicologi, sessuologi e personaggi dello sport. Obiettivo del convegno è stato evidenziare i differenti comportamenti fra l'uomo e la donna nell'interpretare la corsa. LaGalla.it ha cercato di riepilogare i principali risultati del convegno che sono stati riepilogati nella tabella sottostante. Abbiamo cercato di semplificare al massimo i temi affrontati durante il convegno confidando che il lettore riesca a coglierne tutte le sfumature..

Ma vediamo in dettaglio le principali conclusioni emerse dallo studio e riportate nella seguente tabella.

 

Il comportamento dell'uomo Il comportamento della Donna
Un uomo non si sente toccato nell'orgoglio se superato da un altro uomo. Un uomo però se superato da una donna ne viene toccato profondamente. Istintivamente accelera volendo dimostrare le proprie capacità. Questo lo parta sempre all'annientamento totale con danni irreparabili sul risultato della corsa... Una donna non pone attenzione al fatto di essere superata da un uomo. Al contrario non accetta volentieri di essere superato da una donna. Una donna che ti supera significa una posizione in meno e delle conseguente devastanti per l'aggiudicazione dei premi finali. Per quel prosciuttino previsto come premio la donna è disposta a tutto.
L'uomo corre per vincere. Ma non per il risultato in se. Solo per poter schernire e deridere i propri compagni. Da qui le famose affermazioni "Ci si vede all'arrivo.." durante la fase di sorpasso, alla "è du ore che t'aspetto.." nel momento dell'arrivo dello sconfitto, alla "ai voglia di bè ova..." quando lo sconfitto sostiene vendetta alla prossima corsa. La donna corre per vincere. Per il puro risultato. Se superata in salita sostiene "oggi un ciò voglia... dovevo fà un allenamento di sola pianura...", se superata in discesa afferma "anche i coomeri vanno in discesa". La vittoria/sconfitta non viene commentata ma conservata dentro per una futura e certa vendetta.
All'uomo durante una corsa capita di doversi soffermare per necessità impellenti. In questi casi (e ci riferiamo per il momento alla sola fase di esclusione della urina) arresta immediatamente la corsa non appena individua un luogo idoneo. Allarga le gambe, posiziona i piedi con le punte divergenti (per evitare che l'orina possa erroneamente macchiare le scarpe) si curva leggermente con il busto in avanti, preleva il proprio membro reggendolo con entrambe le mani e provvede alla espulsione del liquido innalzando ogni tanto lo sguardo al cielo in segno di piacere. Prima di riporre il proprio oggetto nel pantaloncino provvede ad una breve fase di scrollamento al fine di liberarsi dalle eventuali gocce rimaste. Questo è uno dei pochi momenti in cui è consentito di non lavarsi le mani e di ciò l'uomo ne va fiero. Nella donna il fenomeno della necessità di orinare si può presentare con la stessa intensità dell'uomo. Vi è però una differenza. La Donna riesce ad orinare anche senza fermarsi. In questo caso l'orina fuoriesce direttamente dal pantaloncino percorrendo tutta la gamba della donna. In genere tale comportamento avviene solamente in giornate particolarmente piovose. L'orina in questo caso è particolarmente benevola in quanto consente di scaldare le gambe, qualora raffreddate dalla bassa temperatura e dalla pioggia. Molte donne però preferiscono fermarsi anche per evitare violente discussioni con i propri mariti sulle scarpe nuove e già male odoranti.
Il fenomeno della necessità di orinare nell'uomo è spesso devastante. Non appena parte una corsa competitiva, già a migliaia si fermano per liberare il proprio corpo dei liquidi in eccesso. Il fenomeno è stato particolarmente studiato alla Maratona di Venezia dove dopo la partenza moltissimi provvedono ad urinare sulle mura della Villa Pisani. Recenti studi sostengono che trattasi dei soliti Livornesi che al solo nome Villa Pisani non resistono e devono obbligatoriamente provvedere a segnarne le mura. La donna appena parte difficilmente si ferma ad urinare. 
Spesso prima della partenza di una maratona all'uomo capitano diversi disturbi intestinali. Tale fenomeno scientificamente viene chiamato "Squaqquera". E' un fenomeno molto violento ed improvviso. Si riconosce l'uomo in crisi per "Squaqquera" per la colorazione rossa del volto, la camminata a passi piccoli ma veloci, tutta la muscolatura protesa a chiudere il più possibile l'orifizio anale. Produce sudorazione nella schiena. La liberazione è però immediata. L'uomo si dirige verso il più vicino campo si abbassa ed emette un specie di boato liberatorio. Il boato di estrema violenza è un miscuglio di flatulenze di basso tenore e sostanze organiche pseudo-liquide. Una miscela sempre esplosiva. Tale fenomeno si può presentare anche diverse volte nei momenti antecedenti la partenza di una corsa. Il fenomeno della "Squaqquera" è presente anche nella donna. In essa però non vi è segno. Essa continua a conservare un atteggiamento rilassato. E con una certa  nobiltà si compone ed attende il proprio turno davanti ai bagni chimici. Tali bagni sono detti chimici perchè l'unione dei liquidi e solidi in essi contenuti, se non gestiti con prudenza, possono provare reazioni nucleari di devastante portata. Pur nella sua tranquillità anche la donna soffre ma ha una grande capacità di occlusione grazie alla forte muscolatura coccigea. Anche per la donna la fase liberatoria è immediata.
La corsa produce movimenti intestinali continui. Questi generano una concentrazione gassosa che si trasforma frequentemente in flatulenze. Tali flatulenze sono caratterizzate da frequenza ravvicinata e dal tono particolarmente elevato. L'uomo in caso di emissione di flatulenze non vuole mai essere solo. E' un segno di amicizia poter condividere durante una corsa certi emissioni. Anzi in genere l'uomo supera il proprio compagno proprio per condividere il suono della musica prodotta. A seguito della emissione l'uomo respira profondamente, non perchè a corto di fiato, ma per assaporarne la "colorazione".  Il fenomeno della flatulenza è presente anche nella donna. Nessuno però se ne avvede. Se emesse sono assolutamente insonorizzate ed inodore. L'insonorizzazione viene prodotta grazie alla particolare muscolatura adiacente l'orifizio dal quale gli eccessi gassosi vengono espulsi. La muscolatura in questo caso, al contrario dell'uomo, produce un effetto opposto alla gran cassa evitando qualunque forma di  suono.